Narrativa

Il muggito di Sarajevo di Lorenzo Mazzoni

Mazzoni Lorenzo

Descrizione: Nata per essere assediata. È così che si sente Amira, diciotto anni e un grande sogno da realizzare nella città di Sarajevo del '93, lacerata dalle rappresaglie fra serbi e bosniaci. Il cuore della suonatrice di cigar box guitar batte all'unisono con i colpi di mortaio e le raffiche di mitra, ma Amira canta la sopravvivenza, la speranza. Della band Senza Strumenti fanno parte anche il colonnello Mustafa Setka, mago del basso, e il gigantesco ballerino di kolo, Masne, alle percussioni. I due per tutto il giorno seguono Jack, meglio conosciuto come Mozambik l'irlandese, fidanzato di Amira, spacciatore. All'occorrenza, Jack si offre come guida agli inviati di guerra che affollano l'Holiday Inn semidistrutto. Così conosce Carlo e Oscar, due fotoreporter italiani che inseguono uno scoop davvero straordinario: intendono trovare una vacca indiana che si dice abbia poteri da chiromante. Sarà per caso la zebù gir che il vecchio Ivan nasconde nella corte interna del suo negozio di tabacchi, adattato a fumeria d'oppio dopo l'inizio del conflitto? Del resto, non è la sola ospite che il commerciante cela a sguardi e orecchie indiscrete. In uno sgabuzzino è segregato, infatti, un serbo fuori di testa che, dopo una scorpacciata di funghi allucinogeni, si è ritrovato al di là delle linee nemiche. Lo scopo di Ivan è rispedirlo al mittente in cambio di un riscatto, da chiedere a un oscuro cecchino dei servizi segreti serbi, che trova la concentrazione solo canticchiando le hit di Barbra Streisand...

Categoria: Narrativa

Editore: Spartaco

Collana: Dissensi

Anno: 2016

ISBN: 9788896350591

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Per commentare – a modo nostro, s’intende – Il muggito di Sarajevo di Lorenzo Mazzoni, edizioni Spartaco, e per giudicare l’esito del romanzo, abbiamo ripensato a un principio di buon senso: ciascuno deve scrivere ciò che conosce. O, per dirla con A. Maslow: “Un musicista deve fare musica, un pittore deve dipingere, un poeta deve scrivere, se vogliono essere davvero in pace con se stessi.” 

Cosa sa fare Lorenzo Mazzoni? Leggiamo la sua bio-bibliografia sul sito della casa editrice: “Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974 e ha abitato a Parigi, Hurghada, Londra, Sana’a. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui Il requiem di Valle secca (Tracce, 2006),  Le bestie/Kinshasa Serenade (Momentum Edizioni, 2011), Apologia di uomini inutili (Edizioni La Gru, 2013, Premio Liberi di scrivere Award). È il creatore dell’ispettore ferrarese Pietro Malatesta, protagonista dei noir (illustrati da Andrea Amaducci ed editi da Koi Press) Malatesta, indagini di uno sbirro anarchico, La Trilogia (2011, Premio Liberi di Scrivere Award), La Tremarella (2012, il cui ricavato è andato interamente alle vittime del terremoto in Emilia), Termodistruzione di un koala (2013), Italiani brutta gente (2014). Diversi suoi reportage e racconti sono apparsi sui giornali Il Manifesto, Il Reportage, East Journal, Il reporter e Torno Giovedì- Collabora con Il Fatto Quotidiano. Vive tra Milano e Istanbul.”

Ah, dunque l’autore ha vissuto in giro per il mondo…

Altrove poi leggiamo: “È docente di scrittura narrativa per Corsi Corsari a Milano, Monza, Ferrara e Bologna, consulente editoriale per diverse case editrici italiane e straniere, e responsabile della piattaforma di servizi editoriali ThinkABook. Nel 2015 è entrato a far parte di Mille Battute, un contenitore culturale di esperienze umane che promuove workshop di scrittura, reportage e fotografia in giro per il mondo.”

Ah, dunque l’autore pratica la scrittura come scelta di vita e lo fa, preferibilmente, in giro per il mondo…

E poi ci ricordiamo della nostra intervista, realizzata in occasione del precedente “Quando le chitarre facevano l’amore” (qui potete leggere il nostro commento all’opera):
D – Ciao Lorenzo, comincio citandoti: “Senza le coincidenze la vita non sarebbe niente”. Quali sono state le coincidenze che ti hanno condotto a comporre quest’opera?
R – The Love’s White Rabbits. La band è esistita davvero, ci suonavo anche io, eravamo un gruppo di rock psichedelico che “operava” prevalentemente in Emilia negli anni ’90. È stata un’esperienza musicale e umana totale, da tanto tempo mi sarebbe piaciuto scrivere di noi. Poi ho pensato che proiettarci in un decennio più lisergico e consono a quello che noi facevamo, quale fu lo straordinario periodo degli anni ’60, sarebbe stato più entusiasmante. Ecco, The Love’s White Rabbits sono la coincidenza.

Per lui, dunque, la musica è stata una passione giovanile e un’occasione di crescita culturale.

Ma allora molte cose si spiegano.

La scelta del luogo ove ambientare il nuovo romanzo (“Amira aveva imparato che Sarajevo era il posto giusto per l’avverarsi delle cose assurde” ).
La Sarajevo, teatro di scontri (“Sarajevo, un’intuizione da tubo catodico: gli sembrava un luogo troppo bello per essere distrutto, l’aveva già visto accadere a Beirut”) e immagine-simbolo di quella vergogna europea che fu la guerra dei Balcani.

La caratterizzazione della protagonista: una giovane musicista (“Non possedeva una vera e propria chitarra, ma una cigar box guitar acustica a tre corde costruita da qualche liutaio pazzo su una scatola di pregiati Montecristo cubani”) che sceglie di aggirarsi nella guerra (“Le foto erano spaventose. Uomini appesi a testa in giù dai rami degli alberi, lo stomaco sventrato. Mucchi di bambini amputati gettati in una fossa…”) e si muove in un nugolo di personaggi strambi ed eterogenei.

Il sottofondo musicale (“Sembravano nati per far parte della più nichilista e alternativa rock’n’roll band di Sarajevo”) di selezioni che spaziano da Nirvana e Doors sino a Barbra Streisand.

Il muggito di Sarajevo è un pot-pourri di creatività letteraria e musicale, è il risultato del sincretismo culturale e geografico del quale l’autore è protagonista e interprete. Un’opera-casbah (Rock the casbah!, cit.) non facile, mai scontata, che può sorprendere il lettore alla ricerca di un romanzo ove la sperimentazione rappresenti una sfida o una promessa.

Bruno Elpis

__________________________________________

Il profilo di Lorenzo Mazzoni sul sito della casa editrice

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Lorenzo

Mazzoni

Libri dallo stesso autore

Intervista a Mazzoni Lorenzo


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

«Chi nasce il 29 febbraio vive il tempo in un modo davvero strano: salta da 4 a 8, da 8 a 12, e così via». Hassinu, il protagonista del romanzo, è un impiegato alle poste di Algeri. Ha 40 anni ma non lo sa, perché è nato il 29 febbraio: senza preavviso passa da 36 a 40 anni e si sente in qualche modo scippato della propria vita, come molti della sua generazione cui hanno rubato gli anni migliori. Amara Lakhous racconta una generazione, un paese che ha anticipato, in qualche modo, quello che sta succedendo oggi in tutto il mondo arabo. Hassinu vuole il pane e la libertà, come i giovani arabi di oggi che si stanno ribellando alle dittature.

UN PIRATA PICCOLO PICCOLO

Lakhous Amara

In questo libro sono raccolte alcune poesie a verso libero dotate di uno stile contemporaneo, semplice e unico nel suo genere, in grado di suscitare forti emozioni e immagini astratte anche nelle interpretazioni del reale. Scritte in un decennio, abbracciano gli umori più diversi dell'autrice, che ha cercato di catturare sentimenti e punti di vista nelle circostanze più disparate attraverso l'uso dei versi, i quali lasciati liberi dalle forme metriche tradizionali, riescono a superare quel muro di tecnicismo spesso caratteristico del mondo poetico anche recente, per arrivare direttamente al contenuto e alla forza dell'espressione. Suddivise in cinque sezioni, offrono un quadro caratterizzato spesso da immagini oniriche che lasciano al lettore la libertà più assoluta nella lettura e nella comprensione dei versi. L'ultima di queste sezioni è Sehnsucht, termine in lingua tedesca che sta ad indicare il costante anelito che porta l'essere umano a non accontentarsi mai di ciò che raggiunge o possiede, generando in questo modo una dipendenza verso un desiderio che non si potrà mai raggiungere.

Poesie da non so dove

Rossi Federica

Otto monologhi al femminile. Una suora assatanata, una donna ansiosa e una donna in carriera, una vecchia bisbetica e una vecchia sognante, una giovane irrequieta, un'adolescente crudele e una donna-lupo. Un continuum di irose contumelie, invettive, spasmi amorosi, bamboleggiamenti, sproloqui, pomposo sentenziare, ammiccanti confidenze, vaneggiamenti sessuali, sussurri sognanti, impettite deliberazioni. Uno "spartito" di voci, un'opera unica, fra teatro e racconto. Una folgorazione. Tra un monologo e l'altro, sei poesie e due canzoni.

LE BEATRICI

Benni Stefano

2092. L'Europa mediterranea è sprofondata in un clima equatoriale, i suoi antichi Stati nazionali hanno ceduto all'egemonia cinese. Venezia abbandonata dopo una terribile alluvione, poi acquistata e ricostruita da un'azienda di Pechino - è la perversa Las Vegas del declino europeo. Piazza San Marco è stata trasformata in un'arena: il Colosseo del terzo millennio. Il carnevale si avvicina, i padroni cinesi preparano lussi sfrenati e spettacoli sanguinari. La popolazione autoctona è confinata nel Castello. Nessuno sembra più volersi sottrarre alla violenza e alla lussuria di questo bordello della fine dei tempi. Eppure, perfino in questo parco giochi orwelliano, ci sono due uomini in rivolta che si levano contro l'orgia del potere. "Il Maestro", guida dei nuovi gladiatori che addestra sull'isola di San Giorgio, e Spartaco, il suo allievo più valoroso. Ciascuno ha imboccato per proprio conto la via della ribellione ma vivono entrambi per il mondo che verrà, uno per divenire padre, l'altro per tornare libero. Antonio Scurati torna all'ispirazione degli esordi con un romanzo visionario e insieme realista. Una grande avventura epica, che si fa carico della crisi del nostro mondo narrando di uomini in marcia dentro e contro l'onda distruttrice della storia, in un libro non solo ambientato nel futuro ma rivolto al futuro.

LA SECONDA MEZZANOTTE

Scurati Antonio