Narrativa

Il cappotto blu (prima parte)

Balzano Anna Maria

Descrizione: "[...] Una narrazione decentrata che ricerca la profondità e si proietta in realtà diverse e spesso inconciliabili facendoci godere dei gusti e delle diversità, del confronto, soprattutto con le nostre paure che ci palesano fragili. Letta l'ultima pagina, non ci resta che posare lievemente una nostra mano sul cuore e poi su questo libro, sulle esistenze che riporta, per difenderle dall'oblio." (dalla postfazione di Roberta Lagoteta)

Categoria: Narrativa

Editore: Talos Edizioni

Collana:

Anno: 2015

ISBN: 9788898838332

Recensito da Antonella Di Martino

Le Vostre recensioni

ConIl cappotto blu” Anna Maria Balzano ci porta a rivisitare le nostre radici e le nostre stanze quotidiane, attraversando delle dimensioni che non abbiamo difficoltà a condividere: i suoi personaggi abitano lo stesso Bel Paese, i loro ricordi si sovrappongono ai nostri e si nutrono della nostra stessa Storia. Gli spazi sono narrati sotto una luce vivace, senza tralasciare i particolari: camminiamo insieme a Chiara tra i colori vivaci dei giardini e delle città, ci perdiamo insieme a lei tra i riquadri degli interni.

La vita della protagonista, delle generazioni che l’hanno preceduta e di quelle che hanno raccolto il suo affetto e la sua eredità, scorre insieme alla nostra. Pagina dopo pagina, riviviamo i suoi affetti familiari, il suo amore sfortunato, il suo lavoro che è forse la passione più grande. Il romanzo ha ritmi diversi da quelli cinematografici cui ci hanno abituato tanta letteratura contemporanea: le cadenze e i toni sono lenti, come i nostri ricordi, come la vita raccontata a viva voce.

La Storia del romanzo è immanente alle nostre piccole storie, le comprende e ne fa parte. Come una sorta di mano nascosta, dà impulso alle nostre esperienze, alle nostre scelte: conoscerla è conoscere noi stessi, le fonti delle nostre scelte, l’ombra al di là delle apparenze. Non possiamo sfuggire alla Storia, anche se a volte le nostre emozioni sembrano troppo anguste per comprendere la forza dei suoi orrori; siamo singoli, umani e limitati, quindi ci basta conoscerla. Ma la conoscenza rimane, comunque, necessaria.

L’amore è narrato con cautela, come se fosse una miscela esplosiva, e si rivela fragile, difficile da esprimere e da trattenere. Stretto tra le catene del quotidiano e quelle della Storia, non ha quasi mai fortuna. Rimane un sogno, un ricordo. Rimane nel calore della carne. Se desiderio brucia, non aiuta la comprensione, mentre ragioni della passione rimangono troppo spesso sconosciute.

Cogliamo questo frutto maturo, e assaporiamone la fragranza: lo stile è molto sobrio, come la scelta lessicale, e si rivela la misura giusta per padroneggiare una partecipazione emotiva intensa.

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