Narrativa

I giorni innocenti della guerra

Fortunato Mario

Descrizione: Vincitore del Premio Mondello e Super Mondello 2007 «Si può anche immaginare questo romanzo come uno splendido film, o come un mosaico: tutte le sue tessere compongono un quadro che ricorda i dipinti di David Hockney, e così quella raccontata è una Seconda guerra mondiale senza la solita epopea, ma con tutti i momenti tristi, felici, eccitanti e tragici della vita, restituiti da una scrittura asciutta e accurata» – Frankfurter Allgemeine Zeitung Centro Italia, alla vigilia del secondo conflitto mondiale. La vita di un gruppo di ragazzi e ragazze si trova nel pieno di quella che presto diventerà una guerra civile. Fra loro c'è Stefano Portelli, avvocato di belle speranze con la testa gonfia di utopie innamorato di Eleonora. E c'è la cognata Nina, legata in segreto a Sergio, capo partigiano quasi adolescente. Altre esistenze corrono parallele, incrociandosi poi in maniera imprevista: quella di Alastair Ormiston, pilota inglese della RAF, che adora i libri di Virginia Woolf e sogna il compagno ideale. E quella di Edna, l'amica del cuore che, in una Londra bombardata dai nazisti, scopre se stessa e la felicità. Se queste vite si incroceranno in maniera imprevista, rimescolando le carte della grande Storia, sarà per opera di un destino che le supera, bruciandole in un falò dove tutto si consuma – gioia e dolore insieme.

Categoria: Narrativa

Editore: Bompiani

Collana: Tascabili narrativa

Anno: 2019

ISBN: 9788830101845

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

I giorni innocenti della guerra di Mario Fortunato (Bompiani)

Alle falde del Monte Soratte, in un paesino del Lazio vivono l’avvocato Stefano Portelli, socialista, e Sergio, giovane prestante che incarna l’irruenza dei valori antifascisti nei tempi della guerra.

Stefano sposa Eleonora e s’introduce nella vita della famiglia della moglie. Quando la donna muore prematuramente – mentre i fratelli Giuseppe ed Ernesto partono rispettivamente per la Russia (“Parecchi cadevano…rimanevano in terra come macchie nere, come mosche nere in tutto il bianco della neve”) e l’Africa – non rimane che l’ultimogenita Nina (“C’era un segreto fra Nina e la povera Eleonora, un segreto che non verrà mai rivelato”), che Stefano sposa in seconde nozze, inizialmente per motivi di opportunità (“Nina e Stefano era tutto quello che restava della famiglia”). Nina accetta il compromesso di sposare Stefano, che si innamora di lei, non ricambiato in quanto il cuore di Nina batte per Sergio.

Oltremanica Alastair, giovane dal temperamento artistico (“Nell’ottobre 1939, Alastair ha incontrato i coniugi Woolf ma, poiché si trattava di una cena molto formale, non è riuscito a spiccicare una parola. Virginia ogni tanto lo guardava con attenzione…”), coltiva un’affinità elettiva meramente platonica con Edna e s’innamora di Steve. Dopo questo amore sfortunato, con la guerra, Alastair si arruola come pilota della RAF: Edna palpita per le sue sorti (“Edna traduce mentalmente: bombardamento di Rostock, Alastair torna alla base, il suo amico prediletto no: abbattuto dalla contraerea tedesca”), soprattutto quando Alastair viene fatto prigioniero in Italia in occasione del bombardamento di Genova (“Ogni particolare della morte di Percival, in Le onde, combacia con quello che Miranda Ormiston sta dicendo”). Qui i destini di Alastair, Sergio, Nina e Stefano si incrociano (“Ciò che manca è il senso perché il senso non è nella storia ma nella vita delle persone”) a scompaginare le loro vite in modo tragico sullo sfondo di una domanda:

Può, un bacio, distruggere l’esistenza di un individuo? Un bacio, non un’azione delittuosa, un gesto violento e contro le regole: un semplice, banalissimo bacio può cambiare il destino di un uomo gettandolo all’improvviso nella terra desolata della gelosia…”

La storia è ottimamente impostata e si nutre in modo fertile delle descrizioni dell’atmosfera bellica e delle tensioni sociali che contrapponevano gli antitetici orientamenti politici, ben dosando la dimensione erotico-sentimentale con quella storica.

Bruno Elpis

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