Raccolte

I SALICI CIECHI E LA DONNA ADDORMENTATA

Haruki Murakami

Descrizione: Ventiquattro racconti che ci conducono verso il nucleo più profondo della poetica di Murakami, dove piccoli fatti, all'apparenza insignificanti, rivelano universi sconosciuti eppure stranamente, magicamente famigliari.

Categoria: Raccolte

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Anno: 2010

ISBN: 9788806184155

Recensito da Daniela Frascati

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I salici ciechi e la donna addormentata è una raccolta di 24 storie, scritte da Murakami nell’arco di circa venti anni, che navigano tra le tematiche e le atmosfere che hanno segnato la sua produzione di romanziere, quella in cui lo scrittore dà, in assoluto, il meglio di sé. Situazioni, emozioni e personaggi condotti su diversi registri, dalla comicità all’assurdo, nei quali la nostalgia e il ricordo biografico, soprattutto il profondo legame con l’esperienza giovanile degli anni 60/70, fa da filo conduttore. Un riecheggiare la vicenda personale di quegli anni, spesso presente nelle sue opere e che molti non sembrano apprezzare, tacciandolo di memoria morbosa per la storia di una generazione. Eppure, questa evocazione ha prodotto il suo romanzo più struggente e doloroso, Norwegian Wood (Tokyo Blues), scritto tra l’86 e l’87.

I salici ciechi e la donna addormentata racconta 24 situazioni straniate dentro una normalità meticolosa e iperreale fino alla rarefazione; attenta al poco, a ciò che ci accompagna nelle abitudini ripetitive e spesso solitarie, come soli sono i protagonisti. Ma è  proprio l’eccesso di normalità che li attraversa a ricondurli alla produzione più visionaria e inquietante di Murakami.

Chi non conosce l’autore fa forse fatica a resistere alla lentezza malinconica del tempo che scorre dentro queste pagine. Una quotidianità minima di gesti, di incontri, di ritorni, di luoghi, dove incombe, sempre, la casualità di coincidenze misteriose e ineluttabili.

Chi invece conosce i suoi romanzi, uno per tutti L’uccello che girava le viti del mondo, un condensato per eccellenza della sua scrittura, sa come questa normalità è tanto allucinata e aliena quanto le conturbanti trasfigurazioni oniriche di questa e di altre sue opere, perché, in Murakami, il reale e l’irreale sono dimensioni intercambiabili che governano il mondo.

Alcuni considerano Murakami Haruki il meno giapponese degli autori giapponesi.
Nelle sue opere si mangia italiano, si ascolta Beethoven e Puccini e tanta tanta musica pop, e il suo Giappone appare distante dagli stereotipi dell’immaginario tradizionale così come da quello contemporaneo dei manga e delle ragazzine dai capelli scoloriti, in minigonna e calzettoni.
Invece le pagine di questo autore raccontano più di altri scrittori suoi conterranei, l’inquietudine silenziosa di un paese post moderno, afflitto da un’immensa solitudine, infestato dai fantasmi di un passato arcaico che si aggirano nei luoghi quotidiani della vita di ognuno. Nei bar, sulle panchine dei parchi, dentro i grattacieli di vetro, negli spazi lasciati vuoti o abbandonati dalle architetture urbane e, soprattutto, negli hotel, il luogo per eccellenza in cui lo scrittore sembra toccare il fondo delle cose. Murakami sa far incontrare le ombre, dando corpo a percezioni appena sussurrate. E, da vero narratore, non dà spiegazioni agli eventi inspiegabili di cui intesse le sue storie. Li lascia sospesi tra le pagine. È un raccontare in cui cerca sempre un risarcimento alla perdita: di persone, di cose, di sentimenti chiusi dentro corpi impenetrabili e abbandonati a un flusso della vita che va verso un unico punto di non ritorno. Storie di identità, di solitudini, di certezze che vengono meno, come queste narrate ne I salici ciechi e la donna addormentata. Ma sono anche storie in cui si racconta sempre altro, e questo altro è uno degli enigmi che interrogano il lettore, poiché Murakami ha la capacità di rapire e portare chi legge ovunque, senza che gli venga chiesto perché e dove. E la vera letteratura, in ogni parte del mondo, si nutre di questo.

Murakani è dunque un autore “eccentrico” rispetto ai gusti che ci impone la produzione editoriale del nostro paese. Racconta la normalità e la stranisce dentro narrazioni parallele e speculari che dicono di un piano allegorico e visionario poco amato dai lettori, almeno così ritengono gli editori nostrani, che hanno ripubblicato la sua prima produzione dopo anni di silenzio e solo quando, ormai, aveva conquistato un successo di vendite in tutto il resto del mondo.

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