Racconti

Il Decamerone di Giovanni Boccaccio

Busi Aldo

Descrizione: Sul solco dell'Orlando furioso raccontato da Italo Calvino e dello stesso Decamerone riletto nel cinema di Pasolini, Aldo Busi ha compiuto un'opera di "traduzione" del classico boccaccesco. Lo scrittore ha tratto dalle spumeggianti storie narrate da Boccaccio un'opera che conserva il ritmo dell'originale, reinterpretato con una scrittura moderna e agile. Ed è così che, eliminando ogni intento moralistico, gli intrighi, le avventure, le beffe e i personaggi del Decamerone acquistano nuovo sapore.

Categoria: Racconti

Editore: Rizzoli

Collana: I grandi romanzi

Anno: 2004

ISBN: 9788817067195

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Ne Il Decamerone di Giovanni Boccaccio Aldo Busi si propone di rendere fruibile l’opera scritta nel volgare del ‘300, traducendone il testo nel linguaggio dei giorni nostri e sforbiciando qua e là: “Via i preamboli, le canzoni e le sfiziose oziosità in villa delle sette conteuses e dei tre raccontatori fra una giornata e l’altra; via gli abboccamenti moralistici che gravano su quasi ogni singola novella; via la maggior parte dei titoli di messere e cavaliere…”

La cornice è nota: sette fanciulle (Pampinea, Fiammetta, Filomena, Emilia, Lauretta, Neifile, Elissa) e tre giovanotti (Panfilo, Dioneo, Filostrato) di buona famiglia sfuggono la peste del 1348 (“Correva dunque l’anno 1348 dal concepimento del Figlio di Dio, allorché nell’illustre Firenze… scoppiò la peste”) rifugiandosi in un’incantevole proprietà sui colli fiorentini (“Sul cocuzzolo c’era un palazzo con un gran bel cortile al centro e con logge tuttintorno, e sale e camere bellissime… tutte decorate da affreschi ragguardevoli”) e ingannano il tempo raccontandosi novelle. Ogni giorno ha il suo re e dieci racconti, per un totale di cento storie dal tema libero come nella prima giornata (Pampinea: “Per questa prima giornata voglio che ognuno sia libero di parlare di ciò che gli passa per la testa”) o assegnato come nella seconda (“Sotto la reggenza di Filomena, le storie vertono su chi, ostacolato da destra e da sinistra, è pervenuto, contrariamente a ogni aspettativa, al lieto fine”). E così via: la terza (“Si parla, sotto la reggenza di Neifile, di cose molto desiderate ottenute grazie a ingegno e abilità o di cose date per perse e invece recuperate”), la quarta (“Sotto la reggenza di Filostrato si parla di amori finiti male”), la quinta giornata (“Sotto la reggenza di Fiammetta, si parlerà di quegli innamorati che, dopo terribili avventure e peripezie, hanno diritto al lieto fine”)…

Per via di anacronismi (“Arrivò a Londra veloce come un treno”) talvolta già oggi anacronistici (“Non ho più accettato né i suoi messaggi brevimanu né i suoi fax”: chi lo usa più il fax nell’era delle mail anche certificate e di whatsapp?), forzature (“Un giorno organizzò una pesca off shore su due barche”) e intemperanze lessicali (“Come se a me mancassero le Vuitton e le Gucci!”) o semantiche (“Avrebbe scalato la top ten dei santi se non fosse stato per quel suo debole per le donne”), la traduzione di Busi in alcuni punti stride o sfida lo spirito dell’opera (“Arrivarono a Londra con sembianze di straccioni, come adesso vediamo arrivare questi pitocchi del terzo mondo”), ma il risultato è sicuramente quello di rendere intellegibile alla moltitudine l’opera che già Pasolini portò sul grande schermo.

Boccaccio, che si rivolti nella tomba o che plauda alla diffusione della sua opera, guarderà comunque con benevolenza all’anticlericalismo (“Se va a Roma, alla corte papale, e vede che vita da bagasce fanno questi preti”) e all’erotismo di Aldo Busi?

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Aldo

Busi

Libri dallo stesso autore

Intervista a Busi Aldo


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Aloma ha vent'anni e l'amore le fa schifo. Quando Robert, il cognato che vive in Argentina, arriva a Barcellona, interrompe la monotonia dei suoi giorni e devia il corso dei suoi pensieri sulla vita e sull'amore. Sarà difficile per lei ammettere, anche a se stessa, di essere stata colpita da quell'uomo affascinante ed esotico, che alterna gentilezze a scontrosità, e di averlo a sua volta colpito. Ma diventerà impossibile, nell'intimità della vita domestica, sottrarsi alla passione. Con questo romanzo giovanile, poi ripreso nella maturità, Mercè Rodoreda ci parla, con la sua consueta profondità, dell'amore e dell'impossibilità dell'amore, dell'illusione e del disincanto.

ALOMA

Rodoreda Mercè

L’imprenditrice del sesso

Fabio Brigazzi

“Le Chat curieux” è una rinomata pasticceria nel centro di Montpellier gestita da Juliette e dalla figlia, Florence. La loro vita è scandita dalle visite dei clienti affezionati come Monsieur Girard, che tutti i giorni fa colazione lì da vent’anni, Claire, compagna di giochi dai tempi dell’infanzia, e Madame Marie, la proprietaria della pensione dove si è sistemato Alain, giovane architetto parigino che ha abbandonato lavoro, famiglia, amici per girare il mondo. E poi c’è Didier, scapestrato senza futuro e senza affetti, sempre in bilico tra l’onestà e i piccoli reati, che abita le pagine di un romanzo di cui Florance è l’autrice.

FLORENCE

Becco Monica

Una giovane donna va in anni recenti alla ricerca del misterioso passato dei reclusi di un enorme lager in un'isola greca dove il regime dei colonnelli confinò insieme folli, poeti e oppositori politici. E sprofonda, come il coniglio di Alice, seguendo tracce semicancellate archivi polverosi e segni magici, in una catena imprevista di orrori e segreti dove la pazzia sempre più si mostra come eterno segno dell'opposizione e della ribellione e il passato rivive in storie miracolose, in una festa del linguaggio e della parola. Nella seconda parte del romanzo la detection su follia, normalità e violenza della giovane donna si allarga al mondo contemporaneo e finisce col diventare inevitabile, sconvolgente autobiografia dell'autrice, dove il nodo del rapporto con la madre e la scoperta del fantasma della propria follia (e di quella materna) si aprono in immagini di rara forza. Unica salvezza è la parola poetica, la passione di dire e raccontare che unisce i mondi nel gesto individuale di chi ha il coraggio di cercare ancora "la prima verità".

La prima verità

Vinci Simona