IL CIRCOLO DEL LIBRO – PRIMO INCONTRO

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Le Vostre recensioni

E’ finalmente giunta la tanto attesa data per il primo incontro del Circolo de i-LIBRI che si terrà a partire dalle ore 18:00. Il libro in discussione è “Il paradiso è altrove”, di Mario Vargas Llosa. All’esito dell’incontro verrà pubblicata una recensione del libro in questione nella quale si terrà conto di quanto emerso dai vari contributi dei partecipanti.


Per entrare nella chat room sarà sufficiente collegarsi al sito che ospita il Circolo (http://www.libriforum.com) e cliccare sulla relativa voce nel menù in alto.

Per chi non avesse avuto modo di conoscere il Circolo, vi rinviamo ai seguenti articoli:

Presentazione del Circolo

Il libro del mese 

...

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Caligola – Impero e follia

Forte Franco

Stephen Hawking, Arianna Huffington, Coco Chanel, Brunello Cucinelli, Temple Grandin, Malala Yousafzai, Muhammad Yunus, Christopher Reeve, Giusy Versace, Franco Baresi, Christopher Gardner, Alessandro Zanardi: questi sono solo alcuni dei protagonisti delle 50 storie che compongono il nuovo volume di Roberto Cerè, autore best seller e coach i cui corsi sono seguiti da oltre centomila partecipanti ogni anno. Le "Storie Impossibili" raccontano di persone che si sono trovate in situazioni estreme: nate con invalidità o costrette dalla vita ad affrontare un trauma improvviso, hanno conosciuto la tragedia, il dolore, sono state gettate al tappeto. Ma si sono rialzate, grazie alla forza di volontà, alla tenacia, alla fiducia in se stesse, alla loro incrollabile voglia di vivere. Laddove altri si sarebbero lasciati andare, sprofondando nella disperazione, all'incrocio decisivo queste persone sono riuscite a trovare la giusta direzione. Sostenute anche dalla fede, l'arma in più di chi vuole reagire a una sorte avversa, cambiare e trasformarsi. "Storie Impossibili" è una guida al cambiamento e alla trasformazione, un libro per chi sta cercando la propria direzione nella vita, attraverso l'esempio di chi ha saputo rispondere - con successo - alla sfida degli eventi. Alla fine di ogni storia un protocollo di coaching da usare per se stessi o per aiutare gli altri.

Storie impossibili

Cerè Roberto

La mattina del 24 marzo 1946 Alexander Alekhine, campione del mondo di scacchi, celebre anche per la singolare crudeltà del suo gioco e l’eccentrica personalità, venne trovato privo di vita nella sua stanza d’albergo, a Estoril. Il medico che assisté all’autopsia certificò che la morte era avvenuta per asfissia, provocata da un pezzo di carne cruda conficcatosi nella laringe. “Non è stato rilevato alcunché di sospetto che possa far pensare a un suicidio, né tantomeno a un omicidio” dichiarò. Ma come mai una simile precisazione? Forse perché le foto del cadavere potevano far pensare a una messinscena? Solo un romanziere appassionato di scacchi come Maurensig poteva provare a rispondere a queste domande.

Teoria delle ombre

Maurensig Paolo

Stefan Zweig scrisse Novella degli scacchi nel 1941, pochi mesi prima di suicidarsi, insieme con la seconda moglie, nella città brasiliana di Petropolis, il 22 febbraio 1942. La notizia della sua morte fu soffocata da quelle provenienti dai fronti di guerra e così anche la sua ultima, disperata protesta, non fu che un flebile grido, quasi inudibile nel frastuono di quegli anni. Nella Novella degli scacchi lo stato d'animo di abbandono, di infinita stanchezza, di rinuncia alla lotta, che portò l'autore al suicidio, è prefigurato nella sconfitta di colui che rappresenta la sensibilità, l'intelligenza, la cultura per opera di un semianalfabeta, ottuso uomo-robot. E, a rendere ancora più crudele la disfatta dello spirito, Zweig scelse come terreno dello scontro una scacchiera. Dallo sfacelo della sua «geistigen Heimat Europa», della sua patria spirituale, l'Europa, Zweig non vuole salvare nemmeno il gioco degli scacchi, ormai appannaggio non più di uomini dotati di talento, estro, passione, ma di «campioni» come Czentovic, un rozzo quanto prodigioso accumulo di facoltà puramente meccaniche.

LA NOVELLA DEGLI SCACCHI

Stefan Zweig