Narrativa

Il maestro dentro

Tagliani Mario

Descrizione: Mario Tagliarti è un maestro, a questo lavoro è arrivato un po' per caso, un po' per passione, un po' per amore. Quando negli anni Ottanta arriva a Torino, vince un concorso pubblico e si presenta a scuola per il suo primo giorno da maestro. La direttrice lo guarda, quasi scrutandolo, e poi dice "Che ne pensa del Ferrante Aporti, il carcere minorile della città?" Comincia così la storia di Mario, il maestro che accompagna sui banchi centinaia di ragazzi che tra quelle mura scontano la loro pena. Il suo è un mondo sconosciuto a chi sta fuori, un mondo di sconfitte e rabbia, ma anche di sorrisi, vittorie e persone che ti cambiano la vita.

Categoria: Narrativa

Editore: Add Editore

Collana:

Anno: 2014

ISBN: 9788867830640

Recensito da Vanessa

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In prossimità di un nuovo concorso pubblico, grazie al quale migliaia di docenti potranno aspirare finalmente a una cattedra, ripropongo un classico dell’istruzione, Il maestro dentro di Mario Tagliani.

È la storia di un insegnante che ormai da anni convive con il precariato, fino a che gli viene proposta sì una cattedra, ma presso un carcere minorile. E come rifiutare, se, in fondo, il compito principale di un maestro è proprio educare, preparare alla vita?

La vicenda del protagonista parte da qui. In questa storia, chi ha qualcosa da imparare è proprio lui, il maestro che, prima ancora dei contenuti del sapere, si deve occupare della propria umanità. Di fronte alle storie di chi vive al margine fin da piccolo, non c’è muro che tenga, e solo mettersi a nudo e giocare a “matite” pari è la chiave per conquistare i cuori più duri.

Se il carcere deve essere prima di tutto un percorso rieducativo, allora la missione del maestro non può che essere centrale e non avrà senso se non passa prima attraverso l’indagine della propria coscienza, perché la vocazione viene da dentro.

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l mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame... Fino a dove è lecito spingersi per sopravvivere? A cosa affidarsi, a chi, se il boccone che ti nutre potrebbe ucciderti, se colui che ha deciso di sacrificarti ti sta nello stesso tempo salvando? La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito. Rosella Postorino non teme di addentrarsi nell’ambiguità delle pulsioni e delle relazioni umane, per chiedersi che cosa significhi essere, e rimanere, umani. Ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della Storia, forte dei desideri della giovinezza...

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