Romanzo storico

Il libro dell’angelo

Colitto Alfredo

Descrizione: Venezia, maggio 1313. Mentre fervono i preparativi per la festa della Sensa, che culminerà con lo Sposalizio del Mare, l'acqua alta trascina in piazza San Marco i cadaveri di tre bambini crocifissi. Un anziano ebreo ingiustamente accusato dell'omicidio si toglie la vita in carcere, lasciando sul muro della cella una frase latina che non svela nulla. Ma allora perché si è dato la pena di scriverla con il sangue? La macabra scoperta sembra in qualche modo collegata al Sefer-ha-Razim, il Libro dei Misteri, dettato secondo la leggenda dall'angelo Raziel a Noè che lo trascrisse su una tavoletta di zaffiro. Questo è il mistero che Mondino de' Liuzzi, medico anatomista dello Studium di Bologna, è chiamato a risolvere a Venezia. Ma subito Mondino si scontra con il nobile che ha ordinato l'arresto dell'ebreo, con la donna che ama, con quella che ha amato e forse ama ancora e persino con il suo amico Gerardo. Il giovane, che un tempo aveva fatto parte dell'ordine dei Templari, si rifiuta di aiutarlo, perché anche lui ha una missione da compiere: mettere in salvo la mappa per raggiungere le misteriose Terre Australi al di là dell'oceano, di cui qualcuno ha trovato traccia nel Liber Floridus di Lamberto di Saint-Omer. Ha inizio così una vicenda d'intrigo e di morte, in cui Mondino sfidando il potere di Venezia, e a rischio della sua stessa vita, dovrà sciogliere l'enigma di una stirpe di custodi che risale ai tempi del diluvio, in un'implacabile corsa contro il tempo.

Categoria: Romanzo storico

Editore: Piemme

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788856625196

Recensito da Ivana Bagnardi

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Vincitore del Premio Azzeccagarbugli al Romanzo poliziesco

Omnino Insons, denego donum tibi

Protagonista indiscusso del premio Azzeccagarbugli, oltre che del romanzo Il Libro dell’Angelo di Alfredo Colitto, è Mondino de’ Liuzzi, medico dello studium di Bologna, personaggio realmente esistito, nato nel 1275 a Bologna, primo anatomista che riprese la pratica delle dissezioni del corpo umano.

Già personaggio chiave dei due romanzi precedenti di Colitto (Cuore di ferro e I discepoli del fuoco), Mondino si trova questa volta a dover affrontare un intrigo misterioso che vede come protagonista Venezia, città sconosciuta al saggio medico, dove un atroce delitto ha sconvolto la popolazione cristiana.

Nel maggio del 1313, durante la preparazione della festa della Sensa, il mare trascina in Piazza San Marco i cadaveri di tre bambini crocifissi. Viene accusato del delitto un anziano ebreo, Eleazar da Worms, mercante di stoffe che poi si scopre essere il custode segreto del libro dei Misteri, Sefer-ha-Razim, inciso da Noè sotto dettatura dell’angelo Raziel su una tavoletta di zaffiro.

E’ Davide, il figlio di Eleazar, a chiamare a Venezia Mondino, attraverso un messaggio di Aidia, un’alchimista araba alla quale il medico era legato in passato da un grande amore, ora gravemente malata. Mondino, nonostante le imminenti nozze con la giovane e colta Mina, decide di recarsi da Aidia nel tentativo di guarirla, ma ciò che lo attende è un intrigante mistero da risolvere che coinvolge non solo la cruenta lotta tra cristiani ed ebrei, ma anche i Templari attraverso la figura di Gerardo da Castelbretone, già amico e aiutante di Mondino nei romanzi passati, il quale ha anch’egli una missione da svolgere: quella di proteggere Pietro da Bologna, l’ex avvocato dei Templari, possessore di una mappa delle terre Australi che gli emissari del Re di Francia vogliono a tutti i costi.

Punto cruciale del romanzo è il suicidio in cella dell’anziano ebreo Eleazar, torturato e costretto all’estremo gesto da Gradenigo, un membro del Consiglio dei Dieci a cui è affidata la guida della Repubblica, desideroso di ottenere il Sefer ha Razim. Il vecchio, prima di morire, lascia sul muro della cella una scritta in latino che dice: “Del tutto innocente ti nego il dono“. E’ questa la chiave che Mondino utilizzerà per trovare il libro del Mistero e per risolvere il delitto dei bambini crocifissi.

Il Libro dell’Angelo è un thriller storico che appassiona gli amanti del genere, grazie soprattutto a una scrittura semplice e diretta, funzionale alla creazione di un climax ascendente, denso di suspance e di tensione narrativa. La presenza di temi cari al grande pubblico, come il mistero dell’Ordine dei Templari o la tradizione esoterica ebraica, ha influito certamente al successo del romanzo; tuttavia è la presenza di un personaggio ricco di sfumature, come quello del medico anatomista Mondino, a craere il legame con il lettore, il quale si ritrova inevitabilmente a simpatizzare per lui, sia nei suoi aspetti più carismatici che in quelli più “umani”, come ad esempio il desiderio di abbandonarsi a un amore passato.

Importante è il ruolo della donna in questo romanzo. Mina, la promessa sposa, e Aidia, l’alchimista araba, rapprentano un mondo femminile “altro” dell’epoca. Sono donne colte e decise, capaci di affrontare la vita con grinta e tenacia, sicure delle proprie scelte.

Una domanda nasce spontanea: la scelta di questa tipologia di donna sarà stata dettata dalla stima dell’autore verso un mondo femminile capace di autoffermazione, o solo dalla necessità di esaltare ancora di più il personaggio maschile di Mondino? A voi lettori e lettrici la risposta…

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