Recensioni

I silenzi di Roma

Troncanetti Luana

Descrizione: Ernesto vive un rapporto ormai logoro con la moglie depressa, il suo taxi è teatro di storie che si intrecciano a un delitto nella Roma "bene". La vittima è uno scultore di fama internazionale, pochissimi avevano accesso all'appartamento dove viene ritrovato cadavere e nessuno ha un movente valido per torturarlo a morte. L'ispettore Paolo Proietti, a capo dell'indagine, intuisce che sta per sollevare un verminaio. La verità lo lascerà schifato, esausto e fragile come mai un poliziotto dovrebbe sentirsi. É un malessere che conosce fin troppo bene, lo rivive negli incubi che lo angosciano a quattordici anni di distanza da un caso in cui si è lasciato coinvolgere troppo. Ernesto e Paolo sono fratelli senza un filamento di DNA in comune, condividono tutto fin dal giorno in cui si sono incontrati sui banchi delle scuole superiori. Tutto, tranne un segreto che ciascuno nasconde all'altro: il poliziotto per non giocarsi il distintivo, il tassista perché è impossibile confessare al suo amico cosa lo torturi da giorni. Il silenzio viaggia nel mondo degli artisti malati, viziati e viziosi, e in quello dei ricordi che fanno male da morire, nella paura di non essere più abbastanza o di non averci provato a sufficienza, protegge i mostri e offende gli innocenti. Si spezzerà, poi, nella voce di una giustizia sommaria che non regala pace o reale assoluzione dai peccati, ma dignità a quanti sono costretti a macchiarsi le mani di sangue.

Categoria: Recensioni

Editore: Fratelli Frilli

Collana: SuPerNoir Bross

Anno: 2019

ISBN: 9788869433436

Trama

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Luana Troncanetti è nata e vive a Roma, lei che – dopo aver firmato tanti racconti e vademecum ironici – approda con I silenzi di Roma al suo primo romanzo. Confesso sinceramente che ho letto con passione intensa questo libro, catturata da una trama avvincente e mai scontata, e da una prosa elegante e raffinata.

Ambientato a Roma, città per la quale traspare un amore sviscerato, intenso e profondo: le descrizioni meticolose e precise fanno di Roma una seconda protagonista. Roma è “un’eterna, superba e immobile signora con le calze smagliate e le tette ancora sode. Ostenta quelle, certa che non ti accorgerai di quegli strappi nel nylon. (…) Devi saperla respirare, quella gatta feroce appisolata all’ombra del Colosseo. Altrimenti ti soffoca.

Protagonista assoluto è l’ispettore Proietti, uno “con la faccia da delinquente, e una cicatrice sulla guancia sinistra”, che guida e ama solo la sua moto, Ludmilla, un anafettivo sentimentale, con un ricorso straziante che gli rende impossibile la vita, e un segreto che è un macigno sul cuore, ma che nelle indagini si rivela essere intuitivo e perspicace, preparato e sagace. Una sola dote ha: “Suo malgrado, un’appetitosa faccia da delinquente più che da poliziotto. Certe volte ne aprofitta, è un’ottima arma per far sciogliere la lingua anche alle più reticenti.” In questo romanzo si trova a indagare su di un caso che suscita scalpore e ribrezzo, quello del Maestro Roncaioli che, torturato e seviziato per ore, è morto dopo una lunga e penosa agonia. A ciò siaggiungano un particolare macabro (il suo  pene in bocca) e una carta da gioco, il due di picche, gettata sopra il cadavere come ultimo gesto di raccapriccio e disprezzo.

Ma Paolo ha un amico speciale, Ernesto, che guida un taxi, una moglie che sta percorrendo risoluta il lungo e drammatico percorso della depressione, è padre mancato e marito che non è più. I due “sono fratelli senza un filamento di DNA in comune”, ma uno dei due nasconde all’altro una terribile, quanto allucinante, verità. Risolutrice? Chissà.

Un testo splendido, un’indagine che vede coinvolto il mondo dell’arte e le sue devianze, in un universo dove apparenza e finzione la fanno da padrone. Il tutto sotto lo sguardo vigile e incantato, quanto silenzioso, di una Roma che non concede più nulla ai suoi amati e ambivalenti protagonisti. Uno sguardo e un silenzio capaci di uccidere senza limiti, né pietà.

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