Giallo - thriller - noir

Il ladro gentiluomo

Gazzola Alessia

Descrizione: Alice Allevi, finalmente specialista in Medicina legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l'affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell'Istituto di Medicina legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola. Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un'autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L'ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi...

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Longanesi

Collana: La gaja scienza

Anno: 2018

ISBN: 9788830449633

Recensito da Elpis Bruno

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Il ladro gentiluomo di Alessia Gazzola, premio Bancarella 2019, è un romanzo della serie che ha per protagonista il medico legale Alice Allevi, più innamorata che mai del collega Claudio Conforti, ma – ahinoi! – osteggiata dalla responsabile di reparto, Valeria Boschi detta Wally, che non esita ad allontanarla da Roma con destinazione estremo nord: Domodossola per l’esattezza – altrimenti detta Domo o Domodossoland -, alle dipendenze del prof. Velasco.

Per l’occasione Alice alloggia da una simpatica signora che fa le veci della nonna (“Noi ci occupiamo solo di cadaveri… Si starà chiedendo: ma a che serve studiare medicina se poi uno sceglie di avere a che fare con i morti?”) e il primo compito che le viene affidato – l’autopsia di tal Arsen, ladro precipitato mentre fuggiva dalla proprietà dei Megretti Savi – si trasforma subito in una caso poliziesco (“È un diamante. Enorme. Come ha fatto a inghiottirlo senza rovinarsi l’esofago?”).

Credendo di affidare il prezioso a un emissario della Procura, che si qualifica con il nome di… Alessandro Manzoni, Alice consegna il diamante a… Il ladro gentiluomo (“Il mio modus operandi è sempre improntato alla correttezza. Nei limiti di quella che è la mia occupazione, s’intende”)!

Tra le incursioni a Domodossola dell’amato Claudio (“Io volevo portarti a sciare e tu mi porti in obitorio”), i viaggi a Roma e i sospetti sulla famiglia derubata (“Hanno già i loro guai a dover dimostrare di non aver truffato l’assicurazione”), Alice agisce sospinta da curiosità e sentimenti. Intanto i sospetti si allungano su un’altra morte (“Luigi Megretti Savi, cavaliere del lavoro dal 1977, portava bene i suoi 69 anni”) e il diamante (“Il Beloved Beryl… è un diamante rosa proveniente da Galconda, in India, dove ornava la statua di Brahma. Lì fu rubato…”) ricompare inaspettatamente (“La pietra… è misteriosamente riapparsa in un catalogo di una casa d’aste”).

Il finale è un tripudio di medicina legale (“Le sostanze velenose cardioattive sono molte più di quante pensassi”) con note zuccherine (“Mad honey. Un miele attenuto dai fiori di Rhododendron Ponticum”) e melodrammatiche (“Il mio fidanzato… è in realtà l’Houdini dell’escapologia sentimentale”), sempre sostenute dall’umorismo di paragrafi intitolati all’insegna di uno stile scanzonato, gradevole e divertente (“I brillanti a volte fanno cafona – Paul Varriak, Colazione da Tiffany”).

Bruno Elpis

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