Narrativa

I nomi epiceni

Nothomb Amélie

Descrizione: Può una vendetta realizzarsi nell’arco di un’intera esistenza? Amélie Nothomb torna con una storia d’amore nero in cui tocca le corde più intime del desiderio, là dove è difficile distinguere l’amore dal suo riflesso malato, e dove vincere o perdere diventano l’unica ragione per cui vale la pena vivere. Il 12 settembre 1970 Dominique conosce Claude sulla terrazza di un caffè a Brest, e non sa ancora che la sua vita sta per cambiare per sempre. Il destino ha fatto incontrare due persone dai nomi epiceni, maschili e femminili insieme. Lui la seduce con un bicchiere di champagne, un flacone di Chanel n° 5 e la promessa di trasferirsi a Parigi. La nascita della figlia tanto desiderata, Epicène, suscita tuttavia in Claude un incomprensibile disinteresse che, col passare degli anni, spinge la ragazza a odiare il padre e a desiderare di ucciderlo…

Categoria: Narrativa

Editore: Voland

Collana: Amazzoni

Anno: 2019

ISBN: 9788862433617

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Claude e Dominique: sono I nomi epiceni (“Epicène.. è il nome più epiceno del mondo”) di Amélie Nothomb, che scrive un’opera su odio e vendetta e ambienta questo grumo di sentimenti negativi nel nucleo familiare.

La trama è lineare: con stratagemmi semplici (“Aveva saputo che Chanel n. 5 era la chiave della sua anima”) Claude (“Claude è meraviglioso… Ti ama. È serio. Ed è anche bello”) conquista l’insicura Dominique che, dopo qualche titubanza (“In sua presenza, Dominique provava angoscia”), accetta di sposare l’ambizioso giovanotto che la condurrà da Brest a Parigi.

Con la stessa determinazione Claude pretende un figlio: concepita con difficoltà (“Il suo ventre ormai la terrorizzava: ci si aspettava da lui una dinastia che si rifiutava di produrre”), Epicène (“Preferisci un maschio o una femmina? … Abbiamo due nomi epiceni… Ben Jonson, un celebre contemporaneo di Shakespeare, ha chiamato così una delle sue opere teatrali. Epicène è il nome, per lui, della donna perfetta”) – così si chiama l’erede – fin dalla nascita incontra l’incomprensibile e inspiegabile ostilità dell’ambizioso padre.

Costretta dal padre ad abbandonare la scuola ove frequenta l’amata compagna Samia e a trasferirsi sulla Rive Gauche perché è più chic, Epicène segue contrariata i genitori, ma vede nella Senna il fiume degli inferi, o il muro di Berlino, e si sente annientata (“Esiste un pesce chiamato celacanto che ha il potere di spegnersi per anni se il suo biotopo diventa troppo ostile: si lascia vincere dalla morte aspettando le condizioni per la resurrezione”) dal risentimento verso il genitore.

Quando l’odio seminato dal capofamiglia e dal suo folle progetto di vita dà i suoi frutti (“Secondo il principio di Ligne non esiste il male al di fuori della premeditazione, che lui identifica con la volgarità. Secondo questo principio un delitto compiuto d’impulso non è che una colpa veniale”), i tempi sono maturi per un contrappasso che realizza il complesso d’Edipo nel più classico degli epiloghi.

In questa storia ritroviamo una Nothomb molto “noir”, che lascia nel lettore il retrogusto amaro e sgradevole che i cattivi sentimenti suscitano.

Bruno Elpis

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