Letteratura canadese

I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews

Toews Miriam

Descrizione: Elf è sempre stata la più bella. Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei. Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata. E cos’è adesso questa storia che Elf vuole morire? Proprio in questo momento, poi, a due settimane da un’importantissima tournée. “Elfie, ma ti rendi conto di quanto mi mancheresti?” Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell’ospedale, cammina lungo il fiume tumultuoso del disgelo, non sa più che pesci pigliare. Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare. E in questo lungo duello di parole, carezze, umorismo nero si celebra la grazia e l’energia che occorrono per accettare il dono fragile della vita. Scritto per dare forma a un dolore vero, I miei piccoli dispiaceri è un’esplosione di intelligenza, comicità e calore.

Categoria: Letteratura canadese

Editore: Marcos y Marcos

Collana: Gli Alianti

Anno: 2015

Traduttore: Maurizia Balmelli

ISBN: 9788871687131

Recensito da Alessandra Allegretti

Le Vostre recensioni

Una famiglia raccoglie i pezzi della sua esistenza, trovando una dolce armonia: questo è il bellissimo romanzo I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews.

Yoli ha una sorella speciale, Elf, pianista affermata e amata da un uomo fantastico, mentre lei è così inadeguata e imperfetta. Ha una sola grande qualità, che è l’amore per sua sorella. Il lettore però non deve fidarsi di ciò che appare, perché tra loro il rapporto a un certo punto si ribalta: Elf vuole morire, sente che il suo tempo è arrivato, a dispetto degli sforzi di tutta la famiglia nel dissuaderla. Il suo proposito non è triste, sembra piuttosto una scelta di pienezza, come se davvero il momento fatidico fosse giunto nonostante il successo. L’unica che avverte nel profondo le sue intenzioni è proprio Yoli, la squinternata, che per questo cerca di convincerla a restare con una veemenza disperata, fino a cambiare parere. Si sorprende quasi a pensare come Elf, a immaginare insieme a lei, a comprenderla. Sì, perché le due sorelle sono tanto diverse ed entrano in una competizione che Yoli sembra perdere in partenza, ma in realtà sono donne complementari che nella stessa storia hanno intrapreso sentieri differenti, camminando allo stesso modo.

Un imprevisto però cambia le cose e stravolge i piani di Yoli: il romanzo prende una piega struggente, cade nell’abisso e risale lentamente, come se le pagine si avvolgessero intorno alle donne meravigliose di questa stramba famiglia. Il povero lettore riemerge e non deve, ancora una volta, fidarsi dell’apparenza. La mamma fa cose stranissime e lascia andare i sentimenti, Yoli vuole toccare il fondo della sua anima, ma in questo disordine arriva la luce dello stare insieme, la ricchezza di una presenza, la leggerezza che porta il perdono. Nonostante le difficoltà nasce una forza che le fa sopravvivere nel senso letterale del termine, le fa vivere sopra le righe di quello che sembra, dove si riesce a trovare la verità, che non è nient’altro che amore.

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Miriam

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