Narrativa

GRANDI USTIONATI

Nori Paolo

Descrizione: "Allora, io ho avuto un grave incidente mi è bruciata la macchina io c'ero dentro. Mi dispiace molto per la mia macchina. Bruciata distrutta rottamata." - "Puoi abbassare il braccio, che non ci arrivo, infilarti l'ago? mi ha chiesto un'infermiera qua l'altro giorno.Non è colpa mia se sei bassa, le ho risposto. lo che di solito son sempre così gentile. lo qui bisogna mettere a posto le cose ho pensato. Ricominciamo a scrivere, intanto."

Categoria: Narrativa

Editore: Marcos y Marcos

Collana: Mini Marcos

Anno: 2012

ISBN: 9788871686240

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

 

Vi aspettate un’opera drammatica sulla dolorosa esperienza dei grandi ustionati?

Credete di leggere il tortuoso percorso di guarigione di chi ha rischiato di morire arso vivo durante un incidente d’auto?

Pensate di affrontare la cronaca di giornate trascorse nel reparto asettico di un ospedale?

“Grandi ustionati” di Paolo Nori – che comunque trae spunto dall’esperienza ospedaliera e di dolore occorsa a un grande ustionato – non è niente di tutto questo. Per una serie di motivi.

Primo fra tutti lo stile di questo scrittore originale e contagioso.

“Perché il cervello, non è che te puoi indirizzarlo ove vuoi te, il cervello, che te gli dici Pensa delle cose belle, al cervello, e lui il cervello comincia a pensare a delle cose che ti fanno star bene no, non funziona così. Era bello, se funzionava così, era comodo.”

Una sorta di pittura naif realizzata con pensieri e parole. Con candore e anacoluti. A volte ai limiti del nonsense.

Prendo in prestito da “Così in terra” di Davide Enia (un romanzo che ho letto in questi giorni) il pensiero che mi ha accompagnato durante la lettura di Paolo Nori: “… per scardinare la lingua ci vuole consapevolezza … la conosce così bene da potersi permettere di violarla …”

Un altro motivo di interesse è l’ironia che pervade lo scrivere di Nori: “Per esempio io avevo pensato di prendere Rocco da parte di dirgli Rocco, facciamo un patto; il primo di noi che esce prende l’impegno che entro tre giorni là fuori ne ustiona un altro”. Manzoniana? Pirandelliana? (Sto provocando l’autore, che ampiamente ironizza su chi lo paragona ad altri scrittori).

Ancora, mi ha avvinto il modo personale di rappresentare dialoghi e discorso diretto. Ne scelgo uno, per meglio esprimere cosa intendo:

“Perché hai quella faccia? Mi chiede un’infermiera.

Eh, le dico, adesso Rocco è guarito ormai andrà a casa, io invece chissà quando vado.

Perché, mi dice l’infermiera, che ormai sei guarito anche tu?

No per via del reparto, le dico, che se vado a casa io poi dovete chiudere.

Ma non preoccuparti, mi dice. E’ giugno, la stagione dei barbecue, vedrai che tra qualche giorno si riempie, qua dentro.”

Nel romanzo ci sono almeno due splendidi inserti-divagazione: l’allucinata “Fischiò” e il racconto sul mare (“Al mare, io sono vent’anni che non ci vado, al mare …”)

Infine ho apprezzato l’utilizzo, deliziosamente subdolo, del testo: per criticare i critici, i premi letterari, le case editrici.“Allora Cristina ha chiamato questa scrittrice Federica Ganassi, non si chiama Federica Ganassi, dico Federica così per dire, perché non mi ricordo come si chiama questa scrittrice, di sicuro non Federica Ganassi, che Federica Ganassi è una mia amica che ha un cane bellissimo che si chiama Rocco, proprio come Rocco …”

Un autore contagioso, dicevo. Che questo libro, vero, ha proprio incantato, tanto per dire, be’ per quel che riguarda il libro ma anche il suo autore, così restio ai paragoni e così colto, perfino …

… Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( 1 commento )

Book City Milano – parte prima – i-LIBRI

[…] 23/10 ore 18.30: Aperitivo con Paolo Nori http://www.i-libri.com/libri/grandi-ustionati-di-paolo-nori/ […]

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Paolo

Nori

Libri dallo stesso autore

Intervista a Nori Paolo


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Tra l'autunno del 567 e l'estate del 568 molti popoli premono alle porte dell'Italia, e tra questi ci sono i Longobardi, i guerrieri dalle lunghe barbe, che dalle pianure della Pannonia si muovono verso le fertili distese al di là delle Alpi. Un'imponente carovana composta da trecentomila uomini, donne, bambini e mandrie, guidata dal re Alboino, comincia così la sua Grande Marcia alla conquista di nuove terre. Intorno al leggendario Alboino si muovono i personaggi di una grandiosa epopea: la moglie e regina Rosmunda, il fratello di latte Elmichi, la figlia ribelle Alpsuinda, la spietata e bellissima sacerdotessa Rodelinda e gli Ari, sanguinaria setta di guerrieri votati al culto del dio Wotan. In Italia intanto l'avamposto di San Giorgio, ai piedi del passo del Predil, si organizza per resistere all'invasione. Il duca Agostino, Attolico, Isabella, la piccola Ignatia e Antinoro sono l'espressione di un popolo che non vuole arrendersi e che lotta fino alla fine per la propria libertà. Questo libro narra le gesta di due civiltà che si fronteggiano, i trionfi e le sconfitte, i tradimenti e le passioni, ma soprattutto la creazione di un nuovo regno e, forse, di una possibile rinascita.

568 D.C. i Longobardi. La grande marcia

Colloredo Sabina

Roma, aprile del 1944. L'archeologo Filippo Cavalcanti è incaricato dal Ministero di recarsi a Bressanone per controllare gli imballaggi di un carico di opere d'arte destinate alla Germania. Arrivato sul luogo, l'ormai anziano professore conosce Quintino, un intraprendente ragazzo ischitano spedito al confino in Alto Adige. Vista la situazione incerta in cui versa il Paese e il pericolo che minaccia entrambi, i due decidono di scappare insieme per riportare le opere d'arte a Roma. In un avventuroso viaggio da nord a sud, i due uomini, dalla personalità molto diversa, e nonostante la distanza sociale che li separa, avranno modo di conoscersi da vicino e veder crescere pian piano la stima reciproca. Grazie alle capacità pratiche di Quintino e alla saggezza di Cavalcanti, riusciranno a superare indenni diversi ostacoli ma vivranno anche momenti difficili incontrando sulla strada partigiani, fascisti e nazisti, come pure contadini, monaci e gente comune, disposti ad aiutarli nell'impresa. Giunti finalmente a Roma, che nel frattempo è stata liberata, si rendono conto che i pericoli non sono finiti e decidono così di proseguire il viaggio per mettere in salvo il prezioso carico tra imprevisti e nuove avventure. Paesaggi insoliti, valli fiorite e boschi, risvegliati dall'arrivo di una strana primavera, fanno da sfondo a questa vicenda sul valore dell'amicizia.

Non esistono posti lontani

Faggiani Franco

«Non ho ucciso mio padre, ma certe volte mi sembra quasi di avergli dato una mano a morire». Chi racconta è Jack, un ragazzino sporco, foruncoloso, tenuto in disparte dalla famiglia; suo padre è un uomo fragile, irascibile e ossessivo, che un giorno decide di costruire un giardino roccioso: si mette al lavoro, ma muore di fronte all'indifferenza di Jack che non chiede aiuto. Julie, sorella maggiore, prime magliette scollate, primi amori tenuti segreti. Sue, due anni meno di Jack, sgraziata, sempre pronta a ritessere i difficili rapporti di famiglia. Tom, un bambinetto vivace, tutto preso dai suoi giochi e dai terrori scolastici. Infine la madre, slavata, sempre affaccendata in cucina oppure sprofondata nel letto di malata. Un balletto di «enfants terribles» che fanno pensare a Cocteau, a Vitrac, alla Compton Burnett, eppure sono anche banali; figli di una «cattività» familiare segnata da un esasperato sadismo.

IL GIARDINO DI CEMENTO

Fabio ha sei anni, due genitori e una decina di nonni. Sì, perché è l'unico bimbo della famiglia Mancini, e i tanti fratelli del suo vero nonno - uomini impetuosi e pericolosamente eccentrici - se lo contendono per trascinarlo nelle loro mille imprese, tra caccia, pesca e altre attività assai poco fanciullesche. Così Fabio cresce senza frequentare i suoi coetanei, e il primo giorno di scuola sarà per lui un concentrato di sorprese sconvolgenti: è incredibile, ma nel mondo esistono altri bambini della sua età, che hanno tanti amici e pochissimi nonni, e si divertono tra loro con giochi misteriosi dai nomi assurdi - nascondino, rubabandiera, moscacieca. Ma la scoperta più allarmante è che sulla sua famiglia grava una terribile maledizione: tutti i maschi che arrivano a quarant'anni senza sposarsi impazziscono. I suoi tanti nonni strambi sono lì a testimoniarlo. Per fortuna accanto a lui c'è anche un padre affettuoso, che non parla mai ma con le mani sa aggiustare le cose rotte del mondo. E poi la mamma, intenzionata a proteggere Fabio dalle delusioni della vita, una nonna che comanda tutti e una ragazzina molto saggia che va in giro travestita da coccinella. Una famiglia caotica e gigantesca che pare invincibile, finché qualcosa di totalmente inatteso la travolge. Giorno dopo giorno, dalle scuole elementari fino alle medie, il protagonista cerca di crescere nel precario equilibrio tra un mondo privato pieno di avventure e smisurato come l'immaginazione, e il mondo là fuori, stretto da troppe regole e dominato dalla legge del più forte...

Il mare dove non si tocca

Genovesi Fabio