Giallo - thriller - noir

Giallo di zucca

Converti Gaia

Descrizione: Se il giallo all’inglese l’avessero inventato i ferraresi, probabilmente assomiglierebbe a questo. Una vicenda ironica e delittuosa che intende sottolineare un fatto: in provincia non si crepa solo di noia. E poco importa se l’investigatore non porta il trench e se il suo braccio destro ha quattro zampe: a volte le cose serie richiedono improvvisazione e senso dell’umorismo. Sullo sfondo di una Ferrara in festa, un killer, sfigato ma con tanta buona volontà, appende per il collo un losco individuo, proprio lì, nella libreria del centro. Così, a suon di vittime, la vicenda ci condurrà a spasso per Ferrara, in compagnia di un fotografo della Scientifica costretto a riallacciare i contatti col parentado ferrarese: solo scoprendo l’autore di quell’omicidio, e di quelli che seguiranno, potrà salvare il buon nome dei suoi familiari, presunti colpevoli di una faida libresca. Tra gare di sbandieratori e aperitivi, dalla Ferrara da bere a quella dei sobborghi, dalla Caritas locale alla Sacca di Goro, l’ambientazione reale e i nomi – storpiati ma non troppo – di alcune location permetteranno al lettore di passeggiare, e investigare, assieme ai protagonisti. E poi gattare, poliziotti imbranati, un commissario privo di scrupoli e dalle pessime maniere, ragazze in abiti succinti e indizi che rimandano ai personaggi delle fiabe. Un giallo all’inglese in salsa ferrarese che vuole essere un omaggio a Ferrara e alla ferraresità dei suoi abitanti.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Betelgeuse Editore

Collana:

Anno: 2013

ISBN: 9788863490299

Recensito da Donatella Perullo

Le Vostre recensioni

Luca fa il fotografo. Non ritrae modelle, non immortala paesaggi suggestivi né scene da matrimoni o comunioni. Luca è un poliziotto, lavora nella Scientifica, fotografa cadaveri ed è contento di farlo, anche se è restio ad ammetterlo. Vive con Poirot, un Pastore Belga molto comunicativo e furbo, che passa gran parte della sua giornata a guardare Animal Planet in televisione e impiega il tempo restante a tormentare il suo padrone.

La vita di Luca scorre tranquilla fin quando non riceve una telefonata dal cugino Pierfi, che lo invita a Ferrara per partecipare alla sua festa di laurea. Luca sa di non poter fare a meno di accettare il tedioso invito, ma una notizia letta su un quotidiano lo invoglia ad acconsentire.

A Ferrara, nella libreria concorrente di quella degli zii, è stato trovato il cadavere di un uomo impiccato. Il defunto è un professore di liceo e la notizia stuzzica l’istinto investigativo di Luca che decide all’istante di partire per Ferrara con il suo inseparabile Poirot.

Inizia così Giallo di Zucca, il divertente romanzo di Gaia Conventi. È un giallo sui generis, incentrato non solo sulla ricerca della risoluzione del mistero che aleggia intorno all’evento criminoso, ma anche sulle caratteristiche pittoresche di alcuni personaggi e sulle vicende ironiche, a volte al limite dell’umoristico, che derivano da gran parte delle loro azioni. Il rapporto fortemente comunicativo tra cane e padrone spicca e diverte. I due sono assortiti alla perfezione e danno vita a situazioni brillanti.

In primo piano nel romanzo è però anche Ferrara, con la sua storia, le sue strade, le sue piazze e le sue abitudini. La città spicca come una vera protagonista e si lascia accarezzare dalle descrizioni della Conventi prestandosi con piacevolezza come palcoscenico degli avvenimenti narrati.

Giallo di zucca è un romanzo scorrevole e ben strutturato. La penna di Gaia Conventi è precisa e sicura e la sua vena ironica, sagace e irrefrenabile.

Gaia Conventi è nata a Goro, ma è vissuta per molti anni a Ferrara. Nata nel 1974 inizia la sua carriera da scrittrice nel 2003. Nel 2005 esordisce con l’e-book “I deliziosi delitti di LittleTown”, reso poi cartaceo dall’editrice Edigiò. Dopo diverse ottimi piazzamenti in concorsi letterari, nel 2012 pubblica La morte in pentola edito da Forme Libere. Oggi con Giallo di zucca conferma il suo talento.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Da lassù abbraccia piazza Trento e Trieste – i-LIBRI

[…] Gaia Conventi, ferrarese doc e impareggiabile animatrice del blog Giramenti (https://gaialodovica.wordpress.com/), è l’autrice di “Giallo di zucca”. Mentre attendiamo il sequel di quest’opera, Vi segnaliamo il nostro commento all’opera prima:  http://www.i-libri.com/libri/giallo-zucca-gaia-conventi/ […]

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Gaia

Converti

Libri dallo stesso autore

Intervista a Converti Gaia


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

L’India dei bambini

Sabbatini Emanuela

L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

1984

Orwell George

«Mi chiamo Vince Corso. Ho quarantacinque anni, sono orfano e per campare prescrivo libri alla gente». Insegnante precario e lettore come pochi, si è inventato un nuovo lavoro, quello di biblioterapeuta; ha casa e ufficio in via Merulana, un monolocale con soppalco e angolo cottura più da studente fuorisede che da medico delle anime, dove accoglie le sue pazienti - sì, sono donne in prevalenza. Vince le ascolta e poi trova per loro il libro adatto, le pagine che possono lenire, la letteratura insomma come medicina dell’anima e, perché no?, anche del corpo. A rivolgersi al suo pronto soccorso letterario un giorno arriva Giovanna; il fratellastro Fabrizio, sinologo, collezionista di libri, esperto di lingue e di molto altro, ha smarrito il senno e ricoverato in una casa di riposo per malati di Alzheimer ripete ossessivamente poche e smozzicate frasi, sempre le stesse. La donna è convinta di un possibile miglioramento del fratello se solo potesse ritrovare il libro da cui quelle parole sono tratte: sembra proprio il terreno in cui Vince Corso si trova più a suo agio. Così accetta la sfida e visita la biblioteca del professore, ma si trova ben presto a indossare i panni dell’investigatore, a svelare l’enigma che si cela dietro quel labirinto di volumi, una autentica biblioteca di Babele. Un libro sulla memoria, sull’importanza del ricordo, sulla lettura come terapia.

Ogni coincidenza ha un’anima

Stassi Fabio

Al BarLume, in un paese della costa intorno a Livorno, tra un caffè e una briscola in cinque, quattro vecchietti e il barista si ritrovano a chiacchierare, discutere, contendere, litigare e infine indagare sul delitto di una giovane ragazza. E sotto all’intrigo giallo, la vita di una provincia ricca che sopravvive testarda alla devastazione del consumismo turistico. La rivalsa dei pensionati. Da un cassonetto dell’immondizia in un parcheggio periferico, sporge il cadavere di una ragazza giovanissima. Siamo in un paese della costa intorno a Livorno, l’immaginaria Pineta, «diventata località balneare di moda a tutti gli effetti, e quindi la Pro Loco sta inesorabilmente estinguendo le categorie dei vecchietti rivoltandogli contro l’architettura del paese: dove c’era il bar con le bocce hanno messo un discopub all’aperto, in pineta al posto del parco giochi per i nipoti si è materializzata una palestra da body-building all’aperto, e non si trova più una panchina, solo rastrelliere per le moto». L’omicidio ha l’ovvio aspetto di un brutto affare tra droga e sesso, anche a causa della licenziosa condotta che teneva la vittima, viziata figlia di buona famiglia. E i sospetti cadono su due amici della ragazzina nel giro delle discoteche. Ma caso vuole che, per amor di maldicenza e per ammazzare il tempo, sul delitto cominci a chiacchierare, discutere, contendere, litigare e infine indagare il gruppo dei vecchietti del BarLume e il suo barista. In realtà è quest’ultimo il vero svogliato investigatore. I pensionati fanno da apparato all’indagine, la discutono, la spogliano, la raffinano, passandola a un comico setaccio di irriverenze. Sicché, sotto all’intrigo giallo, spunta la vita di una provincia ricca, civile, dai modi spicci e dallo spirito iperbolico, che sopravvive testarda alla devastazione del consumismo turistico modellato dalla televisione. Un giallo in toscanaccio.

LA BRISCOLA IN CINQUE

Malvaldi Marco