Narrativa

I VECCHI COMPAGNI

Cassola Carlo

Descrizione:

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: Gettoni

Anno: 1953

ISBN:

Trama

Le Vostre recensioni

Il romanzo breve “I vecchi compagni”, scritto dall’autore nel 1952, fu pubblicato nel 1953 nella collana “I Gettoni” di Einaudi, diretta da Elio Vittorini.

La storia è ambientata a Volterra, nel periodo della Resistenza. Gi amici Baba, Bottecchia, Piero, Vasco, Nello, Mario e il Bargagli condividono tutti l’ideologia comunista. Si tratta di persone semplici, tagliaboschi o alabastrai che si trovano a scontrarsi con le ristrettezze economiche legate alla guerra e ad affrontare insieme le violenze perpetrate dai fascisti locali. Nella lotta politica, però, e nella speranza che il Partito possa finalmente organizzarsi e indicar loro come dare il proprio apporto alla liberazione,

 trovano la loro stessa ragione di esistere
.
Tutto inizia con il suicidio di Arnaldo. Dopo un periodo passato in prigione, solo e senza voglia di vivere, rinuncia a lottare togliendosi la vita. Con questo episodio, che rimane poi marginale nel resto del racconto, l’autore vuole descrivere il clima di rassegnazione che molti vivevano in quegli anni difficili. Arnaldo, a differenza degli amici, rinuncia a lottare, eccessivamente provato per le esperienze vissute. Contrariamente a lui, gli altri riescono a trovare nelle difficoltà quotidiane la voglia di andare avanti. Uno fra tutti è Piero. Pur avendo perso padre e moglie nel giro di poco tempo, continua a credere nella politica. E’ evidente in tutti i personaggi lo sconforto e la delusione per una vita completamente diversa da quella che avrebbero desiderato.
Finita la guerra e venuta meno l’esigenza di combattere per la loro stessa sopravvivenza, i compagni superstiti si trovano coinvolti nella riorganizzazione locale del partito. Cassola descrive una situazione di scontro tra i vecchi che avevano partecipato alla Resistenza e i giovani militanti, molto meno disposti a venire a patti con i vecchi fascisti e i cattolici. Uno scontro di generazioni. E’ qui che Baba, nelle ultime pagine del libro, da solo nella propria bottega non più utilizzata (essendo ormai diventato un funzionario del partito) si accorge di come la vita fosse migliore durante la clandestinità “perché a ogni momento si rischiava di essere presi; e poi c’era più compattezza, allora, non c’erano le gelosie, le invidie, che erano venute fuori dopo”.
E’ proprio questa clima sconsolato che chiude il racconto di Cassola. La fine della guerra priva i protagonisti di quella che per molti anni è stata la ragione di esistere. L’autore ci consente di percepire in modo molto evidente la sensazione di vuoto che Baba e gli altri si trovano a vivere. Una sensazione forse simile, seppur certamente diversa, a quella che molti possono provare i primi giorni di vacanza dopo un periodo di lavoro molto intenso.
L’autore è molto abile a descrivere, in questo romanzo corale, lo stato d’animo dei suoi personaggi.

 Giuliano Malacorda, nel libro “Invito alla lettura di Cassola” evidenzia come la scrittura di Cassola, comparata a quella tipica del neorealismo, fosse “assai più attenta alla dimensione interiore dell’individuo visto nella sua generale umanità piuttosto che nella specifica condizione di cittadino”. Anche Elio Vittorini, nella seconda di copertina, sottolinea come Cassola, in questo secondo romanzo pubblicato nella collana da lui diretta: “insiste in un modo di raccontare che s’interessa soprattutto a quanto dell’uomo è la superficie mutevole della sua realtà: cioè ai suoi atteggiamenti di coscienza e alle azioni che nascono dai suoi atteggiamenti di coscienza”.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Carlo

Cassola

Libri dallo stesso autore

Intervista a Cassola Carlo

L'erotismo morboso e ossessivo, l'atmosfera di mistero e di angoscia, il gusto per il perverso e il sinistro, che caratterizzano l'opera, specie quella giovanile, del grande scrittore giapponese, sono magistralmente rappresentati in questo racconto del 1912. Il demone ci mostra l'influenza che ebbero su Tanizaki i grandi maestri del decadentismo europeo, da Poe a Wilde, e ci illumina sulle origini del tema decisivo di tutta la sua produzione: l'attrazione per la donna bella e crudele il cui desiderio piú forte è umiliare e annientare l'uomo, il quale a sua volta trova in questo il piacere piú estremo.

IL DEMONE

Jun'ichirō Tanizaki

Le scelte di Erica

Mariel Sandrolini

Se Marco rileggesse i diari che ha scritto quando era ragazzo, ogni giorno della sua adolescenza, con i giorni tutti in fila, se prendesse la briga di metterli in ordine in un faldone, se soltanto avesse il tempo o il coraggio ­ che è uguale ­ di ricopiarli al computer e li dividesse per sezioni, capitoli, articoli, ne uscirebbe una versione allucinata della sua vita, scritta a casaccio sfogliando nel passato, irta di piccoli drammi domestici, sforzi fatti dalle fibre del suo cuore perchè il seme del suo pianto fosse gettato altrove, oltre lo schianto provocato alla scoperta che tutti gli altri bambini avevano una madre e lui no. Il nuovo romanzo di Luciano Pagano racconta l'amore inconsueto dei padri per i figli.

E’ TUTTO NORMALE

Pagano Luciano

Bianca, giovane rampolla di una famiglia borghese, scopre per caso di aver suscitato, alcuni anni prima, l’interesse di uno sceicco di nome Rashad. Il loro incontro però non aveva potuto concretizzarsi in quanto l’uomo era rimasto vittima di un attentato che lo aveva lasciato in parte sfigurato. Bianca, incuriosita, rintraccia lo sceicco che la accoglie nel suo sontuoso palazzo in Qatar. Alto e bello, Rashad reca alcune cicatrici ma è rimasto attraente e in forze. Lui però non se ne fa una ragione soffrendo profondamente per la propria condizione. Solo l’amore di Bianca potrà restituirlo alla vita.

Rashad

Panzacchi Francesca