Narrativa

Il gioco

D'Amicis Carlo

Descrizione: La cosa più affascinante del sesso non è il sesso, ma tutto ciò che gli ruota attorno: in una sola parola, la vita. È per questo cheLeonardo, Eva e Giorgio, dovendo parlare di sesso, raccontano le rispettive esistenze (audaci e innocenti allo stesso tempo) a un intervistatore che vorrebbe scrivere un libro sul piacere, e che invece si ritrova in continuazione a fare i conti con il loro dolore. Del resto, nel gioco erotico, tutto è così terribilmente intrecciato: non solo il piacere e il dolore, ma anche la trasgressione e le regole, la libertà e il possesso, l'eccitazione e la noia, l'io e la maschera. Quelle che i nostri eroi indossanoin questo romanzo corrispondono ai tre ruoli chiave del gioco: Leonardo (nome in codice: Mister Wolf) è il bull, maschio alfa che applica al sesso seriale la disciplina e la meticolosità degli antichi samurai, Eva (la First Lady) è la sweet, regina e schiava deldesiderio maschile, Giorgio (il Presidente) è il cuckold, tradito consenziente che sguazza nella sua impotenza ma non rinuncerebbe mai a manovrare i fili. Insieme formano il triangolo più classico e scabroso dell'intera geometria erotica, quello in cui l'ossessione maschile di possedere e offrire l'oggetto del proprio desiderio s'incastra con l'aspirazione della donna ad appartenere, finalmente, solo a se stessa. Recitano dei ruoli, Mister Wolf, la First Lady e il Presidente. Ma quanto più il corpo è il loro abito di scena, tanto più la loro anima si denuda, rivelando ai nostri occhi l'umanità struggente, tenera, e talvolta esilarante, di tre protagonisti fuori dagli schemi.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana: Scrittori italiani e stranieri

Anno: 2018

ISBN: 9788804687351

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Il gioco di Carlo D’Amicis, nella cinquina finalista del Premio Strega 2018, non ha potuto partecipare al Premio Strega Giovani – già assegnato al romanzo di Lia Levi, Questa sera è già domani – per il contenuto erotico ritenuto inadatto al target della sezione speciale del concorso letterario.

Bastano infatti poche pagine per comprendere quali siano tenore e contenuti di un romanzo che non fa mistero del tema trattato: il sesso inteso come dimensione fondante di comportamenti, pensieri e personalità.

Quanto alla struttura, il romanzo si articola in tre parti che corrispondono ad altrettante interviste ai protagonisti di triangolo suscettibile di estensioni laterali. Il rapporto che lega i tre personaggi – dotati (!) di pseudonimo e ruolo – è facilmente intuibile: c’è un dominatore-samurai (“Un bull deve possedere senso del dovere, risolutezza, generosità, fermezza d’animo, magnanimità, umanità… le virtù elencate nell’antico codice dei samurai”), Leonardo in arte Mr Wolf e svolge il ruolo del bull: il toro, il maschio alfa; c’è la regina-schiava, Eva alias la First Lady ed è la sweet; e infine c’è il cornuto felice di essere tale, che tuttavia esercita il suo ruolo di signore (“Un uomo che serve… quando il suo daimyo è duro e capriccioso, ecco, quello è un vero guerriero”), imprime volontà ed esprime desideri (di sopraffazione e umiliazione): Giorgio denominato il Presidente, tecnicamente designato con il rango di cuckold.

Nella prima parte scopriamo fenomenologia, psicologia evolutiva e acrobazie erotiche di Leonardo, una derivazione del Don Giovanni che si specializza in collezionismo di avventure (“E godevo… della spettacolarizzazione del tradimento, della sua trasformazione in gioco di ruolo”), rapporti plurimi, elaborati equilibrismi sado-masochistici con coppie alla ricerca del “particolare”. Il tutto condito con una filosofia edonistica  che sconfina nel pansessualismo (“Avevamo maturato a poco a poco la convinzione che qualunque essere umano, nessuno escluso, contenesse un vulcano chiamato sesso”) e si frastaglia in alcune enormità al limite dell’eresia (“Alexander Fleming… La sua più grande ricompensa… è stata quella di aver salvato milioni di vite umane. Il paragone, naturalmente, era eccessivo. Ma chi poteva dire quanto bene avrebbe fatto la nostra piccola grande rivoluzione? In fondo, le vittime dell’ipocrisia e di tutte le altre miserie che volevamo combattere con le gioie del sesso non erano certo meno numerose di quelle dello stafilococco”).

Il percorso di Leonardo trapassa esperienze monotematiche (“Desiderare la donna d’altri diventò il peccato che dovevo commettere per evitare il rischio di possederne una mia”), ma composite: un’iniziazione sessuale sui generis in un collegio religioso (“Tutto ciò che aveva nutrito la nostra amicizia, dalla passione per i libri al back-spin del suo rovescio, fino alla meticolosità con cui, prima di premere il pulsante della Polaroid, metteva in posa me e Orsetta, era stato una continua ricerca della bellezza”); un rapporto morboso con allieva, madre e padre dalla doppia vita; la frequentazione di sale cinematografiche a luci rosse; l’idolatria della pornodiva Marina Frajese (“Io che ero entrato e uscito mille volte dai cinema a luci rosse, che avevo scritto sceneggiature per dive dell’hard-core, che mi ero fatto fotografare in tutte le posizione da un prete pornografo…”); la psicanalisi condotta da due terapeuti-pazienti; la collaborazione nella redazione della rivista Le Ore con il deforme Giacomo, poeta, amico e compagno di “gioco” (“Macho con Freak: così presentavamo il nostro team…).
Ed è proprio in occasione dell’avventura erotica organizzata da  Leonardo-Giacomo – sino all’improbabile, scabroso epilogo che annienterà il duo – che il bull conosce la sua sweet e il suo cuckold. Ma questa è storia della seconda e terza parte del romanzo, che lasciamo a voi scoprire con la lettura, se riterrete che temi e situazioni trattate suscitino la vostra curiosità o addirittura siano nelle vostre corde!

Bruno Elpis

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Carlo

D'amicis

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Intervista a D'Amicis Carlo


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Conoscete la differenza tra vita “vera” e vita “reale”? E sapete qual è il significato di un sogno ricorrente, quello in cui vi rubano la bicicletta? E perché il ciclista stagionato colleziona carabattole? Vi siete poi mai chiesti qual è la vetrina più bella, per una libreria? In questo libro conoscerete il Lindo, favoloso custode di una favolosa dimora di campagna; e Veniero, artista, skipper, allevatore di asini pavoni e galline, nonché provetto ortolano, vignaiolo, muratore e soprattutto amico; e poi Teodoro, l’uomo volante dell’Altipiano. Se volete sapere cosa si prova a visitare un cimitero di caduti della Prima guerra mondiale; se siete curiosi di sapere com’è andata a finire a due ragazzini che hanno sottratto la bici al prete per farci un giretto, se ancora vi andrebbe di attraversare la Francia a pedali, partendo da Cuneo – dove Totò ha fatto il militare tre anni – per arrivare a Brest allora queste e molte altre sono le storie che incontrerete in questo libro vagante e divagante come un ciclista che non si è mai pentito di essere montato in sella.

IL CICLISTA IMPENITENTE

Pauletto Giancarlo

Giovanni ha diciotto anni, trascorsi quasi tutti a Verona, dove è nato. Una vita tranquilla, qualche amico e, ogni giorno, i lunghi allenamenti in piscina per prepararsi alle gare. Anche a casa regna la quiete: Giovanni vive solo con suo padre, notaio, in quel genere di grande appartamento abitato da due uomini che ogni donna può immaginarsi. Selvaggia ha diciotto anni, molte amiche e diversi spasimanti, vive sul mare e assapora l'estate appena iniziata quando sua madre le sconvolge la vita: si trasferiranno per ragioni di lavoro. Selvaggia cambierà scuola, dovrà ricominciare tutto da capo e lo dovrà fare a Verona, la città dove è nata e da cui proprio la mamma, tanti anni prima, l'aveva portata via, separandola dal padre e dal fratello gemello. Quando Selvaggia varca per la prima volta la soglia della nuova casa, Giovanni è rintanato in camera sua. Gli basta la voce di lei per capire che nulla sarà più come prima. Giovanni scopre quella voce come un regalo, ma al tempo stesso la riconosce, è un suono che vive da sempre dentro di lui: Selvaggia, la sorella perduta, è tornata nella sua vita, per sempre. Lei a Verona non conosce nessuno: solo Johnny - come lo ha subito ribattezzato - può farle da guida e tenerle compagnia nei tre lunghi mesi che devono trascorrere prima della ripresa scolastica. Selvaggia è bellissima, piena di fascino ma anche capricciosa fino allo sfinimento, croce e delizia per il fratello ritrovato. Presto tra i due si sprigiona un'elettricità, un magnetismo, un'affinità che ha un solo nome, per loro impronunciabile: desiderio. Questo romanzo è la cronaca dell'amore tra due ragazzi che si affacciano alla vita, un amore meraviglioso e impossibile nel modo più crudele, perché non è la diversità a separare i due innamorati - non sono una sirenetta e un principe, un vampiro e una fanciulla - ma, proprio nella terra dei Montecchi e dei Capuleti, è la vicinanza assoluta a condannarli. Densissimo di echi letterari eppure diretto come il diario di un teenager, Le affinità alchemiche ha il candore e l'intensità per rinnovare nel nostro cuore un'emozione senza tempo, per ammaliarci ancora una volta con il miracolo e la tragedia della seduzione. Selvaggia e Johnny: ricordatevi questi nomi, la loro fiamma brucia alta nel cielo

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