Narrativa

Il bambino che sognava la fine del mondo

Scurati Antonio

Descrizione: "Correte. Mio padre sta uccidendo mia madre". La telefonata arriva alla stazione di polizia alle due del mattino. A farla è un bambino biondo con due grandi occhi blu che fissano il vuoto. Ma la mamma gli toglie la cornetta dalle mani: non è vero, non è accaduto niente, suo figlio urla nel sonno, si aggira per la città nel cuore della notte, suo figlio è sonnambulo. È un bambino che, notte dopo notte, sogna la fine del mondo. Trenta anni più tardi, un terribile sospetto scuote una città del Nord Italia: i bambini di una scuola materna accusano gli adulti di azioni orribili. Ben presto, propagato da giornali e televisioni come una pestilenza del nuovo millennio, il contagio della paura si allarga all'intero Paese. Tutta l'Italia si sente minacciata dal Male. In molti cominciano a sussurrare il nome del Diavolo. È in atto una cospirazione diabolica o si sta scatenando una caccia alle streghe?

Categoria: Narrativa

Editore: Bompiani

Collana: Letteraria Italiana

Anno: 2009

ISBN: 9788845262418

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

L’inizio de Il bambino che sognava la fine del mondo di Antonio Scurati mi ha ricordato un po’ “Le Vergini Suicide”, di Jeffrey Eugenides: una sorta di cronaca romanzata.

Il bambino che sognava la fine del mondo” è la storia di una suggestione di massa, del desiderio inconscio del terrore, della necessità di una contrapposizione netta tra il Male e il Bene.

Specchio fedele e sofferto dei nostri tempi, è ben narrato.

Migliore conclusione sarebbe stata a pagina 285…

Voto: 8 pieno.

Un professore universitario viene incaricato da un giornale di condurre un’inchiesta che non lo entusiasma particolarmente: l’orribile scandalo scoppiato in una scuola materna.

Un numero sempre crescente di bambini denuncia abusi e violenze, e il panico si diffonde rapidamente, prima tra i genitori, poi nel paese, e infine nell’intera nazione.

Ma un dubbio si insinua: è tutto vero?

Il passaparola, l’attenzione morbosa dei media, il gusto della gente per il macabro, l’esigenza di dare a qualcuno la colpa dei nostri fallimenti… Scurati ci dimostra che la paura è straordinariamente e pericolosamente contagiosa, e che, soprattutto in un periodo di generale instabilità ed insicurezza, siamo tutti più influenzati dalle esperienze altrui.

Ciò che senti alla radio, leggi sui giornali e vedi in TV ti sembra di averlo vissuto, ti immedesimi al punto da sentirti protagonista, forse perché hai bisogno di condividere qualcosa con gli altri, sia pure il dolore, forse perché hai bisogno di individuare un nemico comune contro cui combattere… Capire quale sia “il Male” è un passo importante per poter riconoscere e ritrovare “il Bene”.

“Soltanto parecchio tempo dopo, quando quell’inizio insignificante avrebbe per puro caso portato una catena di drammatiche conseguenze, soltanto allora, voltandoci indietro, tutti noi avremmo imparato a guardare a esso come a ciò che già serbava in sé l’autorità perentoria di un’origine”

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