Narrativa

Grande nudo di Gianni Tetti

Gianni Tetti

Descrizione: Il destino dell'uomo è segnato. Anche la terra sembra saperlo. Si apre, poi mastica e inghiotte, affamata. Tempi di guerra, di carestie e vendetta. Non c'è scampo agli attentati che si susseguono in città né rimedio ai fondamentalismi verso i diversi, non c'è salvezza dalle nubi tossiche né speranza nella misericordia umana. C'è solo una possibilità. È scritta nel vento. E porta un nome: Maria. La riscossa degli ultimi parte da una Sardegna infetta, un'isola/mondo in cui i cani governano e un pescatore affetto dal morbo guida un'orda stracciata verso la terra promessa. Un romanzo corale, esploso, torrenziale, i cui protagonisti mostrano il cuore feroce di un'umanità alla deriva. Il libro più oscuro, spietato e conturbante di Gianni Tetti.

Categoria: Narrativa

Editore: NEO.

Collana: Iena

Anno: 2016

ISBN: 9788896176429

Recensito da Tommaso De Beni

Le Vostre recensioni

Grande nudo

Grande nudo è il terzo romanzo dello scrittore sardo Gianni Tetti, dopo Mette pioggia e I cani là fuori, pubblicato da NEO edizioni nella collana Iena. La casa editrice abruzzese conferma di essere coraggiosa nella scelta dei suoi autori e dei romanzi da pubblicare. In questo caso siamo di fronte a un’opera-mondo, a un romanzo-fiume, a un libro di oltre 600 pagine, lunghezza che al giorno d’oggi è perdonata dai lettori italiani solo ad autori di genere come Stephen King e Ken Follett o concessa dai lettori hipster solo ad autori cult internazionali come Thomas Pynchon e David Foster Wallace. Questo tipo di modernità fu introdotta in letteratura da Joyce e prima ancora da Dostoevskij, il quale ha inventato il cosiddetto romanzo polifonico, cioè a più voci. Anche Tetti ha costruito un romanzo corale, ma mentre in Dostoevskij alcuni personaggi contavano più di altri (per esempio la famiglia Karamazov ha un peso maggiore rispetto agli altri personaggi, nonostante le numerose escursioni in vicende secondarie), in Grande nudo i diversi personaggi che si alternano hanno un peso specifico perfettamente bilanciato nello sviluppo della narrazione, tanto che il vero protagonista è probabilmente il vento, elemento ancora più infernale del fuoco, come ci insegna Dante. Lo scenario descritto da questo quadro (il titolo del romanzo fa pensare a Grande nudo disteso di Modigliani) è infatti infernale, con una serie di morti dovute alla crisi, agli attentati, ai terremoti e all’inquinamento, e dei personaggi che non sono certo portatori di vitalità. I cani sono diventati cattivi, come in The Leftovers, la serie tv rivelazione del 2014 in America, e attaccano le persone, uccidendole, forse perché gli uomini hanno perso la loro anima, forse perché è venuto meno il patto tra uomo e natura: «Sono rimasti i cattivi e i vigliacchi. I cattivi hanno ucciso. I vigliacchi si sono nascosti e hanno lasciato morire i figli pur di scamparla. I coraggiosi prima o poi sono morti o hanno smesso di essere coraggiosi. E sono rimaste le bestie col loro istinto. Alle bestie non puoi rimproverare niente. Non si fidano più di noi. Ed è meglio per noi se non ci fidiamo più di loro» (pag.35). Se i cani smettono di essere umani, gli umani vengono trattati come cani, come dimostra il caso di Maria, personaggio che sembra Leeloo de Il quinto elemento, cioè qualcuno destinato a salvare il mondo, una persona speciale che rappresenta l’unica speranza per l’umanità di ripartire e che, non a caso, porta il nome di colei che partorì il Salvatore secondo la tradizione cristiana. La sua importanza simbolica stride però con la degradazione umana, fisica e morale a cui è sottoposta. A guidarla c’è il majarzu, termine che in sardo significa sia ‘stregone’, sia ‘truffatore’. Questa specie di profeta è calcato sulla figura di Caino, ma sembra essere l’elemento chiave, assieme a Maria e al vento (anche lo Spirito Santo nelle Sacre Scritture arriva con un colpo di vento) per portare nuova linfa e speranza all’umanità, dopo le devastazioni dovute a terremoti, attentati, inquinamento e infezioni. La dittatura militare che prende il potere però ostacola in ogni modo il cammino del majarzu e di Maria. La loro missione sarà portata avanti da chiunque leggerà e tramanderà le parole scritte nel Libro. La visione futuristica si mescola quindi a credenze popolari e antiche tradizioni religiose, ma tutte queste metafore sembrano in definitiva l’allegoria della cosiddetta guerra tra poveri, termine usato nelle cronache giornalistiche e nella narrazione politica per indicare l’uso strumentale dell’odio da parte del potere per confondere le masse e assoggettarle meglio. Nella visione apocalittica di Tetti quest’odio che divide le persone si trasforma in una violenza nichilistica e fine a se stessa, che assume tinte sempre più estreme e grottesche. Quando i cani tornano a essere amici degli uomini, la storia si avvia al suo finale. Al lettore vengono dati degli aiuti per orientarsi nell’oceano narrativo che mescola piani temporali diversi: l’elenco dei personaggi, che vengono distinti in principali e secondari, e le note che spiegano i termini dialettali usati da Tetti. Lo stile paratattico mette ansia e ogni frase sembra una sberla al lettore, ma devo dire che in questo caso le frasi spezzettate, che di solito trovo insopportabili, non mi hanno dato fastidio. È come se l’autore trascinasse il lettore nel fango prendendolo a calci e il lettore invece di scappare si lasciasse trascinare e picchiare e dicesse “sì, continua pure”, il che mi pare un chiaro indicatore della sua bravura e del coraggio di scrivere e pubblicare un romanzo in cui lo stile e il messaggio sono più importanti della trama, nonostante la lunghezza. Non è infatti il desiderio di vedere come va a finire la storia che spinge il lettore a continuare, ma semplicemente l’abilità del narratore di creare immagini, dialoghi e situazioni interessanti e affascinanti, pur nella loro disgraziata inquietudine.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Tetti

Gianni

Libri dallo stesso autore

Intervista a Gianni Tetti


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Perché una sacca di sangue costa 3 euro al Sant’Andrea di Vercelli e 12 al Gallicano di Cosenza? E perché la Regione Piemonte dispone di 700 dipendenti e la Sicilia di 6000? Ci sono tante cose che ci fanno arrabbiare: gli sprechi, le inefficienze e ognuna delle mille male-qualcosa che popolano le cronache quotidiane. Una volta si tratta di truffe. Un’altra volta è una partoriente che ci lascia la pelle a causa di un errore o di un disguido. Un’altra ancora sono i treni fermi in mezzo alla campagna per il sistema andato in tilt. Perché tutto questo? La risposta non viene da differenze culturali o caratteriali che, con facile qualunquismo, si potrebbero individuare. La ragione affonda le radici nella storia: proprio quella di 150 anni fa. Se oggi i cittadini si lamentano per l’eccessivo carico fiscale e per le troppe tasse che gravano sul singolo contribuente, diventa inevitabile rammentare che l’andazzo prese il via giusto un secolo e mezzo fa, quando ci si cominciò a inventare imposte con tanta fantasia e nessuna logica. Se adesso tutti parlano di federalismo (e pochi immaginano come farlo) è perché si riconosce implicitamente che sono stati commessi errori imperdonabili che adesso diventa urgente rettificare. Non un’Italia unita e nuova ma un regno sabaudo allargato, che annette, che conquista e che impone le sue regole e le sue misure. Un travisamento degli accordi e del progetto originario, che ha tradito il Nord danneggiando anche il Sud.

Polentoni

Del Boca Lorenzo

Un'audace reinterpretazione della storia della creazione e del giardino dell'eden dal punto di vista degli angeli. Un gruppo di ribelli, tra insospettabili tradimenti ed enigmatici spiriti, decide di scoprire che cosa significhi libertà. Con un linguaggio dal sapore antico e ricco di riferimenti biblici e un'impaginazione in lettere capitali, Alessandro Cortese rivoluziona la lettura della Genesi, proiettando il lettore verso l'identificazione con Lucifero, custode della luce di eden. Un ribaltamento che seduce, invertendo l'eterna dialettica tra bene e male.

EDEN

Cortese Alessandro

In tutta la sua carriera, l'ispettore di Polizia Jeanette Kihlberg non ha mai visto niente di simile: il corpo giace seminascosto in un cespuglio in uno squallido quartiere periferico di Stoccolma. Un ragazzo, una vittima di un omicidio brutale, un cadavere perfettamente mummificato. Jeanette capisce che da sola non può farcela, il suo intuito investigativo non basta per capire quali abissi nasconde la mente che ha concepito questa messa in scena. Chiede aiuto a Sofia Zeltelund. psichiatra, esperta di personalità multipla. Al primo omicidio ne seguono altri, tutti con le stesse modalità. Jeanette e Sofia incominciano insieme un viaggio all'inferno, alla ricerca di un serial killer. Tutte e due si pongono le stesse domande: quanto deve soffrire una persona per trasformarsi in un mostro? E quanto stravolgerà la loro vita questa caccia all'uomo, questa guerra contro il tempo e contro la distruzione? Un libro duro e cupo dal ritmo incalzante, un thriller che spicca in un panorama letterario nordico ricco di autori di bestseller come Stieg Larsson e Lars Kepler. Un esordio che è diventato un caso editoriale nel Nord Europa, che ha stupito la critica e che è balzato in vetta alle classifiche. Un romanzo sul male che trasforma la vittima in carnefice, che si insinua nel lettore e che non lo abbandona più...

LA STANZA DEL MALE

Sundquist Hakan Axlander

ALMENO IL CAPPELLO – di Andrea Vitali