Giallo - thriller - noir

Il fantasma di San Michele

Reali Alessandro

Descrizione: Tre giovani seminaristi sono testimoni involontari della morte misteriosa dello scultore Gianni Malatesta mentre, di prima mattina, attraversano il sagrato della Basilica di San Michele Maggiore, a Pavia, avvolto nella nebbia. Ingaggiati dalla moglie del Malatesta per far luce sulla vicenda - e sul passato del marito - Sambuco e Dell'Oro dovranno riannodare i fili di una storia popolata da "fantasmi" del passato e del presente, che si radica molti anni addietro - durante la Resistenza, negli anni '70 e ai giorni nostri - tra l'Oltrepò, la Riviera Ligure e Pavia. Relazioni sospette tra loschi personaggi, atmosfere familiari solo in apparenza tranquille e colpi di scena caratterizzano la nuova indagine di Sambuco e Dell'Oro all'ombra della maestosa Basilica di San Michele.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Tascabili. Noir

Collana:

Anno: 2017

ISBN: 9788869432316

Recensito da Laura Monteleone

Le Vostre recensioni

Il fantasma di San Michele  –  Un nuovo romanzo di Alessandro Reali, edito dai Fratelli Frilli, una nuova indagine per i personaggi a cui l’autore ha abituato i suoi lettori. Come nelle storie precedenti Reali inserisce il racconto in un tempo che fluttua tra il presente e il passato. In questo caso si tratta di un triplice movimento, documenti che riportano le investigazioni ai tempi della seconda guerra, eventi radicati negli anni settanta e delitti che imperversano nel presente. Si evoca tra le nebbie mattutine di Pavia, sotto le mura della Basilica di San Michele, la presenza di un fantasma capace di uccidere. L’insistenza di una vedova e lo sguardo preoccupato di un seminarista testimone involontario di un accadimento dai contorni troppo sfumati indurranno gli investigatori Sambuco e Dell’Oro a mettersi sulle tracce di una storia complicata. Tornano i vezzi e le caratteristiche di questi personaggi. Il serio Sambuco, toccato da una pena che attraversa la sua vita inesorabilmente. Lo scapestrato Dell’Oro, che a volte perde il controllo e rischia la pelle. Grande protagonista rimane il paesaggio, tra Pavia e l’Oltrepò, con incursioni rivierasche in Liguria. Il resto lo fanno ambienti da bar, dandy consumati e donne di mestiere. Patine di lusso e stanze degli orrori.

Ci sono molti ingredienti a latere dello scorrere riflessivo del Ticino, del salire lento del fumo di un toscano, delle canzoni nostalgiche di Endrigo. Delle muse in caffetano e di sogni proibiti, forse.

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