Romanzo storico

Il libro segreto di Dante

Fioretti Francesco

Descrizione: Chi ha ucciso Dante? Quale segreto doveva sparire con lui? Dopo la morte del poeta, la figlia, suor Beatrice, un Cavaliere Templare e un medico iniziano un’indagine per fare chiarezza sull’accaduto. Quale codice si nasconde tra le pagine della Divina Commedia? Chi voleva impedire che l’opera fosse terminata? Perché Dante aveva occultato gli ultimi tredici canti del Paradiso? E chi ha rubato il manoscritto del poema? Teoremi raffi nati, intrighi complessi e personaggi oscuri si celano tra le righe dell’Inferno e del Purgatorio, come la vera identità del Veltro, o l’annuncio dell’arrivo di un enigmatico vendicatore… Sullo sfondo, un periodo storico decisivo: la crisi del Trecento, adombrata da misteri, intrecci e inquietanti interrogativi.

Categoria: Romanzo storico

Editore: Newton Compton

Collana: Nuova Narrativa Newton

Anno: 2011

ISBN: 9788854129856

Recensito da Diego Manzetti

Le Vostre recensioni

Sin dalle sue origini la Commedia di Dante ha sempre catturato l’interesse di studiosi e letterati, che ne hanno variamente interpretato il contenuto. L’opera dell’Alighieri, definita Divina dal Boccaccio, ha senza dubbio costituito una svolta per il suo tempo. Nessuno sino a quel momento aveva osato citare (o meglio, accusare) apertamente personaggi allora influenti o mettere in discussione l’operato della chiesa (senza venir travolto inevitabilmente dalle conseguenze delle proprie affermazioni).

L’autore di questo romanzo, Francesco Fioretti, ambienta la sua storia nel periodo immediatamente successivo alla morte di Dante. In quel periodo, la Commedia, seppur non ancora completata, aveva raggiunto ampia popolarità in Italia. La scomparsa prematura dell’Alighieri era avvenuta prima della diffusione degli ultimi tredici canti del Paradiso, generando la convinzione che Dante non avesse avuto tempo di completare il proprio capolavoro.

In quel periodo giungeva a Ravenna, allora casa di Dante e luogo della sua morte, Giovanni da Lucca, figlio adottivo del poeta, che inconsapevole del decesso, avrebbe voluto con lui parlare di alcuni fatti del passato. In luogo dell’autore, Giovanni trova nella casa i suoi figli e la moglie, oltre ad un continuo andirivieni di persone in visita per rendere onore al grande scrittore. Tra i molti visitatori Giovanni incontra un ex templare alla ricerca degli ultimi canti della Commedia, certo che gli stessi contenessero un messaggio che, una volta interpretato, avrebbe condotto al Santo Graal, scomparso dopo la perdita dei territori d’oltremare.

La morte di Dante è quindi avvenuta veramente per via della malaria, o qualcuno forse ha voluto impedirgli di portare a compimento il suo capolavoro? Certamente erano molte le persone alle quali la Commedia non andava propriamente a genio. Tra chi si sentiva attaccato, chi criticava aspramente l’uso della lingua volgare (considerata impura) e chi semplicemente ne contestava il contenuto (ritenendo che l’autore volesse far credere di aver seriamente intrapreso il viaggio narrato), di persone senza scrupoli disposte a tutto per interrompere il lavoro dell’Alighieri ve n’erano in gran numero.

Sarà Giovanni ad investigare sula morte di Dante,che tanto lo aveva aiutato negli anni precedenti. Parallelamente procederà la ricerca dei canti mancanti, il cui nascondiglio è abilmente indicato da Dante mediante un messaggio in codice occultato tra i versi della Commedia.

“Allora si avvicinò lentamente al morto, e lo osservò. Vide che aveva il volto sereno, appena un po’ accigliato, come quando era assorto nei suoi pensieri. Era magro e le guance, scavate in due solchi ai lati della bocca, facevano risaltare, più di quanto ricordasse, le larghe mandibole. La fronte alta, che gli sembrò gigantesca, era coronata d’alloro. Notò che aveva le labbra nere, e questa circostanza lo inquietò. Di cosa era morto? In giro si diceva della malaria delle paludi di Comacchio, mentre si recava a Venezia per conto del Polenta. Come il suo amico d’un tempo, Guido Cavalcanti, il destino aveva voluto che fossero accomunati dalla stessa morte: i veleni dell’aria, quando erano sopravvissuti a quelli della politica.
Da medico, era abituato a vedere volti senza vita, corpi abbandonati dall’anima, e quasi non ne aveva più paura. Ma adesso gli si stringeva il cuore, come se si fosse spenta di colpo una parte importante del suo mondo, oscurata per sempre una zona ampia dell’universo in cui viveva. Le labbra nere gli parvero però indizio d’altra sorta di veleni che quelli dell’aria.

Un’avventura intrigante, che strada facendo perde parte del suo fascino per giungere ad un finale poco concludente e forse un po’ frettoloso, probabilmente dovuto alla volontà di non dilungarsi troppo. Eccessivamente complessi e difficilmente digeribili alcuni passaggi del libro (specialmente quelli ove si interpretano i codici nascosti nella Commedia).

Nel complesso un buon libro da leggere. L’autore è certamente molto preparato e in questo libro profonde tutta la sua passione per la Divina Commedia. Chi ha avuto la fortuna ed il piacere di leggere e studiare la Commedia nel corso della propria vita, leggerà con piacere queste pagine.

 

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Francesco

Fioretti

Libri dallo stesso autore

Intervista a Fioretti Francesco

Napoli, Eremo dei Camaldoli; Vinicio Lamia, editore fallito e morfinomane, scopre l'archetipo di tutti i libri sacri, Nekros. "É il più sconosciuto dei testi poiché contiene la chiave di tutti gli altri; è alla portata di chiunque ma nessuno sa dove sia". Pubblicarlo sarà pericoloso: niente inchiostro né carta, solo sangue e pelle umana. Un vecchio avventuriero gesuita, una vedova avvenente e un amico ben armato, lo seguiranno per aiutarlo; o per impedirgli di rivoluzionare ogni principio teologico.

NEKROS

Ciaccio Ugo

Un liceo, una ragazza e un vampiro irresistibile: non troppo originale come inizio per un romanzo, si potrebbe pensare. Tuttavia questo libro lascia l'orda di fan di Twilight interdetta sin dall'inizio. Jessica Packwood, una semplice liceale patita di matematica, entra nel panico quando, a pochi mesi dal suo diciottesimo compleanno, un ragazzo rumeno, Lucius Vladescu, compare sulla sua soglia per informarla che lui e lei sono entrambi vampiri (appartenenti alle due più potenti e rivali famiglie) e sono promessi sposi sin dalla nascita. Come se non bastasse, i suoi genitori adottivi confermano la versione del ragazzo, ribadendo che anche i suoi veri genitori fossero, di fatto, dei vampiri. Lucius inizia un corteggiamento serrato nei confronti della sua promessa, ma dopo essere stato rifiutato più volte, rivolge le sue attenzioni verso la bellissima cheerleader della scuola. Jessica si trova così a dover lottare per riconquistare il suo principe, evitare una guerra fra vampiri e salvare l'anima del suo Lucius dalla dannazione eterna. Titolo originale: ''Jessica's Guide to Dating on the Dark Side'' (2009).

PROMESSI VAMPIRI

Fantaskey Beth

La sera in cui la quindicenne Clary e il suo migliore amico Simon decidono di andare al Pandemonium, il locale più trasgressivo di New York, sanno che passeranno una nottata particolare ma certo non fino a questo punto. I due assistono a un efferato assassinio a opera di un gruppo di ragazzi completamente tatuati e armati fino ai denti. Quella sera Clary, senza saperlo, ha visto per la prima volta gli Shadowhunters, guerrieri, invisibili ai più, che combattono per liberare la Terra dai demoni. In meno di ventiquattro ore da quell'incontro la sua vita cambia radicalmente. Sua madre scompare nel nulla, lei viene attaccata da un demone e il suo destino sembra fatalmente intrecciato a quello dei giovani guerrieri. Per Clary inizia un'affannosa ricerca, un'avventura dalle tinte dark che la costringerà a mettere in discussione la sua grande amicizia con Simon, ma che le farà conoscere l'amore.

Shadowhunters. Città di ossa

Clare Cassandra

Pietro è un ragazzino di città. La madre lavora in un consultorio di periferia, farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un solitario, e torna a casa ogni sera carico di rabbia. Ma sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Graines sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quella Val d'Ayas "chiusa a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso" ma attraversata da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lì, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma si occupa del pascolo delle vacche. Sono estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che io abbia ricevuto da lui". La montagna è un sapere, un modo di respirare, il suo vero lascito: "Eccola lì, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino". Paolo Cognetti esordisce nel romanzo con un libro sui rapporti che possono essere accidentati ma granitici, sulla possibilità di imparare e sulla ricerca del nostro posto nel mondo.

Le otto montagne

Cognetti Paolo