Narrativa

Il colpo di grazia

Yourcenar Marguerite

Descrizione: Scritto tra Capri e Sorrento nel 1938, Il colpo di grazia evoca un episodio di guerra civile avvenuto in Curlandia all'epoca dei putsch tedeschi contro il regime bolscevico, intorno al 1919-21. E' una vicenda autentica, riferita all'autrice da un intimo amico del protagonista maschile. Romanzo di sottile, sconcertante ambiguità, Il colpo di grazia chiama il lettore a collaborare per sottrarre gli avvenimenti narrati da Eric von Lhomond, e specialmente l'immagine che egli propone di sé, a una deformazione che s'inscrive interamente nei rapporti complicati dell'amore e dell'odio. Eric è un aristocratico che patisce la sconfitta della Germania come il crollo del mondo materiale e ideologico in cui si è formato: non gli resta che difendere il castello in cui vive con un amico, Conrad de Reval, e la sorella di questi, Sophie. Il dramma che si svolge fra i tre personaggi, e che si concluderà con un evento tragico dovuto alla ferocia delle guerre partigiane, ricalca l'aneddoto della donna che si offre e dell'uomo che si nega per attaccamento all'amico. Ma il tema centrale del libro è la solidarietà di destino tra esseri sottoposti alle stesse privazioni e agli stessi pericoli, un'intimità e somiglianza più forti dei conflitti della passione carnale o della fedeltà politiche, più forti persino dei rancori del desiderio frustrato o della vanità ferita.

Categoria: Narrativa

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica

Anno: 1990

Traduttore: Spaziani Maria Luisa

ISBN: 9788807810893

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Marguerite Yourcenar scrisse “Il colpo di grazia” nel 1938 ispirandosi a un fatto reale (“Eric, Sofia e Corrado sono rimasti press’a poco quali me li aveva descritti uno dei migliori amici del principale interessato”).
La vicenda la colpì per il potenziale tragico (“L’avventura… mi parve racchiudere in sé tutti gli elementi dello stile tragico… unità di tempo, di luogo e … unità di rischio; … azione limitata a due o tre personaggi… inevitabilità dello svolgimento tragico al quale la passione tende sempre, ma che di solito prende forme più insidiose o più invisibili”) al quale la scrittrice diede forma artistica (“Il racconto è scritto in prima persona e messo in bocca al personaggio principale, procedimento per il quale io ho una certa predilezione, perché elimina il punto di vista dell’autore…”) e contenuto narrativo (“L’argomento centrale… è … questa solidarietà di destino in tre creature sottomesse alle stesse privazioni e agli stessi pericoli”).
La prefazione dell’autrice raccomanda al lettore di non giudicare i personaggi – soprattutto Eric può facilmente apparire odioso – e segnala che il testo ha un valore umano e non politico.

I fatti sono ambientati in Curlandia (l’attuale Lettonia), nel 1919, durante la guerra civile.
Eric von Lhomond (“Il mio arruolamento nel corpo dei volontari del generale e barone von Wirtz, che partecipava alla lotta antibolscevica in Estonia e in Curlandia”) vive a Kratowice con l’amico tanto amato, Corrado (“In una simile esistenza continuamente deviata, Corrado era almeno un punto fisso, un nodo, un cuore. Era baltico con sangue russo; io ero prussiano con sangue baltico e francese…”), e Sofia, sorella di Corrado (“Quanto a Sofia… era bella, la moda dei capelli corti le donava”). Quest’ultima (“Sofia era stata violentata da un sergente lituano…”) è innamorata del protagonista-narratore, che non solo non la corrisponde, ma addirittura si rapporta a lei in modo spietato. Le cause del rifiuto di Eric sembrano sia psicologiche (“Perché le donne vanno proprio a invaghirsi degli uomini che non sono loro destinati, costringendoli così a scegliere fra lo snaturarsi e il detestarle?”), sia strutturali (“Dopo qualche settimana di delusione o di delirio, il mio vizio che era insieme disperante e indispensabile mi avrebbe riguadagnato; e comunque lo si pensi, questo vizio riguarda molto meno l’omosessualità che la solitudine”).
Eric sottopone Sofia a una serie di crudeltà e fa in modo che venga a conoscenza dei suoi incontri mercenari (“La prodezza di Riga torturò Sofia senza sorprenderla”): le provocazioni prevalgono sempre sull’affetto (“Eric ti secca che io muoia?”), che trapela sporadicamente, come in occasione di un bombardamento (“Se avessimo dovuto morire quella notte era nonostante tutto vicino a lei che avrei voluto che succedesse”).
Ottenuto l’ennesimo rifiuto da Eric (“L’essere che malgrado tutto mi costituisce in ciò che ho di inesorabilmente più personale avrebbe ripreso il sopravvento e… io avrei abbandonato Sofia…”), Sofia reagisce malamente (“Mi sputò in faccia”), fugge di casa e si unisce al nemico (“Sa a quale rischio si è esposta aiutando la signorina de Reval a farsi condurre nelle linee nemiche?”). Si vendicherà in modo estremo (“La signorina chiede… vuole che sia lei…”), in un finale spettacolare e degno della miglior tragedia greca.

Abilissima nell’approfondire la psicologia femminile di Sofia e quella più bizantina di Eric, minuziosa nell’addentrarsi nelle complessità di un rapporto trilaterale e sfaccettato (“Immaginarmi cognato di Corrado. Non si butta a mare, per un dubbio intrigo con la sorella, un amico divinamente giovane e vecchio di vent’anni”), con il suo stile originale (“Il telegrafo crepitava al di là dei battenti socchiusi… una serie stramba di animaletti imbalsamati si allineava sulle mensole…”) Marguerite Yourcenar si addentra nei recessi della crudeltà che gli individui (“Sofia non fu più per Corrado che una spia…”) e la storia propagano attraverso i meccanismi perversi della guerra.

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Marguerite

Yourcenar

Libri dallo stesso autore

Intervista a Yourcenar Marguerite


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Varsavia, 1940. Adam aveva nove anni ed era alto un metro e ventisei; misurare la sua altezza era uno dei passatempi con cui lui e lo zio ingannavano la monotonia della vita nel ghetto. È nel filo spinato che separa quell'isola dimenticata nel cuore della città dal mondo esterno che, all'alba di un gelido mattino d'inverno, viene ritrovato il suo corpo senza vita: nudo, la gamba destra amputata sotto il ginocchio. Poi è la volta di Anna, quindici anni: anche lei è stata gettata nel filo spinato, ma a mancarle è la mano destra. In entrambi i casi, nelle parti mutilate la pelle presentava macchie o strane anomalie. La lotta quotidiana per la sopravvivenza non dà il tempo di soffermarsi sulle analogie che legano i due delitti: quando l'orrore è all'ordine del giorno, analizzarne i dettagli è una pratica che può condurre alla follia. Eppure, proprio nei particolari si scorge la strada verso la verità, e solo la ricerca della verità può in qualche modo placare il dolore e il senso di colpa di Erik Cohen, zio di Adam nonché psichiatra nella precedente vita da uomo libero. Quando Adam è scomparso, era lui a doverlo tenere d'occhio; è stato lui, dietro tanta insistenza da parte del bambino, che si annoiava in casa, a dargli il permesso di uscire a giocare, facendogli promettere di non allontanarsi dalla strada, neanche se i marziani fossero atterrati sulla sinagoga e avessero chiesto a lui in persona di negoziare un trattato di pace. L'uomo inizia un'indagine personale.

Gli anagrammi di Varsavia

Zimler Richard

Sono storie d’amore, sono incontri di un istante, sono figure femminili indimenticabili. E non importa che siano realmente esistite – e magari frequentate nella Sicilia di tanti anni fa –, o che emergano da qualche capolavoro della letteratura. Il loro fascino rinasce in queste pagine in cui, insieme al maestro, sorridiamo, desideriamo e ci innamoriamo. Di Angelica, di Beatrice, di Carmela, di Helga, di Maria, di Zina... Dalla A alla Z. E pur di conquistarle l’uomo è pronto a tutto, anche andare in bicicletta mentre diluvia o venire malmenato da un lanciatore di coltelli; tutto per fare i conti con i temperamenti, le voglie segrete e i sogni, diversi per ogni donna, in letteratura come nella vita.

Donne

Camilleri Andrea

È come se portasse il destino nel nome, Signorina: suo padre, capostazione in un piccolo paese di provincia, l'ha chiamata così ispirandosi al soprannome di una locomotiva di straordinaria eleganza. E creare eleganza, grazia, bellezza è il suo talento. Un giorno dal treno sbuca un omino con gli occhi a mandorla e, con pochi semplici gesti, crea un vestitino di carta per la sua bambola. L'omino scompare, ma le lascia un dono, un dono che lei scoprirà di possedere solo quando una sarta assisterà a una delle sue creazioni. Potrebbe essere l'atto di nascita di una grande stilista, ma ci sono il fascismo, la povertà e gli scontri in famiglia, le responsabilità, i divieti e poi la guerra... e Signorina poco a poco rinuncia a parti di se stessa, a desideri e aspirazioni, soffocando anche la propria femminilità, con una generosità istintiva e assoluta. E quando infine anche lei, quasi all'improvviso, si scopre donna e conosce l'amore, il sogno dura comunque troppo poco, sopraffatto da nuovi doveri e nuove fatiche, e dalla prova più difficile: un figlio nato troppo presto e nato malato, costretto a "succhiare aria" intorno a sé come un ciclista in salita. Nonostante i binari della ferrovia siano ormai lontani e la giovinezza lasci il posto a una maturità venata di nostalgia, ancora una volta Signorina sfodera il suo coraggio e la sua determinazione al bene e lotta per far nascere suo figlio una seconda volta, forte e capace di respirare da solo. Solo alla fine, nell'attimo esatto in cui la lotta cede il passo alla quiete, quel figlio nato due volte si renderà conto che l'amore coraggioso, quello di una donna e di una madre come Signorina, porta nel suo stesso corpo le ferite e i graffi del tempo... L'amore graffia il mondo è il ritratto appassionante di una donna più forte delle proprie fragilità e del vento della storia: una figura indimenticabile, unica, eppure sorella delle tante donne che ogni giorno come guerriere silenziose rinunciano a se stesse per abnegazione e per amore. Ma - come Il dolore perfetto, con cui Riccarelli ha vinto il premio Strega nel 2004 - questo romanzo è anche la saga di una grande famiglia, con una galleria di personaggi severi o meschini, inermi o tenaci che rimangono incisi nella memoria perché appartengono a un tempo perduto. È la storia dell'amore più assoluto e viscerale, quello tra madre e figlio, e della speranza più visionaria. Ed è la celebrazione della forza dell'immaginazione: quella di una donna capace di trarre un abito dalle pieghe di un foglio di carta, perché bastano pochi semplici gesti per vestire di bellezza il mondo.

L’AMORE GRAFFIA IL MONDO

Riccarelli Ugo

Dopo "Vaticano Spa", "Sua santità", "Via crucis", tre inchieste che ci hanno introdotto nelle stanze e nei segreti più profondi del Vaticano, in questo nuovo libro Gianluigi Nuzzi ricompone, attraverso documenti inediti, carte riservate dell'archivio Ior e testimonianze sorprendenti, i tre fili rossi - quello del sangue, dei soldi e del sesso - che collegano e spiegano la fitta trama di scandali, dal pontificato di Paolo VI fino a oggi. Una ragnatela di storie dagli effetti devastanti, che hanno suscitato nel tempo interrogativi sempre rimasti senza risposta e che paralizzano ogni riforma di papa Francesco. L'autore ricostruisce molte verità che mancavano, a cominciare dal mistero della morte di papa Luciani...; la trattativa riservata tra Vaticano e procura di Roma per chiudere il caso Emanuela Orlandi; i conti di cardinali, attori, politici presso lo lor, tra operazioni milionarie, lingotti d'oro, fiumi di dollari e trame che portano al traffico internazionale di droga; l'evidenza di una lobby gay che condiziona pesantemente le scelte del Vaticano, tra violenze e pressioni perpetrate nei sacri palazzi e qui per la prima volta documentate. Ecco il "fuori scena" di un blocco di potere per certi aspetti criminale, ramificato, che continua ad agire impunito, più forte di qualsiasi papa (Ratzinger è stato costretto alle dimissioni aprendo però la strada a Bergoglio), sempre capace di rigenerarsi, che ostacola con la forza del ricatto e dei privilegi ogni tentativo di riforma.

Peccato originale

Nuzzi Gianluigi