Classici

Il fu Mattia Pascal

Pirandello Luigi

Descrizione: Con questo romanzo, scritto nel 1904, Pirandello scrisse la prima grande "metamorfosi" della letteratura contemporanea. Mattia, bibliotecario ligure, detestato dalla moglie e dalla suocera, casualmente diventa ricco e, grazie a uno scambio di persona, inizia un viaggio che lo condurrà alla follia in una stanza dove un misterioso affittacamere, Anselmo Paleari, favorirà i suoi sdoppiamenti e le sue vertigini esoteriche in una spirale senza uscita, per molti versi simile a quella di Gregorio Samsa nella "Metamorfosi" di Kafka.

Categoria: Classici

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica i classici

Anno: 2013

ISBN: 9788807900389

Recensito da Elpis Bruno

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Acronimo

Il desiderio di fuggire, sparire, cambiar vita. Chi non
Lo ha mai provato almeno una volta? Si

Fa attrarre da questa prospettiva Mattia, un
Uomo che, sposando Romilda, è costretto a convivere con

Marianna Pescatore, l’odiata suocera. Dopo una vincita
A Montecarlo, Mattia apprende d’essere morto: su un giornale.
Troppo facile approfittare dell’equivoco e realizzare il desiderio di sparire! Si
Trasferisce a Roma sotto
Il nome fasullo di
Adriano Meis. Un nuovo amore e gli eventi

Però propalano che l’identità fittizia è
Anche prigionia. E impossibilità di vivere. Un simulato
Suicidio consentirà a Mattia-Adriano di tornare a Miragno
Come bibliotecario, senza essere riconosciuto… L’opera
Anticipa nel 1904 i temi cari a Pirandello:
La vita o si vive o si scrive, io non l’ho mai vissuta, se non scrivendola.”

Bruno Elpis

Mezzo secolo dopo, nel 1954, Thomas Narcejac e Pierre Boileau scriveranno “D’entre les morts” (1954), opera che ispirò il film “Vertigo – La donna che visse due volte” (1958) di Hitchcock: “C’è ancora un’ultima cosa che devo fare, e poi sarò libero dal passato” (John Ferguson/James Stewart nel film di Hitchcock).

Quella di Pirandello è la storia de “l’uomo che morì tre volte” e affronta il tema dei ruoli sociali e dei vincoli rigidi entro i quali scorre la vita: “La vita è un continuo movimento e cambiamento, e la forma è una specie di sistema sociale, di legge esterna, in cui l’uomo cerca di fermare e di fissare la vita; per questo l’uomo è prigioniero di queste forme, di questi schemi sociali in cui si rinchiude o da se stesso o per opera della società.”

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