Saggi

Giulio Cesare, il primo dei Cesari

Di Martino Antonella

Descrizione: Cesare è stato il primo della stirpe dei Cesari. Politico, letterato, condottiero, capo carismatico, dittatore. Geniale e determinato. Corruttore senza rimorsi. Grande oratore, amatore ancora più grande. Uomo d’azione e di pensiero, di crudeltà e di perdono. Un autentico conquistatore, ambizioso oltre ogni misura. Amato e temuto. Odiato. Non amava i limiti, di nessun genere. Ha voluto, fortissimamente, essere il Primo. Lo è diventato, grazie alla sua intelligenza, alla sua determinazione e, soprattutto, al suo coraggio. Al suo fascino, talvolta. Alla sua spregiudicatezza, non di rado. Senza dimenticare la Fortuna, dea che rispettava e onorava. I suoi assassini l’hanno reso immortale.

Categoria: Saggi

Editore: La Case

Collana:

Anno: 2014

ISBN:

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Giulio Cesare, il primo dei Cesari di Antonella Di Martino appartiene alla serie degli e-book dedicati ai “Signori della guerra”.
Dopo un personaggio ingombrante come Hitler, questa volta Antonella si (e ci) catapulta nell’antica Roma, per inseguire le imprese – politiche, militari, culturali e… amorose! – di un personaggio che dell’attivismo e dell’ambizione ha fatto il proprio credo, oltre che il proprio percorso vitale.
Noi proponiamo quest’opera in periodo natalizio, perché se in questi giorni dovessimo recarci al cinema, al cinepanettone decisamente preferiremmo il kolossal storico alla Ben Hur.

Per brevemente ripercorrere lo sforzo compiuto dall’autrice, che ha condensato in una settantina di pagine fonti storiche e ricerche sicuramente impegnative, mi avvalgo dell’incipit dell’opera (in corsivo, mentre le nostre considerazioni sono tra parentesi), che ci offre il ritratto plastico di un uomo versatile, tenace e instancabile. 

Cesare è stato il primo della stirpe dei Cesari. (capitolo I – La famiglia. Interessante ricercare anche nella dinastia la matrice di un temperamento più unico che raro).
Politico, letterato, condottiero, capo carismatico, dittatore. (A proposito del letterato, l’autrice ironizza: “Cesare… si salva a stento, tuffandosi da una nave. Riesce a portare con se, nuotando, i Commentarii de bello civili. Gli studenti dei secoli a venire gli saranno molto grati”).
Geniale e determinato (e lo si vede fin dal capitolo II, cioè da “I primi anni”).
Corruttore senza rimorsi (come dimostrano “Le prime campagne elettorali”).
Grande oratore, amatore ancora più grande (ben quattro volte sposo – “Quattro matrimoni e un funerale” è una battuta troppo riduttiva? – non pago delle esperienze coniugali, entra anche nell’egizio letto di Cleopatra e non disdegna neppure la “relazione alla greca”, per utilizzare un costrutto delle lingue morte a designare il rapporto che Cesare probabilmente ebbe con il re Nicomede IV, come Antonella spiega con grande tatto nel capitolo intitolato “Gossip in Bitinia”[1]).
Uomo d’azione e di pensiero, di crudeltà e di perdono.
Un autentico conquistatore, ambizioso oltre ogni misura. (Una vera macchina da guerra! In pochi anni conquista Spagna, Gallia e Britannia… lui che a trent’anni disse: “Alessandro alla mia età regnava già su molti popoli, e io invece non ho ancora combinato niente di buono. Non è terribile?”).
Amato e temuto. Odiato. (Per limitarci ai suoi nemici domestici: Cicerone, Catone l’Uticense, i pompeiani… ma la serie è ben più lunga…)
Non amava i limiti, di nessun genere.
Ha voluto, fortissimamente, essere il Primo. (Un altro suo aforisma: “Preferirei essere il primo qui che il secondo a Roma”).
Lo è diventato, grazie alla sua intelligenza, alla sua determinazione e, soprattutto, al suo coraggio. Al suo fascino, talvolta. Alla sua spregiudicatezza, non di rado.
Senza dimenticare la Fortuna, dea che rispettava e onorava.
I suoi assassini l’hanno reso immortale. (Alcuni capitoli sono intitolati alle frasi celebri: come “Alea iacta est” o “Veni, vidi, vici”. Naturalmente l’epilogo s’intitola “Tu quoque, Brute, fili mi?”).

Non vi è venuta voglia di rispolverare la storia dell’antica Roma designando Antonella Di Martino come Arianna nel labirinto degli intrighi politici e delle imprese belliche compiute dal “primo dei Cesari”? 

Bruno Elpis

[1] Al di là delle battute, riporto quanto mi ha precisato la stessa Antonella: “Sottovaluti la grandezza di Cesare come amatore. I quattro matrimoni e la relazione con il re sono niente per uno come lui, che oggi sarebbe definito “pansessuale”. Soprattutto in campo sessuale, Cesare non aveva limiti. “Il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti (omnium mulierum virum et omnium virorum mulierem)” è la definizione che calza meglio. Per capirci meglio, si può dire che ha “amato” legioni di uomini e di donne…  Oltre ad avere un’attività sessuale “a tutto campo”, Cesare aveva anche la caratteristica di amare le sue mogli e le sue amanti, di affezionarsi davvero: a quei tempi era insolito, e nuovo. Considera che Catone, romano di antichi principi, aveva ceduto “in prestito” sua moglie a un suo amico, e poi se l’era ripresa, come se fosse un mobile o un animale domestico. Il  rapporto d’amore che Cesare ebbe con Cleopatra, così simile a lui (regina, colta, mezza divina), quasi sullo stesso piano), era straordinario per la sua simmetria. Cesare era considerato eccentrico anche per questo”.

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