Narrativa

IL FIUTO DELLO SQUALO

Solla gianni

Descrizione: Sergio Scozzacane è un impresario musicale. Lo chiamano "lo squalo" per la forma a pinna del suo naso. Un soprannome, ma anche un destino da carnivoro: è il proprietario della casa discografica Musica Blue Records, che produce dischi a pagamento vendendo illusioni a cantanti privi di talento. Alloggiato in una pensione d'infimo ordine e sommerso dai debiti contratti con la camorra, lo squalo progetta una improbabile uscita di scena. Ma quando tutto sembra perduto, una speranza si riaccende: Mattia, un giovane cantante che ha ancora sotto contratto per due mesi, vince un talent show televisivo, e portarlo a cantare a Sanremo sembra l'occasione di riscatto della sua vita da agente fallito e per salvare la pelle. Ma anche il "viaggio della speranza" nella città dei fiori, che lo squalo affronta assieme a Mattia (bella voce ma leggermente autistico) e alla sorella Sofia (cieca, bellissima e determinata), con la camorra alle costole, si rivela l'ennesimo buco nell'acqua.

Categoria: Narrativa

Editore: Marsilio

Collana:

Anno: 2012

ISBN: 9788831711807

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

 

Sergio Scozzacane non è un impresario serio: promette agli aspiranti cantanti la realizzazione di un sogno, ma non è disposto ad investire sul loro talento. Tra l’altro, gli strimpellatori e gli urlatori con cui ha a che fare di talentuoso non hanno proprio nulla. Lavoro frustrante? Forse. Peró i soldi che i giovani destinano speranzosi alla Musica Blue Records sono sufficienti a far sopravvivere la piccola casa discografica, o almeno lo sono stati fino ad ora.

In sintesi, Sergio è uno Squalo di nome e di fatto, e non solo per via del suo bizzarro naso, grosso come la pinna di un pescecane. Probabilmente vi ricorderà alcuni editori che vendono fumo e non sanno cosa sia la letteratura. Scozzacane peró lo troverete simpatico. Molto. Perchè è sfortunato, debole e consapevole, una persona senza ambizioni e senza pretese che cerca semplicemente di tirare avanti come puó. Purtroppo, nonostante i numerosi sforzi che lo devastano nel corpo e nella mente, riesce a mala pena a tenersi in piedi. E certo non lo aiuta il fatto che lo scagnozzo dei Santamaria gli abbia selvaggiamente tagliato un mignolo per ricordargli che con la camorra non si scherza e che i debiti vanno pagati.

Poi… arriva Mattia, la possibilità di un riscatto, la possibilità di sistemare ogni cosa e ricominciare daccapo, partendo da Sanremo…

Il libro di Gianni Solla è divertente e dissacrante, realistico e fantasioso. Un’amara fotografia dell’umano fallimento che vi susciterà tenerezza e comprensione. Lo squalo non è cattivo: è solo un predatore per natura.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Gianni

Solla

Libri dallo stesso autore

Intervista a Solla gianni


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Una rivisitazione in chiave femminile dell’antica fiaba che indaga il cannibalismo sentimentale per tentare una risposta originale e netta all’annoso quesito: che cos’è l’amore?

Barbablù

Nothomb Amélie

Vent'anni fa, un'estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno "l'ospite dell'estate, l'ennesima scocciatura": uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all'estasi. "Chiamami col tuo nome" è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che "questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta".

Chiamami col tuo nome

Aciman André

"Non vi tragga in inganno il mio romantico abbandono, le forme delicate, i colori tenui, le vetrate colorate che risplendono nel sole. Io rivivo di notte, tra le nebbie delle risaie, i rumori furtivi della campagna, il gelo che trasmetto a chi mi osserva. Struggente lamento fra queste mura, infame è la mia solitudine...". La "villa degli amanti maledetti" poco fuori Lomello si erge in tutta la sua spettrale bellezza, ma un'ombra funesta incombe sempre su di essa. Nel 1964 l'ultimo proprietario chiuse dietro di sé il pesante cancello e se ne andò senza più voltarsi. Nessuno sarebbe mai più dovuto entrare, e mai nessuno osò farlo. Nicole ha ventun anni, è una brillante studentessa di Psicologia; la discussione della sua tesi verte su credenze popolari e isterie collettive. Ha un solo obiettivo: scrivere una tesi originale e attuale e quella villa in stile liberty fa al caso suo... Una casa avvolta nel mistero. Una morte sospetta. Inizia un'indagine segnata da brusche svolte e drammatici cambiamenti di direzione, nel corso della quale il maresciallo Marchi si troverà ad affrontare una realtà sconvolgente.

La casa delle ombre

Mizar Paini Paola

Alcuni anni prima di essere in odore di Pulitzer, Elizabeth Strout tornò in libreria con “Resta con me” dopo il fortunato esordio di “Amy e Isabelle”. In questo secondo romanzo, una nuova esplorazione nel caleidoscopio dei sentimenti, tutto prende forma intorno a Tyler Caskey, un pastore protestante, e al tempo in cui vive, la fine degli anni Cinquanta. Il contesto, chi ha imparato a conoscere la Strout lo sa bene, è quel Maine ancorato a un antico passato di emigrazione, una provincia con la P maiuscola, claustrofobica ma anche capace di squarci edenici su una natura dolce e screziata dai colori più intensi. Qui, a metà del secolo scorso, vive un reverendo insieme alla figlia, una bambina di cinque anni tanto silenziosa in casa quanto capace di improvvise e violente esplosioni di ribellione a scuola, con i compagni di classe e le insegnanti. Ma a West Annett, in questa comunità che è una bolla di vetro, nulla passa inosservato, men che meno la figlia di un pastore: un esempio di probità e purezza, o così dovrebbe essere. L’autorevolezza di cui gode Tyler Caskey viene così gradualmente erosa da giudizi superficiali, velenosi, mentre la sua personale convinzione religiosa subisce una profonda frattura: i sermoni sono adesso rarefatti discorsi indirizzati a una comunità viziata, perdono di senso di fronte allo spietato silenzio di una figlia che ha perso la madre in un’età in cui non si dovrebbe. Poi, nell’ora più buia di Tyler, una straordinaria scoperta metterà alla prova la sua religiosa umanità e la sua volontà di resistere alle sfide. Quelle stesse sfide che, presto o tardi, mettono alla prova ognuno di noi. “Resta con me” conduce il lettore nelle pieghe più oscure dei nostri rapporti affettivi, lì dove la vertigine provoca quello sbandamento disarmante e voluttuoso da cui, preso in mano il coraggio, potremmo però riemergere con una nuova consapevolezza. Si scende, per risalire più in alto: questa è Elizabeth Strout, nella sua scrittura puntuale, nei chiaroscuri

RESTA CON ME

Strout Elizabeth