Narrativa

IL DIARIO PERDUTO DI JANE AUSTEN

James Syrie

Descrizione: "Quelli che leggono i miei romanzi potrebbero chiedersi come può una donna, che nella sua vita non è mai stata nemmeno corteggiata e che non ha mai provato la meravigliosa sintonia di anima e corpo che unisce due persone, pretendere di scrivere sull'amore. La mia risposta è che una mente astuta e un occhio attento, uniti a una fervida immaginazione, possono creare qualsiasi tipo di illusione letteraria. La verità è che ho conosciuto un uomo che mi ha fatto provare realmente le profonde emozioni che descrivevo nei miei libri, che ha risvegliato la mia anima, da lungo tempo ormai sopita. Di quest'uomo non ho mai potuto parlare, ho dovuto relegare il mio amore per lui in un angolo nascosto del mio cuore e bandirlo per sempre. Io, però, non l'ho dimenticato." E se la vita di Jane Austen non fosse stata esattamente come ce l'hanno raccontata? Se dietro ai personaggi indimenticabili di Mr. Darcy, Willoughby ed Edward Ferrars si nascondesse un uomo reale? C'è un solo scritto che riporta questa storia mai dimenticata, per Jane fu il più intimo, il più vero: il suo diario.

Categoria: Narrativa

Editore: Piemme

Collana:

Anno: 2008

ISBN: 9788838468766

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Un romanzo senza troppe pretese che fa rivivere degnamente l’autrice di “Orgoglio e Pregiudizio”, ricalcandone, in parte, anche lo stile

Syrie James descrive gli umori e le insicurezze della giovane scrittrice imbrigliata in una società austera, utilizzando l’espediente di un diario scritto dalla stessa Austen e ritrovato per caso.

Jane Austen rifiutò diverse proposte di matrimonio e restò nubile. Tuttavia, l’amore è un tema centrale nei suoi scritti, e questo ha fatto nascere varie leggende su un fantomatico uomo amato in segreto e per lei fonte di ispirazione.

Il Lord Ashford creato dalla fantasia di Syrie James sintetizza proprio i personaggi maschili delle storie raccontate da Jane Austen e ricambia il suo sentimento. La storia, però, non avrà un lieto fine…

Belle ed intense le pagine dedicate al mondo femminile dell’epoca, soprattutto le confidenze e le chiacchierate intime con la sorella Cassandra.

L’inizio è meno entusiasmante, ma la narrazione risulta sempre piacevole.

Voto: 7

 “Quella notte, appena fui sicura che Cassandra stesse dormendo, accesi una candela, feci scivolare uno scialle sulle spalle, tirai fuori il più silenziosamente possibile da sotto il letto la cassetta dove tenevo gelosamente i miei scritti e vi rovistai dentro senza far rumore, guardando uno per uno i miei lavori con affetto. Ritenevo che, per i contenuti, alcuni fossero superiori agli altri; uno o due non andavano affatto bene; altri (i tre volumi di opere giovanili che avevo diligentemente messo in bella copia a imitazione dei libri a stampa, completi di titolo e frontespizio) erano solo tentativi inconsistenti e puerili, e non avevano altro valore se non quello del piacevole ricordo che mi procuravano. Eppure in un modo o nell’altro li sentivo tutti come figli miei, poiché avevo trascorso una considerevole parte della mia esistenza insieme ad essi”.

 

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