Letteratura francese

Gli ultimi giorni

Queneau Raymond

Descrizione: Nella Parigi del quartiere latino, della Sorbona e dei piccoli caffè giovani e vecchi ingannano il tempo tra conversazioni di filosofia e letteratura. E il tempo è il vero protagonista di questo romanzo, inteso ciclicamente come ritorno e alternanza ma inteso anche come unica e ineludibile direzione che consegna l'uomo alla vecchiaia e alla morte.

Categoria: Letteratura francese

Editore: Newton Compton

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788854135079

Recensito da Michele Nenna

Le Vostre recensioni

Gli ultimi giorni di Raymond Queneau, personaggio poliedrico della letteratura francese del ‘900, vede il susseguirsi di vicende che coinvolgono due gruppi generazionali, collocati tra il Quartiere latino e la Sorbona di Parigi.

Da un lato ci sono i giovani che arrivano dalla provincia per compiere i loro studi nell’università della capitale, dall’altro ci sono degli uomini anziani (sui settantanni circa) che frequentano con assiduità i cafè e le trattorie della città, tirando le somme sulle proprie vite.
Coloro che più risaltano dalle pagine del romanzo sono il giovane Tuquedenne e il signor Brabbant. Il primo è un ragazzo che, dopo aver ottenuto il diploma, si trasferisce da Le Havre (che ha dato i natali allo stesso Queneau) a Parigi per compiere gli studi di filosofia; il secondo invece è uomo anziano, di professione “truffatore immobiliare”.

I due gruppi finiranno per fondersi tra loro per i motivi più disparati. Ad esempio, due amici di Tuquedenne saranno coinvolti nei cattivi affari di Brabbant, contendendosi un posto da segretario. Brennuire, amico del truffatore, ospiterà nel proprio salotto un incontro tra intellettuali parigini a cui parteciperanno alcuni dei giovani studenti universitari protagonisti dell’opera.

Capitolo dopo capitolo, il lettore prende coscienza delle novità stilistiche introdotte da Queneau nella stesura dell’intero romanzo.
Con l’intento di distaccarsi dalla tradizione letteraria francese della prima parte del ‘900, lo scrittore apporta innovazioni sia sul piano strutturale, sia sul piano lessicale, come lo stesso traduttore (Francesco Bergamasco per le edizioni Newton Compton) chiarisce nella “Nota del traduttore”.

Al centro della trama: il tempo, che per i giovani studenti trova espressione in un avvenire positivo e ricco di buoni propositi, mentre per gli anziani rappresenta l’avanzare della fatale “ora X”, ossia l’avvicinarsi della morte.
Quest’ultimo scenario in particolare condurrà il professore Tolut, compagno di Brabbant ed ex docente di geografia della scuola superiore di Le Havre, al suicidio davanti agli occhi di Tuquedenne e Rohel.

Dietro tutti questi avvenimenti che segnano l’evolvere del romanzo, Queneau colloca una figura particolare, vale a dire quella di Alfred, barista indovino/astrologo che dispensa consigli e previsioni a titolo gratuito al signor Brabbant. A lui verranno intitolati ben cinque capitoli, in cui gli verrà concesso spazio per dar voce ai propri monologhi interiori, descrivendo le scene a cui assiste nel bar in cui lavora e i personaggi che lo frequentano.

A ciascun personaggio verrà affidato un finale che, come la particolarità dell’opera vuole, si andrà poi a fondere con quelli degli altri personaggi, creando interessanti sviluppi.

In Italia Queneau ha trovato l’elogio di Italo Calvino, il quale lo ha definito “un eccezionale esempio di scrittore sapiente e saggio, sempre controcorrente rispetto alle tendenze dominanti dell’epoca e della coltura francese in particolare“. Come dargli torto?

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Raymond

Queneau

Libri dallo stesso autore

Intervista a Queneau Raymond


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Pierre Boileau e Thomas Narcejac si incontrano alla fine degli anni Quaranta e prendono quasi immediatamente la decisione che farà di loro una delle coppie più famose della letteratura francese, e non solo: quella di realizzare "qualcosa di radicalmente nuovo", inserendo "nel genere poliziesco i temi di quello fantastico". Nei Diabolici compaiono alcuni dei Leitmotiv della loro sterminata, formidabile produzione: l’ambientazione provinciale e piccolo-borghese, il realismo psicologico, la suspense – e soprattutto l’inversione dei ruoli: in un’autentica spirale di angoscia, l’assassino si trasforma in una vittima braccata dalla defunta.

I diabolici

Boileau Pierre, Narcejac Thomas

Perché, poco prima delle Idi di marzo, il giorno fatidico in cui venne ucciso, Giulio Cesare rinunciò a essere accompagnato dalla scorta? E perché proprio Bruto e Decimo, gli uomini più vicini al dittatore, avrebbero dovuto desiderarne e organizzarne la fine? Perché, mentre si recava alla Curia, il dittatore di Roma ignorò tutti coloro che lo avvertivano che sarebbe stato vittima di un complotto? E infine perché, quando venne portato via dopo essere stato accoltellato a morte, un lembo della tonaca gli copriva il viso? Secondo Cicerone il dittatore avrebbe provato vergogna per le smorfie di dolore che gli contraevano il volto nel momento della morte, e si sarebbe coperto per nasconderle. Ma se la ragione fosse un'altra? Furono gli schiavi dello stesso Cesare a portare via il corpo del padrone, con il viso nascosto dalla toga. E solo dopo un certo tempo il medico Antistione dichiarò che Cesare era stato colpito da diciotto coltellate, di cui una mortale. Ai tanti enigmi che si affollano intorno alla più famosa congiura della storia, Franco Forte dà un'incredibile risposta nelle pagine di questo romanzo: e se Giulio Cesare non fosse affatto morto alle Idi di marzo? Forse la congiura non aveva la finalità di ucciderlo, ma di sottrarlo allo scomodo e gravoso incarico di padre-padrone di Roma. Offrendogli così la possibilità di tornare a dedicarsi a ciò che nella vita aveva sempre amato: essere alla testa di una legione, la Legio Caesaris, e combattere per la gloria personale e dell'Urbe. Con un ulteriore obiettivo, che solo una mente ambiziosa come quella di Cesare poteva escogitare: raggiungere i confini del mondo alla ricerca della dimora degli dèi, per strappare loro il segreto della vita eterna. Tra colpi di scena strabilianti e gustosissimi cammei di personaggi storici, Franco Forte ci regala la prima epica avventura di Cesare e della sua nuova legione.

Cesare l’immortale

Forte Franco

Nidi di periferia

I morti tentano di consolarci/ ma il loro tentativo è incomprensibile;/ sono i lapsus, gli inciampi, l’indicibile/ della conversazione. Sanno amarci/ con una mano – e l’altra all’Invisibile.

In che luce cadranno

Galloni Gabriele