IL CIRCOLO DE i-LIBRI – NUOVO INCONTRO

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Le Vostre recensioni

Siamo lieti di annunciarvi che le problematiche tecniche che ci hanno costretti a rimandare il primo incontro del Circolo de i-LIBRI sono state risolte.

L’incontro si terrà il prossimo martedì 18 gennaio 2011 alle ore 18:00, sempre sul sito del Circolo (http://www.libriforum.com). Nel corso dell’incontro, oltre a discutere del libro di Mario Vargas Llosa, verrà indicato il titolo dell’opera che sarà oggetto di discussione nel corso del successivo incontro. L’informazione verrà comunque pubblicata su i-LIBRI il giorno stesso. Contemporaneamente, verrà aperta sul sito del Circolo una nuova stanza del forum dedicata al libro segnalato, nella quale potrete condividere con gli altri le vostre impressioni durante la lettura.


Vi ricordo che all’esito dell’incontro di martedì prossimo, sarà pubblicata su i-LIBRI una recensione del libro del quale si è discusso, che terrà in considerazione i vostri commenti emersi durante la conversazione.

Speriamo di vedervi numerosi all’incontro!

Per informazioni sul libro in discussione nel prossimo incontro del Circolo de i-LIBRI clicca qui

 

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Mara Abbiati, scultrice italiana, e suo marito Craig Nolan, famoso antropologo inglese, hanno una piccola casa di vacanza vicino a Canciale, paesino ligure arrampicato tra il mare e l’Appennino. Un mattino d’estate Craig sale sul tetto per controllare da dove sia entrata la pioggia di un temporale estivo, e la vecchia copertura gli cede sotto i piedi. I Nolan, alla ricerca di qualcuno che gli aggiusti la casa, vengono in contatto con Ivo Zanovelli, un costruttore dall’aspetto ribelle e con molte ombre nella vita. Nel corso di pochi giorni di un luglio incandescente l’equilibrio già precario di ognuno dei tre si rompe, facendo emergere con violenza dubbi, desideri, contraddizioni fino a quel momento dormienti.

Cuore primitivo

De Carlo Andrea

Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio. Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell'Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che lì e solo lì, in quella locanda arroccata sul mare costruita col legno di una nave mancata, la sua vita cambierà. L'importante è saper aspettare, ed essere certi che "se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo". Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Da anni scrive lettere al padre, che lui non legge perché tempo prima, senza che nessuno ne conosca la ragione, è scomparso, lasciandola sola con la madre a Bisogno, il loro paese. Ed è a Bisogno, dove i fiori si scordano e da generazioni le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano il compito di accordarli, che lei comincia a sentire il peso di quell'assenza e la voglia di un nuovo orizzonte. Con ironia leggera, tra giochi linguistici, pennellate surreali e grande tenerezza, Alessandro Barbaglia ci racconta una splendida storia d'amore.

La Locanda dell’Ultima Solitudine

Barbaglia Alessandro

La vita di Caterina è scandita in due tempi, ben separati tra loro. Nel primo c’è una bambina che insegue una fila di formiche. Un cane che guaisce oltre la porta, i rami di un melo, sei anni d’infanzia muta cancellati dal fuoco. Nel secondo ci sono un lavoro, un marito, due figli. C’è la donna che Caterina è diventata, dopo aver imparato faticosamente i passi e le parole. Tutto ciò che sta in mezzo è merito di una straordinaria madre adottiva, la donna vitale e insaziabile il cui corpo giace oggi in una stanza d’albergo, accanto a quello del suo uomo. Ed è proprio qui che Caterina si ritrova insieme a Daniele, il figlio di lui, per cercare di ricostruire il corso degli eventi. E’ in questo pugno di giorni che la sua vita per la prima volta le si rivela intera. Daniele ha un’allegria forsennata, un’energia che rompe il guscio delle cose, e Caterina una capacità strana, la facoltà visionaria d’indovinare gli sconosciuti. La morte dei loro genitori è l’unica cosa che hanno in comune, ma la libertà disperata di quei pochi giorni insieme insegnerà ad entrambi un modo nuovo di stare al mondo.

Essere vivi

Comencini Cristina

Moravia, Omero, Joyce e Dante