Saggi

Il confine

Vassalli Sebastiano

Descrizione: Questa storia inizia nel 1919, con il trattato di St Germain che avanza il confine italiano sul crinale alpino, stabilendo che gli altoatesini, pur essendo di lingua e cultura tedesca, non sono più austriaci ma italiani. È soltanto l’inizio di un’assurdità che dura un secolo, dall’“italianizzazione forzata” del Fascismo alla collaborazione coi nazisti in fuga, fino alle bombe negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta. Una regione in cui la politica, di ogni colore, anziché eliminare i contrasti li ha lasciati proliferare insieme all’odio. Vassalli ripercorre questo paradosso e arriva ad oggi con una proposta concreta per chiudere i conti con la Storia e andare finalmente avanti.

Categoria: Saggi

Editore: Rizzoli

Collana: La Scala

Anno: 2015

ISBN: 9788817083645

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Affidiamo a “Il confine” di Sebastiano Vassalli il compito d’interpretare un pensiero sulla ricorrenza odierna del 4 novembre.

Le due ricorrenze a cui intendo riferirmi sono i cento anni dalla fine della Prima guerra mondiale: la Grande Guerra, e i cento anni dal trattato di pace tra Italia e Austria, che venne firmato dopo dieci mesi a St. Germain-en-Laye. Le due date saranno rispettivamente, il 4 novembre 2018 e il 10 settembre 2019.
Il 4 novembre, in Italia, è stato a lungo e sarà ancora nel 2018, l’anniversario della vittoria. Una data lieta: e mentre scrivo queste parole mi sembra di sentir risuonare, attraverso i secoli, la risata del grande Erasmo, perché di lieto in quella data c’era davvero poco…”

In quest’opera, l’autore de “La chimera” – premio Strega nel 1990 – ripercorre il XX secolo del Sudtirolo e dei suoi abitanti, per rivelare una realtà neanche troppo sotterranea e in controluce rispetto alla mistica di vallate suggestive e al nitore di paesaggi montani di grande bellezza.
Nel 1983… il destino o il caso mi avrebbero portato a conoscere questa realtà dalla parte allora soccombente: quella degli italiani. L’odio.”

Fa un certo effetto rivivere eventi vergognosi (le imposizioni e le violenze fasciste, le deportazioni naziste, le discriminazioni etniche) attraverso le lucide parole di uno scrittore (“L’autore di questo libro non è uno storico di professione, né un sociologo, né un politico… è uno scrittore ormai anziano… che per caso si è trovato ad assistere, tra quelle montagne, all’ultima stagione della paura e dell’odio…”) che ci ha recentemente lasciato (v. link) e che in quest’opera saltabecca tra le due guerre mondiali (“L’Italia, come l’Austria, è una nazione sconfitta… In seguito ai trattati di pace perderà le colonie africane, il Dodecaneso, l’Istria e la Dalmazia e rischierà di perdere Trieste. Non perderà il Sudtirolo/Alto Adige e il confine al Brennero, per ragioni estranee alla sua volontà…”) e i giorni nostri, sospinto dall’eco di Erasmo da Rotterdam, alla ricerca delle ragioni della follia umana.

Bruno Elpis

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