Giallo - thriller - noir

Il giorno del sacrificio

Paoli Gigi

Descrizione: Ritmo, azione, suspense: Paoli dà vita a una narrazione incalzante, che non dà tregua al lettore. In assoluto il suo romanzo più serrato. «I protagonisti dei suoi libri appaiono persone reali con pregi e difetti, abilità e debolezze profonde, lati oscuri e sincerità disarmanti. Una capacità di saper tradurre in testo la quintessenza dell'essere umano nella sua complessità» - Premio Giorgio La Pira per la Cultura È un lunedì mattina di fine settembre a Firenze, ma il cielo meravigliosamente azzurro fa pensare a una giornata d’estate e niente lascia presagire l’incubo in cui la città sarà risucchiata di lì a poche ore. A bordo della sua auto il reporter Carlo Alberto Marchi si sta dirigendo a caccia di notizie verso Gotham City, il futuristico Palazzo di Giustizia, quando una telefonata allarmante del capocronista gli intima di correre subito al polo universitario lì vicino: è successo qualcosa di molto grave, qualcosa di cui ancora si sa ben poco. Un muro di poliziotti e ambulanze impedisce il passaggio a studenti e curiosi, e le voci si susseguono: «Pare che sia morto qualcuno», «Ho sentito delle urla», «Qualcuno è entrato armato». Quando Marchi riesce finalmente a farsi strada, non è preparato a quello che sta per vedere: sangue dappertutto, una decina di studenti a terra, alcuni corpi coperti pietosamente da lenzuola bianche. Un attentato? Le prime testimonianze confermano i dubbi più spaventosi: tra quei cadaveri si trova anche l’autore della carneficina, che dopo aver sparato all’impazzata si è ucciso urlando “Allah Akbar”. Firenze si risveglia nel terrore, il panico si scatena in città, soprattutto quando le televisioni di tutto il mondo trasmettono un videomessaggio ricevuto da fonte anonima. Sullo sfondo della cupola del Duomo divorata dalle fiamme, una voce annuncia: «Crociati della città di Firenze, siamo qui. Il Giorno del Sacrificio sta finalmente arrivando anche per voi». È evidente che ci sarà un nuovo, terribile attentato. Ma dove? Rimangono solo cinque giorni per scoprirlo e stavolta Marchi, alla ricerca di risposte tra misteriosi interpreti arabi, ingegneri nucleari uccisi, Imam e rabbini pacifisti, si troverà a mettere a rischio la sua stessa vita…

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Giunti Editore

Collana: M

Anno: 2021

ISBN: 9788809829206

Recensito da Ornella Donna

Le Vostre recensioni

Gigi Paoli, Il giorno del sacrificio, Giunti 2021.

Gigi Paoli torna in libreria con il suo personaggio di carta, il giornalista Carlo Alberto Marchi, nel libro intitolato Il giorno del sacrificio, edito da Giunti.

Ambientato sempre a Firenze, assistiamo alle prodezze del giornalista, la cui vita si può così riassumere: “Ecco qui, ancora una volta il verbo che caratterizza la mia vita: correre. Declinato in tutti i tempi possibili, e immaginabili, però sempre alla prima persona singolare, io. Io ho corso. Io corro. Io correrò. Amen fratelli.”

Ora deve correre per un tragico e grave fatto accaduto in Università: (“Per andare al polo universitario avevo attraversato il cosidetto ‘sagrato’ del Palazzo di Giustizia, il grande corridoio centrale coperto da un tetto a vetri che divide i blocchi della cittadella, ed ero uscito dalla parte opposta. (…) quella è la città dello studio: nove palazzi in un’area pedonale a sé, occupati dalle facoltà di Giurisprudenza, Scienze politiche ed Economia, più una miriade di servizi e un’enorme biblioteca”).

Che cosa è potuto accadere? Sangue, sangue ovunque, e morti, morti coperti da un lenzuolo bianco. Un uomo, urlando “Allah, Akbar,” ha commesso una carneficina prima di spararsi a sua volta. Ma non basta: la situazione si complica ancora quando un video viene trasmesso da una voce che dice: “Crociati della città di Firenze, siamo qui. Il Giorno del Sacrificio sta finalmente arrivando anche per voi.”

Cosa accadrà tra cinque giorni? È una corsa contro il tempo e il nostro protagonista ne è direttamente coinvolto. Riuscirà a sventare l’attentato programmato?

Il romanzo è ad alto tasso adrenalinico. Un thriller dal forte ritmo, caratterizzato da uno spiccato taglio giornalistico, nella parlata e nella narrazione. I personaggi sono molti, ben descritti e la narrazione è intrisa di attualità ben declinata. È un romanzo corposo, che non delude…

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Gaia, 38 anni, porta la taglia 38, vive nel centro di Milano e in equilibrio perfetto sul suo tacco dodici si muove disinvolta tra sfilate e locali alla moda: del resto ha un marito che le garantisce una grande agiatezza, un amante il cui profilo su Facebook dice sempre "innamorato", una figlia che va alla scuola steineriana, due amiche di nome Ilaria e Solaria, un iPhone, un iPod, un iPad e una psicanalista che a ogni seduta pronuncia queste parole: "Sono trecento euro". Madre in carriera, può vantare l'invenzione dell'apericena, rito che ha ormai contagiato l'intera penisola, e la soddisfazione di non avere fatto mancare nulla alla figlia Elettra senza per questo trascurare il lavoro. Nessuna sbavatura, insomma. Eppure il passato bussa, implacabile, nel sonno. Un incubo ricorrente, che sembra voler riportare a galla qualcosa... Prima o poi Gaia dovrà decidersi a parlare di suo padre. E dei suoi tre anni di black-out. Anche perché a un tratto nel suo presente si è aperta una piccola crepa, destinata ad allargarsi come la tela di un ragno e a mandare in pezzi le sue sicurezze: il licenziamento dall'agenzia di comunicazione dove lavora, un'impasse sentimentale inattesa, la carta di credito bloccata, Elettra che lancia segnali di un disagio sempre più ineludibile... Con irresistibile vena satirica, unita qui però a uno sguardo profondamente partecipe, Giuseppe Culicchia dà vita a un personaggio femminile tragico e grottesco, risucchiato in una spirale di menzogne e forzature che mostrano il volto più fasullo della borghesia d'inizio millennio, celebrandone i riti e insieme il declino; e al tempo stesso scrive un libro civile, capace di svelare il bene nascosto sotto la patina del nostro vivere quotidiano come le radici di un albero frondoso che spezzino la crosta dell'asfalto per dare ossigeno alla città. Attraverso una vertiginosa capacità di scavare nei cliché linguistici e umani, Culicchia procede insinuando variazioni minime nell'infinito gioco di specchi nel quale nostro malgrado ci muoviamo. E - in bilico tra il dolore e il sorriso - libera sulla pagina quelle piccole rivelazioni che sono il nucleo di un cambiamento possibile. Perché, toccato il fondo della crisi, si può ricominciare a vivere, spogli di tutto ma ricchi come mai prima.

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