Letteratura americana

I racconti

Poe Edgar Allan

Descrizione: Tutti i racconti dell'incubo, del mistero e del terrore nella straordinaria versione di Giorgio Manganelli. Inventore del racconto poliziesco e del thriller psicologico, nella sua sterminata produzione Edgar Allan Poe ha affrontato atmosfere torbide e terrificanti, trame allucinanti e bizzarre, intrecci misteriosi decifrabili solo con l'utilizzo di una lucida logica, mondi inquietanti e anche grotteschi, riuscendo sempre a penetrare a fondo nell'anima delle situazioni fino alle più estreme conseguenze. Questo volume che raccoglie i suoi racconti restituisce tutta la sua suprema intelligenza, la sua visionaria lucidità, la sua acuta percezione della realtà. Il lungo saggio introduttivo di Julio Cortázar aiuta a leggere la vita e l'opera di Poe sotto una luce spogliata di quei riflessi che a partire dalla sua morte hanno così spesso fuorviato i lettori di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi.

Categoria: Letteratura americana

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi tascabili

Anno: 2009

ISBN: 9788806196509

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Ogni racconto di Poe richiederebbe un commento speciale.

Qui propongo una selezione di racconti, linkati con i miei commenti, ben consapevole che una rassegna ha la pecca di trascurare tutte le altre storie che non vengono nominate.

Lo scarabeo d’oro, secondo me, è il racconto capostipite di un intero filone letterario che assume l’enigma come struttura narrativa.

La caduta della casa Usher è l’emblema della letteratura gotica: manovra sapientemente senso e gusto di un meccanismo che Freud definirà “il perturbante”.

L’ombra. Una parabola è un colto apologo dell’occultismo, confezionato all’interno di un’atmosfera permeata dal senso della catastrofe incombente.

Il gatto nero e La maschera della morte rossa ben rappresentano l’horror allo stato puro. L’horror dotato di purezza intrinseca, così lontano dalle derivazioni truci e sanguinolente che contaminano e privano di dignità artistica un genere del quale Poe è il maestro indiscusso.

Il manoscritto ritrovato in una bottiglia è una ghost story che fonde pirateria, spiritismo e angoscia di fronte alla potenza terrificante della natura.

Una discesa nel Maelström – alludendo al mistero cosmico e all’inconscio planetario – a parer mio ha ispirato molti racconti di un altro grande maestro della letteratura horror: H.P. Lovecraft.

Il cuore rivelatore è una bomba a orologeria creata per far esplodere la tensione secondo i ritmi del rimorso.

Il barile di Amontillado ci porta nei penetrali della terra, in un percorso di catacombe ove sprigionare claustrofobia e ansie. Soffocando.

Il genio della perversione è semplicemente perverso e geniale: nell’interpretare la maledizione, in una sceneggiatura tetra e fosca …

Il ritratto ovale io l’ho visto in rapporto a un altro capolavoro della letteratura: Il ritratto di Dorian Gray. Come l’opera di Oscar Wilde, anche il racconto di Poe infonde vitalità eteronoma, secondo le leggi della reciprocità e della compensazione, a un dipinto.

Berenice è un compendio delle fobie più ancestrali e viscerali dell’uomo.

La sfinge” è un affondo psicologico e visionario nel potere dell’autosuggestione.

L’elenco potrebbe continuare. Ma vuole anche essere una sfida, per tutti voi, ad allungare la selezione proposta da …

… Bruno Elpis

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Intervista a Poe Edgar Allan


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Sulle tracce di La testa ben fatta e I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Edgar Morin auspica una riforma profonda dell’educazione, fondata sulla sua missione essenziale, che già Rousseau aveva individuato: insegnare a vivere. Si tratta di permettere a ciascuno di sviluppare al meglio la propria individualità e il legame con gli altri ma anche di prepararsi ad affrontare le molteplici incertezze e difficoltà del destino umano Questo nuovo libro non si limita a ricapitolare le idee dei precedenti ma sviluppa tutto ciò che significa insegnare a vivere nel nostro tempo, che è anche quello di Internet, e nella nostra civiltà planetaria, nella quale ci sentiamo così spesso disarmati e strumentalizzati.

Insegnare a vivere

Morin Edgar

Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna elegante, austera e vestita completamente di nero è sveglia da ore. Sta fissando, attraverso una piccola feritoia nel muro, un pezzo di cielo che volge all'azzurro mentre le stelle lentamente scompaiono. Sa che quello squarcio di cielo è l'unica cosa che riuscirà a guardare per il resto della sua vita. L'ultima pietra che, per decreto del palatino, la condanna a essere murata viva in quella stanza è appena stata posata. Ma la contessa Erzsébet Bathory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita. Erzsébet è solo una bambina innamorata dei libri quando, nella dimora in Transilvania dove vive insieme alla sua famiglia, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non potrà mai dimenticare. Neanche quando, a soli undici anni, è costretta a sposare l'algido, freddo e violento Ferenc Nadasdy; Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sarvar è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Questo le procura non pochi nemici e coincide con l'emergere dell'anima più nera della donna. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Si tratta di una cospirazione? O siamo di fronte a una donna malvagia e perversa? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere e lottare in un mondo dominato dagli uomini?

La contessa nera

Johns Rebecca

Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L'uno è figlio di un medico ebreo, l'altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un'amicizia del cuore, un'intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. Questo accade in Germania, nel 1933... Racconto di straordinaria finezza e suggestione, L'amico ritrovato è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo. Ovunque lo stesso entusiasmo della critica. "Un'opera letteraria rara", l'ha definito George Steiner sul New Yorker, "Un capolavoro", ha scritto Arthur Koestler nell'introduzione all'edizione inglese del 1976. "Un libro che assilla la memoria... una gemma", "Un racconto magistrale", hanno fatto eco The Sunday Express e The Financial Times di Londra. E infine Le Monde di Parigi: "Uno dei testi più densi e più puri sugli anni del nazismo in Germania... Tra i romanzi più belli che si possano raccomandare ai lettori, dai dodici anni in su. Senza esitazione."

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Uhlman Fred

Venezia, fine del Cinquecento. In una città tentacolare e spietata l'amore e i buoni sentimenti di Michele e Bianca - un giovane muratore e la sua sposa piena di promesse - non bastano a farli vivere sereni. Per sfuggire a un'accusa ingiusta, Michele è costretto a lasciare Venezia e a imbarcarsi su una galera. Bandito dalla Serenissima, rematore su una nave che vaga per il Mediterraneo carica di zecchini e di spezie, con molti dell'equipaggio che addirittura ignorano la sua destinazione finale, senza nessuna speranza di ritornare a breve, Michele è destinato a vivere straordinarie avventure nei porti e gli angiporti del mare nostrum. E tuttavia prove ancora più dure e incontri non meno straordinari toccheranno a Bianca che rimane a Venezia, sola, giovane e bella... La terra e il mare, Oriente e Occidente, due vite e un unico grande amore, agli albori del mondo moderno: storico tra i più autorevoli, vincitore del Premio Strega, Barbero ha scritto un romanzo che si pone al livello dei migliori bestseller d'intrattenimento degli ultimi anni.

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Barbero Alessandro