Racconti

I tacchini non ringraziano

Camilleri Andrea

Descrizione: "Se veramente un giorno riusciremo a sapere quale opinione hanno di noi gli animali, sono certo che non ci resterà da fare altro che sparire dalla faccia del pianeta, sconvolti dalla vergogna. Sempre che, tra cinquant'anni, gli uomini saranno ancora in grado di provare questo sentimento. Io, fortunatamente, non ci sarò. Ma vorrei che qualche mio pronipote consegnasse agli animali una copia di questo libretto perché di me, e di moltissimi altri come me, possano avere un'opinione sia pure leggermente diversa". (Andrea Camiller). Lo zoo personale di Andrea Camilleri è fatto di animali e di storie che entreranno nella nostra vita per sempre. Sono ritratti en plein air: impossibile leggerli e vederli senza sentire dentro qualcosa di fortissimo, perché sono pieni di affetto, confondono il confine tra la coscienza umana e quella degli animali e sono sempre a favore di questi ultimi, nel senso di un'armonia della vita solo nel rispetto di tutte le specie viventi. Cani, gatti, cardellini, ma anche volpi, serpenti e tigri sono descritti come portatori di uno spirito ricco di amore e di intelligenza, molto più complesso e profondo di quanto pensiamo: una 'magaria' inesauribile. Ciascuno di loro sembra comprendere la logica degli uomini, che di volta in volta sfrutta a suo favore o prova a sconfiggere con varie strategie, sempre vincenti: dalla dignità dei tacchini al canto riconoscente di un cardellino, dall'astuzia di un lepro alla commovente compostezza di un gatto innamorato, dalla mite bellezza di una capra alla puntualità discreta di un serpente...

Categoria: Racconti

Editore: Salani

Collana:

Anno: 2018

ISBN: 9788893816151

Recensito da Elpis Bruno

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I tacchini non ringraziano di Andrea Camilleri è una raccolta di racconti che hanno per protagonisti gli animali.

Nella postfazione Camilleri spiega qual è stata l’occasione che ha instillato l’idea di concepire quest’opera: una frase pronunciata da un nipote (“Il primo motivo per il quale ho scritto questo libro è perciò quello di testimoniare che ai miei tempi gli animali non erano ancora artificiali”) e la lettura di un articolo secondo il quale la scienza sarebbe a un passo dal conoscere cosa pensano gli animali  (“Se veramente un giorno riusciremo a sapere quale opinione hanno di noi gli animali, sono certo che non ci resterà da fare altro che sparire dalla faccia del pianeta, sconvolti dalla vergogna”).

I protagonisti sono cani (Aghi, cane diffamato: “Un cane da buca… cani particolarmente aggressivi, addestrati negli allevamenti nella caccia dei porcospini”), gatti (Elegia per il barone), uccelli (Non toccare le mie ciliegie, capito?) e perfino maiali (Il giorno che i maiali si sbronzarono: “Ognuno di noi intanto, munito della propria sedia, si difendeva come poteva dall’assalto dei maiali, cercando di tenerli lontani”).

I disegni di Paolo Canevari sono sagome nere di animali, che costellano le pagine del libro.

Bruno Elpis

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L'erotismo morboso e ossessivo, l'atmosfera di mistero e di angoscia, il gusto per il perverso e il sinistro, che caratterizzano l'opera, specie quella giovanile, del grande scrittore giapponese, sono magistralmente rappresentati in questo racconto del 1912. Il demone ci mostra l'influenza che ebbero su Tanizaki i grandi maestri del decadentismo europeo, da Poe a Wilde, e ci illumina sulle origini del tema decisivo di tutta la sua produzione: l'attrazione per la donna bella e crudele il cui desiderio piú forte è umiliare e annientare l'uomo, il quale a sua volta trova in questo il piacere piú estremo.

IL DEMONE

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