Narrativa

IL BELL’ANTONIO

Brancati Vitaliano

Descrizione: Antonio Magnano, giovane seduttore catanese, non riesce a consumare il suo matrimonio con la bella ereditiera Barbara di cui è forse troppo innamorato. Nel clima di machismo che impera tra le due guerre lo scandalo scoppia rapidamente. Il più amaro e significativo romanzo di Vitaliano Brancati (1907-1954).

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana: Classici Moderni

Anno: 2001

ISBN: 9788804486329

Trama

Le Vostre recensioni

Romanzo pubblicato nel 1949, non è la storia della novella repubblica che l’autore ha in mente di celebrare, ma quella della tragedia da poco sventata: il fascismo.

Mediante la vicenda di Antonio Magnano, giovane affascinante ma impotente sessualmente, l’autore propone un’analisi parodica del fascismo attraverso la metafora del sesso e dell’impotenza virile. Sullo sfondo della Sicilia fascista si pone in rilievo una storia d’amore, riflesso inverso della “seduzione” del fascismo e dell’immagine di Mussolini nei confronti del popolo italiano: se infatti nel secondo caso è stata possibile ogni forma di coercizione, nel primo, l’amore ideale, al quale è condannato il protagonista, si palesa come impossibile e l’assenza della sua virilità non solo rimane un limite (ancora più evidente nella società siciliana dell’epoca) ma nel corso della narrazione diventerà una vera e propria ossessione.

Lontano, l’eco della guerra civile di Spagna fa gradualmente il suo ingresso attraverso alcuni personaggi e si incarna in quello dello zio di Antonio, Ermenegildo; mentre la vita politica attiva, della quale il protagonista non si cura affatto, viene rappresentata da suo cugino, Edoardo Lentini, alter ego del protagonista che non sarà però ancora di salvezza per Antonio: anche lui cadrà vittima dell’eros, che, in quella società, sembra essere diventata l’unica ragione di vita.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Vitaliano

Brancati

Libri dallo stesso autore

Intervista a Brancati Vitaliano

Si avvicina il Natale, e come ogni anno Luca Cupiello si accinge a preparare il presepe nonostante l'insofferenza di sua moglie Concetta e suo figlio Tommasino. Per Luca il presepe rappresenta una priorità assoluta del suo vivere quotidiano, ma in realtà la quiete famliare è turbata da un dramma che sua moglie Concetta - chissà come - riesce a tenere nascosto al marito. La figlia di Luca e Concetta, Ninuccia è sposata con Nicolino, un facoltoso commerciante, ma non lo ama, ed anzi ha intenzione di fuggire con il suo amante, Vittorio Elia, comunicando la sua decisione al marito per lettera. Concetta riesce a strappare dalle mani di Ninuccia la lettera, per impedire che il peggio accada, ma nella confusione - e senza sapere nulla - Luca consegna la missiva al genero...

Natale in casa Cupiello

De Filippo Eduardo

Cosa turba la serenita di Yayoi? Diciannove anni, Yayoi vive una vita apparentemente idilliaca in seno a una "famiglia felice della classe media che sembra uscita da un film di Spielberg", il giardino e ben curato, gli abiti perfettamente stirati, i fiori sempre freschi sul tavolo. Che cosa la inquieta? E' la sua sensibilita paranormale che le fa percepire presenze invisibili? E' l'incapacita a ricordare gli anni dell'infanzia, stranamente cancellati dalla sua memoria? O forse e il suo trasporto per Tetsuo che valica i limiti dell'affetto fraterno? Un presagio triste si insinua nell'armonia della vita di Yayoi. Un presagio che potrebbe trovare risposta in una casa molto diversa dalla sua, buia, dove il giardino e in perenne disordine e nessuno risponde quando squilla il telefono. In questa casa vive la zia di Yayoi, una donna sola sui trent'anni, insegnante di musica, bella ma trascurata e avvolta da un'ombra di malinconia. Yayoi intuisce che la zia e depositaria di un segreto, forse la chiave per illuminare i misteri della propria infanzia. Ma la zia sparisce senza lasciare tracce, e Yayoi parte alla sua ricerca. Una Banana Yoshimoto in stato di grazia. In puro stile "Kitchen".

PRESAGIO TRISTE

Yoshimoto Banana

Elegie di Patti Smith

«Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro». Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio La morte della Pizia e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca. Ma Dürrenmatt è troppo buono scrittore per appagarsi di una irrisione del mito. Procedendo nella narrazione, vedremo le storie di Delfi addensarsi in un «nodo immane di accadimenti inverosimili che danno luogo, nelle loro intricatissime connessioni, alle coincidenze più scellerate, mentre noi mortali che ci troviamo nel mezzo di un simile tremendo scompiglio brancoliamo disperatamente nel buio». L’insolenza di Dürrenmatt non mira a cancellare, ma a esaltare la presenza del vero sovrano di Delfi: l’enigma. La morte della Pizia è stato pubblicato da Dürrenmatt all’interno del Mitmacher nel 1976.

La morte della Pizia

Dürrenmatt Friedrich