Classici

Il nipote

Purdy James

Descrizione: Cliff (il nipote di Boyd e Alma) è un giovane soldato sul fronte della guerra di Corea, la cui improvvisa scomparsa piomba a turbare il sonnolento paesino dove viveva con gli zii. Scossa dall'accaduto, Alma tenterà di ricostruire la vera personalità di un nipote con cui da sempre ha avuto un rapporto contrastato e che in fondo non ha mai conosciuto davvero, coinvolgendo nella sua indagine gli altri abitanti della cittadina. Romanzo sull'assenza, Il nipote è un'appassionata opera corale in cui lo stile visionario e ribelle di Purdy cede il passo alla rappresentazione piana ma acutissima della provincia americana di quegli anni, mostrando come anche sotto la placida immobilità della campagna si nascondano incomunicabilità, segreti, bugie e pregiudizi propri del nostro tempo.

Categoria: Classici

Editore: Minimum Fax

Collana: Classics

Anno: 2005

ISBN: 9788875210496

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Nel romanzo Il nipote di James Purdy a Rainbow Centerin, Ohio, gli anziani fratelli Alma e Boyd Mason vivono nell’attesa delle lettere del nipote Cliff.
Cliff praticamente era stato allevato da Boyd e Alma da quando, a quattordici anni, aveva perso entrambi i genitori in un incidente aereo”.

Per la verità, le lettere sono laconiche (“Cliff non dice mai molto nelle sue lettere”), ma rappresentano il veicolo di un affetto al quale la malinconica Alma si aggrappa (“Cliff era vissuto con loro a Rainbow Center per quattro o cinque anni: Alma era sempre fuori, perché insegnava in un’altra città; e quanto a Boyd, era sovente in viaggio per affari”).

Poi, un giorno, in luogo della lettera, arriva un telegramma: “Il telegramma conteneva diversi errori… diceva semplicemente che Cliff era stato ferito una settimana prima in Corea e risultava disperso.

La notizia è il detonatore che induce Alma a interrogarsi sulla vita di Cliff (“Cliff aveva in sé qualcosa, ne erano sicuri”) e sulla natura del suo legame con lui (“Lo amavo soltanto. Io non conoscevo Cliff”). La ricerca investe l’intero vicinato: l’ambiguo Willard Baker (“La famiglia Baker… era, con quella della signora Barrington, una delle più antiche e rispettate della regione”) e il convivente Vernon, il professor Mannheim dai trascorsi di dongiovanni (“Li aveva sorpresi, come disse ad Alma, nell’atto assoluto”), la signora Barrington (“Il vecchio monarca… da allora lei aveva sempre portato un arto artificiale”)…

Alma passava molto tempo nella sua poltrona a dondolo a guardare dalla finestra: a seconda di come si metteva, poteva scorgere le case di Faye Laird, di Willard Baker, di Clara Himbaugh, e della signora Van Tassel.

La ricerca di Alma è carica di attesa (“Tutti con lei erano evasivi a proposito di Cliff”), poi un incendio devasta la villa di Willard, che custodisce il segreto di un’amicizia tra Cliff e Vernon (“Cliff odiava Rainbow – cominciò Vernon. – Odiava vivere della carità degli zii. Voi eravate il suo orfanotrofio. Odiava tutto quanto, credo. Era infelice…”).

La conclusione malinconica (“Siamo tutti degli estranei l’uno per l’altro”) di un romanzo che scava con raffinata cura nei rapporti e nei sentimenti umani giunge sulle note della rassegnazione e della pacatezza.

Bruno Elpis

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