Classici

L’idiota

Dostoevskij Fedor Michajllov

Descrizione: Il principe Myskin, ultimo erede di una nobile famiglia decaduta, è "uno che cerca nell'intimo della sua coscienza le motivazioni essenziali del suo modo di essere", mosso dalla candida fede nella fratellanza umana e dal proposito di fare il proprio dovere con onestà e sincerità. Tornato a Pietroburgo dopo un lungo soggiorno in Svizzera per curarsi dell'epilessia, viene travolto dalla vicenda di Nastas'ja Filippovna. Decide di chiederla in moglie per sottrarla ai suoi due contendenti: il violento Rogozin, che per un amore folle alza la propria offerta in denaro, e il segretario del generale Epancim, Ganja, che mira invece alla dote. Ma Nastas'ja, turbata dalla proposta, fugge con Rogozin, mentre del principe si innamora Aglaja, la figlia del generale.

Categoria: Classici

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica classici

Anno: 2014

ISBN: 9788807901003

Recensito da Valeria Martino

Le Vostre recensioni

Leggere un classico è altro da ri-leggere un classico. Sembrerà ai più una considerazione da poco conto, ma è la sensazione che ho avuto tornando a ri-leggere, dopo “appena” dieci anni, L’idiota di F.M. Dostoevskij (1869).

Perché, diciamolo pure, la storia del principe Myskin come prototipo dell’uomo “positivamente buono”, di un “Cristo del XIX secolo” a vent’anni può anche annoiarti, ti fa pensare che più che buono magari è solo sfortunato. Ma poi… mutatis mutandis… scopri che il famoso “buono” in russo indica lo splendore della bellezza, ti balena nella mente l’ideale greco della “kalokagathia” e pensi che il principe Myskin è un personaggio talmente complesso e impenetrabile che solo a vent’anni puoi averlo giudicarlo “sfortunato”.

Il romanzo ha una trama apparentemente complicata, intessuta di tanti personaggi che sembrano quasi rincorrersi e sfuggirsi a vicenda: Rogozin, Nastas’ja, Gavrila e ancora Aglaja, Varvara, Ippolit e tanti altri; in realtà è più evidente un andamento ciclico, per cui inizio e fine hanno in comune il personaggio, il principe appunto, e nella sua condizione di malattia.

Il filo rosso è senza dubbio l’Amore: accomuna i personaggi, li spinge a fuggire e poi a ritrovarsi, per poi allontanarsi e riconoscersi e scoprirsi.

Su tutti, però, si erge lui, Myskin, un io che si annienta, uno spirito talmente puro che è incapace di adeguarsi al cinismo e alla meschinità imperante. Il mondo lo sfiora appena, gli passa accanto, ma è come se non si fissasse su di lui, come se passasse volutamente oltre: Nastas’ja lo ama ma non sta con lui perché crede di non meritarselo; Gavrila nel tentativo di schiaffeggiare Varvara colpirà lui; Rogozin sta per pugnalarlo ma un attacco epilettico spaventa l’aggressore e si salva; confessa di amare “ a suo modo” Aglaja ma quest’ultima sarà uccisa da Rogozin…

Il romanzo è ricco sì di avvenimenti, ma anche di molti spunti di riflessione sui vari aspetti della società europea del tempo. Basti pensare al Decadentismo europeo nella seconda metà dell’Ottocento e la figura dell’”idiota” non ci sembrerà così lontana, seppur con i dovuti distinguo, da quella del “vinto” di verghiana memoria o dell’inetto di Svevo.

Da leggere e ri-leggere.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Michajllov

Fedor

Dostoevskij

Libri dallo stesso autore

Intervista a Dostoevskij Fedor Michajllov

L'inquietante vicenda di dieci personaggi prigionieri in una villa su un'isola deserta di un ignoto giustiziere. Uno ad uno vengono assassinati.

Dieci piccoli indiani

Christie Agatha

Edith e Andrea, una giovane un po' trasgressiva e un capitano molto rigoroso, si incontrano per caso su un traghetto, tra Venezia e la Grecia. Un evento minimo dei tanti di cui è fatta la vita. Ma la loro cambia per sempre. Dapprima c'è il rifiuto: come possono, loro così diversi, sentirsi attratti una dall'altro? Poi le fasi alterne di un amore dapprima clandestino, le avventure di una lunga separazione, il pericolo di un segreto, una felicità inattesa e una grande prova... E infine l'isola, piena di vento e di luce, dove i due vanno ad abitare ristrutturando una vecchia casa abbandonata. L'isola dove ora Andrea si ritrova solo. I dialoghi veramente importanti, però, non si esauriscono mai: mentre la cura quotidiana del giardino e delle api dell'amata moglie lo aiuta a tornare alla vita, Andrea continua a parlare con lei. Le racconta, con tenerezza e passione, la loro grande storia d'amore. E le promette che ritroverà la figlia, Amy, che da troppo tempo ha interrotto i rapporti con i genitori. Forse è possibile ricominciare, riscoprirsi famiglia, nonostante i dispiaceri e le scomode verità? Una storia che ci pone domande fondamentali: sui legami che forgiamo tra le anime, sulla nostra capacità di cambiare, sul destino che unisce e separa. Quando ci sembra di aver perso la capacità di stupirci, cercare la luce, prenderci cura, è il cuore che tace o solo noi che non lo sappiamo ascoltare?

Una grande storia d’amore

Tamaro Susanna

In un passaggio apparentemente marginale del racconto che da il titolo a questa raccolta disegnata dall'autore, la protagonista offre al suo professore di matematica, passato a trovarla, un bicchier d'acqua. Poi, mentre lo guarda bere, la ragazza è colpita dalla cosa più semplice, l'assoluta naturalezza del gesto, che l'uomo compie "come se in vita sua non avesse fatto altro che venire in cucina da me a bere acqua". È un tocco inconfondibile, che unisce in una riga tutta l'atmosfera di cui abbiamo bisogno e tutto l'intreccio che possiamo desiderare. Ma è anche di più. È la conferma che qualsiasi storia, anche minima, racconti - si tratti di un ragazzo che, come in Miss Little Sunshine, smette di parlare in casa, mentre intrattiene una fitta corrispondenza con i carcerati; di un adolescente che, alla morte del suo cane, si convince che nelle formule dell'algebra si annidi il segreto della felicità; o di una coppia gay di fronte a una scena topica, quella della presentazione ufficiale a due impettiti genitori -, Cameron sembra appunto non avere mai fatto altro.

Paura della matematica

Cameron Peter

Abitavamo in un bosco di querce

Guglielmi Marilena