Giallo - thriller - noir

Il nano rapito

Lusetti Lorena

Descrizione: Nonostante l'avversione dell'investigatrice Stella Spada ad uscire dalle mura della città di Bologna, in questa nuova indagine si sposta a Badi, un paese dell'Appennino bolognese sul lago di Suviana. Qui è stata chiamata ad indagare sulla morte di alcuni componenti della famiglia Doria, trovati annegati nel lago. Nel frattempo ha alcuni altri casi da portare a termine, come ad esempio la sparizione del nano Orfeo dall'aiuola della Arena Orfeonica. Attorno a lei molti personaggi e molti misteri famigliari. Stella dice di essere cambiata, o almeno ci sta provando, ma sarà vero?

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Damster

Collana:

Anno: 2019

ISBN: 9788868103774

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Il nano rapito è la sesta avventura dell’investigatrice Stella Spada, il personaggio nato dalla vispa e irrituale fantasia di Lorena Lusetti.
Diciamo subito che il romanzo è divertente, si legge con piacere e curiosità, soprattutto per l’originalità plastica dei personaggi.

L’investigatrice

Bolognese doc (“Il mio studio di Via dell’Inferno, posto nell’antico e centralissimo Ghetto Ebraico di Bologna”), Stella Spada si caratterizza per il carattere aspro e il senso pratico di chi vede nel lavoro non soltanto una passione ma soprattutto una fonte di reddito, è razionale ma ha alcuni cedimenti rabbiosi alla superstizione (spesso si rivolge a Raimondo per avere qualche anticipazione attraverso i tarocchi).

Afflitta da una sorta di agorafobia (“L’idea di andare fuori Bologna mi procura attacchi di panico”), assiste alle apparizioni di un fantasma, con il quale dialoga (“Silvia era la proprietaria dell’agenzia che mi ha assunto alcuni anni fa, è stata uccisa durante un’indagine particolarmente complessa, da me. Un rimorso che ha deciso di perseguitarmi per tutta la vita e forse anche oltre”), e soprattutto ha un vizietto nei confronti della legalità. Ma è decisa a voltare pagina (“Una nuova Stella brilla su Bologna, una Stella che ha sotterrato la Spada”) e, forse anche per questo, decide di assumere (in prova gratuita) un assistente che di nome fa – nientepocodimeno che – Giacomo Puccini! E, pensate un po’, anche il baldo giovane aspirante detective è afflitto da una fobia: la pedofobia (“I bambini… mi fanno orrore…”).

Il giallo

Nella storia s’intrecciano tre casi: uno strambo (“Uno dell’Associazione Orfeonica… ci ha contattati per trovare il loro nano da giardino in gesso che è stato rapito”) e paradossale (“Ma lo sa che Orfeo faceva anche i miracoli?”), che dà il titolo al romanzo; uno ordinario che si risolve da sé, implodendo (“Leandro Leandri… vorrebbe che qualcuno seguisse sua moglie perché sospetta che lei lo tradisca… già la sorte è stata crudele con lui nel dargli un nome…”); uno inquietante che si svolge nella lussuosa villa di un’aristocratica famiglia (“Qualcuno sta sterminando la mia famiglia, anche le mie bambine sono in pericolo, io devo fare qualcosa senza aspettare la polizia”).

Ingaggiata dalla più intraprendente delle sorelle Doria (“La signora Dorella Doria, alla quale in tempi recenti sono successe alcune disgrazie famigliari”), Stella sfida la sua agorafobia (“A me spaventa uscire da Bologna, mi fa orrore l’aria fresca e gli spazi troppo aperti mi sgomentano”) e si reca con l’assistente Giacomo nella suggestiva proprietà tra lago e Appennino. Qui intervista le tre sorelle D  (Dorella, Desirée, Diletta), tiene a bada il viscido Armando, patisce i dispetti di un nugolo di bambini scatenati, tra i quali primeggiano due gemelline graziose (“Sono due belle bambine dai capelli biondi e dagli occhi scuri e profondi”), ma che tanto ricordano quelle di Shining (“Sembra si stiano mandando messaggi che a noi umani non è dato comprendere”) per quanto incarnano il concetto di doppio perturbante (“Annuiscono all’unisono, sembrano due cloni”).

Chi sarà il responsabile di delitti sbrigativamente catalogati dalla polizia come tragici annegamenti?
Un componente cupido o geloso della famiglia Doria, che emula Il groviglio di vipere di Mauriac (“Simpatici e gioiosi raduni familiari… prendono sempre più i connotati di ritrovi di vipere”), o – come negli algidi gialli di tradizione anglosassone – l’innocua coppia di inservienti della villa?

Lorena Lusetti ha il merito di forgiare un investigatore davvero insolito – allusivamente umoristico, a tratti caricaturale, che cattura simpatia e divertimento del lettore – e di creare una storia intrigante per un piacevole, appassionato e assicurato intrattenimento.

Bruno Elpis

________________________________________________

Clicca sui titoli per leggere i commenti agli altri episodi della serie:

1) L’ombra della Stella

2) Terra alla terra

3) Grigio come il sangue

4) L’orecchio del diavolo

5) I vasi di Ariosto

 

 

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Lorena

Lusetti

Libri dallo stesso autore

Intervista a Lusetti Lorena


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Rincasando dopo una cena con il commissario Ferrazza, l'ispettore Ceolin si trova di fronte a una scena raccapricciante: sua sorella Teresa è stata uccisa a coltellate e poi impiccata alla ringhiera di una scala a chiocciola. Teresa, che in passato aveva aderito a ideali di sinistra, negli ultimi anni era diventata militante di un movimento di estrema destra, Supremazia Italia. Ed è in questi ambienti che iniziano le indagini per individuare l'autore o l'autrice dell'atroce delitto. Al centro dell'accaduto pare ci sia la scomparsa di un malloppo di cinquecentomila euro, una somma considerevole che fa gola a tante persone, a qualunque schieramento politico appartengano. In una catena di ulteriori omicidi, di fughe e ritrovamenti, di tradimenti e di rimorsi, il coro degli innumerevoli personaggi del romanzo disegna un universo umano e sociale al limite della disgregazione, all'interno del quale i nostri investigatori si muoveranno con estrema difficoltà. Un mondo amorale e autocentrato, permeato di individualismo e di opportunismo, a stretto contatto con un'ondata migratoria che lentamente sta cambiando i connotati della città, provocando violente reazioni contrapposte. Saranno l'amore di Laura e una notizia inaspettata che consentiranno a Daniele Ferrazza di uscire dal caso senza grossi contraccolpi, mentre chi apparirà fortemente abbattuto sarà l'ispettore Ceolin, e non solo per la tragedia che l'ha indirettamente colpito. Con "Milano e i pensieri oscuri" Bastasi si sposta dal noir classico dei suoi precedenti romanzi all'esplorazione di altri territori, dove non esiste un'univoca soluzione del caso: perché qui l'ambito dell'indagine è soprattutto il lato oscuro acquattato nella mente di ciascuno di noi, che ci spinge ad azioni e comportamenti anche in netto contrasto con i nostri convincimenti razionali.

Milano e i pensieri oscuri

Bastasi Alessandro

La rivoluzione del prosciutto

Chi è Siddharta? È uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, che ripete il "costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l'aveva visto centinaia di volte con venerazione". Siddharta è senz'altro l'opera di Hesse più universalmente nota. Questo breve romanzo di ambiente indiano, pubblicato per la prima volta nel 1922, ha avuto infatti in questi ultimi anni una strepitosa fortuna. Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo, dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove.

SIDDHARTA

Hesse Hermann

Non basta la verità giudiziaria. Nel mare di accuse e veleni che continuano a inquinare i processi in corso sulla trattativa Stato-mafia, con particolare riferimento alle morti di Falcone e Borsellino, e che hanno addirittura coinvolto indirettamente il presidente della Repubblica, è necessario provare a spostare il nostro angolo visuale e fare un passo indietro. La storia ci viene in aiuto per capire che cosa sta succedendo. La partita è troppo grossa perché possa rimanere nelle aule di un tribunale. In gioco è la Repubblica italiana, il nostro Stato. Entrambi nati con l'appoggio fondamentale della mafia. L'autore spiega come e perché. Dalla vittoriosa cavalcata di Garibaldi aiutato dai picciotti siciliani durante la spedizione del 1860 agli omicidi impuniti d'inizio secolo che contaminano il tessuto economico-finanziario, all'alleanza col fascismo che si limitò a contrastare la manovalanza armata. Poi il patto di sangue con gli angloamericani nel 1943 per indirizzare la pace, seguito dagli omicidi e dalle stragi del dopoguerra perché la sinistra non avesse il sopravvento al Sud, fino alle tragiche vicende oggetto degli attuali processi. Difficile ammetterlo, però è così: la mafia è stata una risorsa decisiva per lo Stato italiano sin dai suoi albori unitari offrendo appoggio anche militare a chi vigilava sul controllo "democratico" del paese e talora a chi sosteneva veri e propri disegni eversivi. La magistratura non ce la può fare da sola a spaccare questa crosta spessa di bugie e inganni...

Una lunga trattativa

Fasanella Giovanni