Narrativa

GIULIA 1300 E ALTRI MIRACOLI

Bartolomei Fabio

Descrizione: Quando esci dagli schemi della mera e rassicurante esistenza e decidi di vivere, tutto può accadere. A Diego, quarantenne traumatizzato da un lutto familiare, con un lavoro anonimo e un talento unico per le balle, accade di imbarcarsi impulsivamente in un'impresa al di sopra delle sue capacità, l'apertura di un agriturismo; accade che decida di farlo in società con due individui visti solo una volta e che in comune con lui hanno esclusivamente la mediocrità; accade anche che a far evitare il fallimento immediato sia l'intervento di un comunista nostalgico e che la banale fuga in campagna si trasformi in un atto di resistenza quando nell'agriturismo si presenta un camorrista per chiedere il pizzo. Questo arrivo inaspettato genera una risposta imprevedibile, soprattutto da parte di quattro guerrieri da riunione di condominio, e una serie di eventi a catena. Diego e i suoi amici diventano involontari artefici di un bizzarro miracolo mentre l'agriturismo, con l'arrivo di tre immigrati ghanesi e di una giovane cuoca punk, si trasforma giorno dopo giorno in una sorta di avamposto multietnico, anarchico e partigiano.

Categoria: Narrativa

Editore: Edizioni e/o

Collana: Dal Mondo

Anno: 2011

ISBN: 9788876419485

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Spassoso, intelligente e originale, Giulia 1300 e altri miracoli è un romanzo “completo”, che alterna momenti di commozione a parentesi di ironia, e sa incuriosire e coinvolgere il lettore facendogli vivere vicende rocambolesche che sfiorano l’inverosimile senza mai sconfinare nel paradosso.

I protagonisti sono tre perfetti sconosciuti che, per motivi diversi, stanno attraversando un periodo difficile, di quelli in cui tutto sembra andare storto. Claudio si è separato da Antonia e sta mandando a rotoli l’azienda di famiglia; Fausto, venditore di orologi in TV, rischia il linciaggio ogni volta che qualche cliente gabbato lo riconosce per strada; Diego, che lavora in una concessionaria di automobili, si ritrova ad assistere impotente alla morte di suo padre.

Per tutti e tre è arrivato il momento di “svoltare”, e il miraggio di una nuova vita, più vera e più entusiasmante, si materializza in un “casale ristrutturato, tre livelli, due ettari di terra, splendidamente immerso nella campagna“.

Siamo la generazione del piano B. Lavorare in questo paese fa così schifo che, anche se fai il miracolo di raggiungere la posizione per cui hai studiato, dopo due anni ne hai le palle piene e inizi a elaborare il tuo piano B. Quasi sempre si tratta di un agriturismo, questo quando allo schifo per il lavoro si aggiunge lo schifo per la città“.

Il casale effettivamente corrisponde alla descrizione che c’era sull’annuncio di vendita; il problema è che, quando l’agente immobiliare incontra i tre potenziali acquirenti, è costretto a rivelare subito la fregatura che si nasconde dietro il ghiotto affare: il prezzo del casale in realtà è esattamente pari al triplo di quello “erroneamente” indicato sull’annuncio. Gli animi si scaldano, la tensione sale e la delusione è cocente, ma poi finalmente arriva l’idea: perché non diventare soci e realizzare insieme il progetto dell’agriturismo, dividendo così spese e fatica?

Armati di tanta buona volontà, Claudio, Diego e Fausto iniziano i lavori di ristrutturazione necessari a rimettere in sesto il casale, improvvisandosi idraulici e arredatori, e riescono a superare le prime scaramucce imparando a conoscersi e capirsi. Inoltre, il gruppo originario si amplia, acquisendo un nuovo componente, Sergio, e anche qualche aiutante straniero.

Insomma, tutto considerato, sia pur lentamente e con qualche difficoltà in più rispetto al previsto, l’agriturismo sembra prender forma, finché un giorno non arriva una vecchia Giulia 1300 verde scuro, da cui scende un tizio tarchiato e rugoso, “un po’ Merola e un po’ Manero“, che non ha per niente l’aria di essere un cliente… “… Siete forestieri, nun sapite niente ‘e chesta terra. Ci sta molta gente malamente. Io vi offro protezione“.

Con una prosa scorrevole e leggera ma anche molto attenta, Bartolomei descrive un contesto sociale difficile e controverso, quale quello di un paese che convive con la camorra. La particolarità, però, è che riesce a coglierne l’aspetto più umano e comico, grazie anche all’uso sapiente di espressioni tipiche del dialetto locale, inserite ad arte nella narrazione per svelare pensieri reconditi e spiegare comportamenti più legati alla tradizione ed ai condizionamenti ambientali che frutto di autentiche convinzioni.

Non ogni persona appartenente al mondo malavitoso è crudele, spietata e senza cuore: spesso chi non ha o crede di non avere scelta, chi non conosce altre vie o crede di non avere la capacità di percorrerle, finisce per legarsi a chi, per un motivo o per l’altro, appare più forte, e perciò tenta di emularlo. Naturalmente, l’obiettivo di questo bel romanzo non è quello di suscitare simpatia nei confronti di delinquenti e camorristi, ma quello di lanciare un messaggio di speranza e di invitare il lettore a guardare ogni cosa con attenzione e non avere pregiudizi né trarre conclusioni banali, semplicistiche ed affrettate: anche una Giulia 1300 può fare miracoli…

Siamo abituati a ritenere che la mafia esiste perché c’è da sempre ed è imbattibile. Invece è molto peggio di come pensiamo, la mafia si può battere benissimo. La mafia non è capace di conquistarsi uno spazio proprio, sa prosperare solo dove la società lascia dei vuoti. Se le famiglie lasciano dei vuoti, se la scuola lascia dei vuoti, se lo stato lascia dei vuoti, la mafia conquista terreno. Il fatto è che anche la mafia lascia dei vuoti che possono essere riempiti. E in questo gioco di posizione la mafia dovrebbe essere perdente perché i suoi vuoti non li possono riempire solo la famiglia, la scuola e lo stato, basta molto meno, basta uno straccio di alternativa. Un agriturismo destinato al fallimento, per esempio

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Fabio

Bartolomei

Libri dallo stesso autore

Intervista a Bartolomei Fabio

Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra. Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L'unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili. Solo così il cuore più acerbo della rosa bianca può diventare rosso di passione.

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI

Diffenbaugh Vanessa

Ci sono mondi che da lontano sembrano brutti e grigi. Mondi poveri, in cui il cibo era poco, in cui la libertà di scelta era poca, in cui la fatica sembrava non finire mai. Eppure, proprio di questi mondi, pur ricordandone tutte le ombre, decenni dopo si sente nostalgia, si avverte la mancanza. Confrontata all’anonimato consumistico contemporaneo, la Russia d’un tempo, la Grande Russia del socialismo, rappresentava una fede, una identità, una sfida. Attraverso le testimonianze di decine e decine di donne e uomini che hanno attraversato e creduto alla Perestrojka, Svetlana Aleksievic ci racconta l’utopia di un mondo finito, che non ha saputo restituire al suo popolo l’orgoglio di un tempo.

Tempo di seconda mano

Alesksievič Svetlana

Le Mani della Madre

I quattro Re

Giancarlo Galletti