Poesia

il fico sulla fortezza

Damiani Claudio

Descrizione: "Il fico che cresce sulle rovine della fortezza, emblema e geroglìfico del nuovo libro di Claudio Damiani, ha i giorni contati. Verrà qualcuno a restaurare gli spalti del diroccato maniero aristocratico dove cresce, sradicando quella forma di vita abusiva, vita incurante della sua propria bellezza, capace di assentire al suo destino senza opporgli un'assurda resistenza. Dall'albero il poeta ricava l'insegnamento supremo: è possibile amare la vita senza avvelenarla con la paura della morte. È possibile, dunque, la felicità, quella pura e gratuita vibrazione dell'essere qui, dell'esserci ora, minuscolo filo saldamente intrecciato all'arazzo del cosmo? Come un saggio taoista, Damiani non si stanca mai di dipingere a rapidi colpi di pennello paesaggi nei quali gli uomini e le bestie, le piante e le pietre, le nuvole e le acque sono gli elementi solidali dello stesso prodigio, ovvero una sola materia senza più nome, disponibile a tutti gli esperimenti di un'alchimia interiore capace di trasformare in oro il fardello dell'impermanenza e l'angoscia del tempo che fugge. Oltre il piacere del testo, ai lettori di questo libro si offre una terapia sottile ed efficace come solo sanno essere i consigli di chi è capace di curare se stesso, e non smette mai di farlo." (Emanuele Trevi)

Categoria: Poesia

Editore: Fazi

Collana: Le strade

Anno: 2012

ISBN: 9788864116976

Recensito da Ilaria Spes

Le Vostre recensioni

 il fico sulla fortezza di Claudio Damiani

il fico sulla fortezza“ è tranquillo: non importa se i lavori di restauro ne imporranno il taglio, se lui e i figli stretti al suo tronco morranno. Gli uccelli portano già lontano i loro semi e altri figli nasceranno, la loro famiglia conoscerà altri luoghi e di questo possono gioire.
La strada va: indietro va indietro, avanti va avanti e cambia espressione. Il poeta la incontra e a volte si fermano insieme e nasce tra loro un dialogo, un aderire affettuoso e sciolto fatto della comprensione serena della fatalità e della libertà dei rispettivi percorsi.
Nella convinzione espressa che dal mondo inorganico a quello organico la vita sia una linea continua e tutta si diriga al compimento di una missione comune, di “un bene lontano sempre più vicino”. Nella convinzione sentita che ogni essere vivente porti qualcosa “di suo e di nuovo nel mare della vita”.
Leggere “il fico sulla fortezza” di Claudio Damiani è stato per me un cammino di rara bellezza. Dal monte Soratte alla piccola spiaggia di Grigolo sull’isola d’Elba, fino alla “finestra dell’alba”, ai cavalli, alle volpi nel villaggio minerario che fu a San Giovanni Rotondo in Puglia.
E non è stato solo fruire di panorami e paesaggi e di fruscii d’aria e d’acque, ma passeggiare un po’ sospinta e un po’ sola, sulle orme e oltre le orme di temi e pensieri sottili, sollevati da un poeta profondo e gentile.

Noi abbiamo bisogno di mangiare
i corpi degli altri, corpi che erano vivi
noi li uccidiamo e li mangiamo,
l’albero invece non uccide nessuno
lui si nutre solo di aria e di luce,
d’acqua e di sali minerali
che prende dalla terra.
Non voglio dire romanticamente
che lui è nel giusto e noi nel torto,
infatti non può tutto il mondo animale
essere nel torto (e da qui se ne potrebbe dedurre
che proprio per questo la morte
non è qualcosa di negativo).
Però le piante che si nutrono d’aria
d’acqua e di sole
non sono meravigliose?

Certa poesia lascia qualcosa di bello e misterioso, che prima o poi sboccia. Così negli ultimi tre versi-domanda di questa poesia…

Ilaria Spes

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Claudio

Damiani

Libri dallo stesso autore

Intervista a Damiani Claudio


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Un misantropo appassionato di Stendhal, nascosto in un villaggio della Savoia, viene misteriosamente rapito e abbandonato in una foresta. Una bella signora bionda, esperta guidatrice, perde il controllo dell’auto e finisce fuori strada. Intanto in Bretagna un uomo che ogni giorno faceva la sua passeggiata in riva al mare incontra due sconosciuti che lo terrorizzano. Ma il lettore capisce presto che questo non è un classico romanzo poliziesco. Gli aggressori non sono né agenti segreti né trafficanti. Non aggrediscono dei duri ma delle persone miti. Ce l’hanno in particolare con un libraio ribelle, con una malinconica ereditiera e con la libreria che i due hanno creato senza mai pensare che potesse suscitare tanto odio. Chi, tra gli appassionati della letteratura, non ha mai sognato di aprire una libreria ideale dove si vendessero solo i libri più amati? Lanciandosi nell’avventura, Francesca e Ivan, i due librai, sapevano che non sarebbe stato facile. Come scegliere i libri? Come far quadrare i conti? Ma ciò che non avevano previsto era il successo. Un successo che però scatena una sorprendente sfilza di invidie e aggressioni.

LA LIBRERIA DEL BUON ROMANZO

Cossé Laurence

Un vocabolario che comincia con un "abbraccio" e prosegue con "cuore", "dedica", "incontro", "notte", e "piangere" in cui Barthes interviene con il suo sottile ingegno di linguista a collezionare tutti questi discorsi spuri in un unico soliloquio. Per il grande pensatore francese l'amore è un discorso sconvolgente ed egli lo ripercorre attraverso un glossario dove recupera i momenti della "sentimentalità", opposta alla "sessualità", traendoli dalla letteratura occidentale, da Platone a Goethe, dai mistici a Stendhal. Si realizza così un repertorio suffragato da calzanti riferimenti letterari e da obbligati riferimenti psicanalitici sul lessico in uso nell'iniziazione amorosa.

Frammenti di un discorso amoroso

Barthes Roland

Lasciatosi alle spalle i duri inverni del Colorado e il ricordo di un'infanzia poverissima, Bandini, l'ambizioso italo-americano, è arrivato finalmente a Los Angeles che diventa lo spassoso teatro delle sue ambizioni artistiche e il luogo magico della sua educazione sentimentale. Con un'introduzione di Alessandro Baricco

Chiedi alla polvere

Fante John

Vagli a spiegare che è primavera

Cipolat Catherine