Letteratura femminile

HISTOIRE D’O

Réage Pauline

Descrizione: "Se c'è una parola che mi pervade l'animo quando penso a O, questa è pudore. Sarebbe troppo arduo motivarla. E quel vento che corre incessante, che attraversa tutte le stanze. Così soffia anche in O uno spirito, non saprei dir quale, sempre puro e violento, senza tregua, senza ombre. Uno spirito decisivo, che nulla può turbare, né i sospiri né gli onori, né l'estasi né la nausea. L'Histoire d'O, dall'inizio alla fine, procede come un'azione travolgente. Evoca un discorso più che una mera effusione; una lettera più che un diario intimo. Ma a chi è indirizzata la lettera? E chi vuole persuadere il discorso? A chi domandarlo? Non so neppure chi lei sia." (Jean Paulhan)

Categoria: Letteratura femminile

Editore:

Collana:

Anno:

ISBN: 9788886534987

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Chi avrà pietà di coloro che attendono? E’ così facile riconoscerli: per la loro dolcezza, per il loro sguardo falsamente attento, per la loro assenza“.

E’ l’attesa la protagonista assoluta di queste pagine: l’attesa che si compia la violenza fisica e che arrivi l’assuefazione al dolore; l’attesa della mortificazione brutale e della conseguente redenzione. Questo stato di aspettazione ha il corpo e la mente di O, con le sue camicette leggere, le gonne aperte sul davanti, con le calze ed i guanti da sfilare – all’occorrenza – dal corpo svestito dei suoi indumenti intimi, per essere più facilmente preda delle voglie brutali ed improvvise dei suoi padroni.

O si lascia possedere e sodomizzare da più uomini per compiacere il suo amato René, l’uomo che la condurrà al castello di Roissy per consegnarla al gioco perverso e al dominio illimitato di sconosciuti, coperti da mantelli e calzamaglia aperte sul sesso pronto all’uso.

O, lucida e attenta, vive la sua progressiva e inumana sottomissione con la consapevolezza del suo spossessamento. Il corpo è un oggetto che non le appartiene, la sua volontà è plasmata, annientata, avvinta dalla paura di deludere e quindi perdere Renè. “E questo era a tal punto vero che quando René allentava la sua stretta, quando sembrava assente, o la lasciava con indifferenza, o quando restava a lungo senza vederla…tutto in lei moriva, soffocava…Il giorno non era più il giorno, né la notte la notte, ma macchine infernali che alternavano la luce e l’oscurità, per torturarla”.

La paura dell’abbandono diventa per O la ragione del suo annullamento, sino a consegnare le “chiavi” della propria esistenza al suo nuovo padrone Sir Stephen, amico fraterno di René. A lui O svenderà se stessa, lasciandosi profanare, sino a fargli lacerare le sue terga – troppo strette – e sino a farla sanguinare. Da lui si lascerà colpire regolarmente da uno scudiscio, affinché i segni del dominio dell’uomo su di lei rimangano impressi sulla carne. A lui O concede di trasformare il proprio fisico, indossando quotidianamente un bustino per assottigliare la vita, dopo essere stata misurata e studiata dalla perversa consigliera e complice dello scempio di Sir Stephen, Anne-Marie. Per il suo nuovo padrone O accetta la devastazione del suo corpo fino al gesto estremo di farsi marchiare a fuoco le terga con le sue iniziali e di farsi forare il lobo sinistro del sesso per applicarvi dei ferri che, ad ogni passo, le oscillano fra le gambe e a cui – all’occorrenza – applicare la catena di un guinzaglio.

O si trasforma nell’oggetto di cera da esibire come un trofeo, nell’animale – coperta solo da una maschera di piume – da condurre alle feste per soddisfare la curiosità e la perversione dei tanti osservatori. Nella sua agghiacciante lucidità, O è testimone consapevole della sua trasformazione, necessaria quanto l’amore per il suo padrone. In O, come si legge nel commento di Jean Paulhan al libro, soffia “uno spirito decisivo, che nulla può turbare, né i sospiri né gli orrori, né l’estasi né la nausea”. L’autrice, nota con lo pseudonimo di Pauline Réage, non esita, non procede intimidita nel consegnare al lettore O, la donna che esprime un ideale virile: quello della sottomissione, del bisogno di un buon padrone, da cui farsi nutrire, lavare, truccare, battere con avidità di sofferenza, “fino alla lacerazione o alla rottura”.

“Histoire d’O” sconvolge, scuote, scandalizza, impressiona, lasciando il lettore spesso inorridito. Non c’è nella schiavitù e nell’annichilimento della donna alcuna comprensione e ciò che spiazza e disarma è la docile sottomissione di O, che non chiede di essere salvata ma di essere condotta, di mano in mano, da un padrone all’altro. Il lettore, dapprima partecipe, arriva a sentirsi a tal punto avvinto, da desiderare di affrancarsi e di abbandonare O al suo destino per lasciarla, sola, alla sua amara ed incomprensibile attesa.

 

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Pauline

Réage

Libri dallo stesso autore

Intervista a Réage Pauline

Che cos'è la verità? Pensi davvero di avere la risposta ad una domanda così apparentemente banale? Quella che leggerai è la storia di un uomo che un tempo era e aveva tutto ciò che desiderava per poi perdere ogni cosa macchiandosi delle colpe e dei crimini più gravi. Attraverso pezzi di quel passato e dei suoi sentimenti mescolati ad un presente senza speranza, ripercorrerai la sua storia finché troverà la chiave per riprendere in mano la sua vita. A quel punto, però, per la seconda volta si troverà di fronte ad una domanda che rimetterà tutto in discussione: che cos'è la verità? E Aidan capirà che trovare quella risposta, come spesso avviene con tutte le domande più importanti, non rappresenta affatto la fine della ricerca, ma solo l'inizio.

Di notte si vede più lontano

Pezzolla Indro

Roma, 25 agosto 1960. È in pieno svolgimento la cerimonia d'apertura della XVII Olimpiade moderna. Davanti ai capi di Stato di tutto il mondo sfilano atleti provenienti dai quattro angoli della Terra, portando con sé speranza, giovinezza, ma anche le delicate questioni di politica internazionale. Negli ambienti dei servizi segreti si diffonde la voce che ci sarà un tentativo di rapimento ai danni del presidente Gronchi da parte di una frangia deviata degli stessi servizi e di un gruppo di attivisti di estrema destra. Unendo la ricostruzione storica alla leggenda e all'invenzione, Colombati tratteggia un affresco d'epoca, nel quale scorre un thriller terribile e incalzante. Tra i protagonisti ci sono personaggi storicamente esistiti, su tutti lo scrittore americano John Fante, che si trova invischiato in una vicenda di spie e controspie. E quelli inventati, ma non meno reali, come Agostino Savio, agente segreto affascinante e ambiguo. O anche Olimpia Meneguzzer, figlia di un crudele maggiore del SIFAR in odore di golpe, adolescente incantatrice, intorno al cui fascino ruotano tutti i protagonisti di questo romanzo.

1960

Colombati Leonardo

Questa sera si recita a soggetto

Nove donne più una. Nove donne sono convocate dalla psicoterapeuta che hanno in comune per raccontare la loro storia e le ragioni per le quali sono andate in terapia. Sono donne diversissime fra loro: dall’attrice ormai anziana che da giovane ha fatto la vita spensierata della cicala e ora si trova a dover affrontare una difficile solitudine, a quella con un passato problematico che ha saputo, con anni di lavoro su stessa, riconquistarsi una normalità apparentemente banale e insignificante. Sono diversissime per origini, professioni, età, estrazione sociale, in tutto, ma in questi coraggiosi monologhi, tra le righe, scopriamo che per quanto diverse le loro esperienze si richiamano, e che la vera protagonista del romanzo è la femminilità.

Dieci donne

Serrano Marcela