Saggi

Il nuovo Barnum

Baricco Alessandro

Descrizione: Un nuovo Barnum. Una nuova visita guidata alle cose del mondo, e agli uomini che lo rendono abitabile, o semplicemente più riconoscibile. Baricco insegue il mondo, e induce i suoi lettori a partecipare la curiosità con cui va a stanare notizie, episodi, insistenze, personaggi, dibattiti, immagini. Stanando dice e dicendo mostra, con una varietà di accenti e di esposizione che, per citare una sua antica generosa ossessione, fa pensare al circo, al Barnum delle meraviglie. Ecco dunque un nuovo Barnum che si aggiunge ai due pubblicati negli anni novanta. Qui facciamo i conti con la riforma dello spettacolo, con la scuola come videogame, con la priorità delle storie, con il cantiere della Morgan Library di Renzo Piano, con la Cinquecento Miglia di Indianapolis, con le immagini di Vivian Maier, con le provocazioni di Houellebecq e l'eredità di Gabriel García Márquez. Una grande occasione per farsi sedurre, sorprendere, interrogare.

Categoria: Saggi

Editore: Feltrinelli

Collana:

Anno: 2016

ISBN: 9788807492037

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Il nuovo Barnum è una raccolta di articoli e saggi brevi pubblicati da Alessandro Baricco nel recente passato.

Gli argomenti sono vari: si spazia da eventi culturali come la concezione della Morgan Library nel cuore di Manhattan di Renzo Piano o la scomparsa di Garcia Marquez, a riflessioni su come discutere dell’idea della libertà con il figlio undicenne, per includere anche cronache sportive (il derby tra Boca Juniores e River Plate – la 500 miglia di Indianapolis vissuta in corsa con il leggendario Mario Andretti) e politiche (Le primarie del 2012).

Tra gli articoli prediletti dallo scrittore – come confessato in prefazione – il ricordo della partita mondiale in Messico tra Italia Germania (4-3) e le considerazioni sull’11 settembre (“E tutti ci ricorderemo dove eravamo in quel momento”).

Tra i più gradevoli, forse “Fare cinema”, un articolo ironico concepito in forma di vocabolario.

Un’opera che potranno apprezzare coloro che prediligono il Baricco pubblicista al romanziere (“Costruire una frase è un gesto sintetico, come fare le formine sulla spiaggia”).

Bruno Elpis

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"Tanto per cominciare, Zooey era un giovanotto piccolo, dal corpo estremamente esile. Da dietro (soprattutto dove gli si vedevano le vertebre) sarebbe quasi potuto passare per uno di quegli sparuti bambini di citta che ogni estate vengono spediti alle colonie a ingrassarsi e prendere il sole. Visto in primo piano, di faccia o di profilo, era straordinariamente, spettacolosamente bello. La sorella maggiore mi ha pregato di dire che assomigliava all'"esploratore mohicano ebreo-irlandese dagli occhi azzurri che mori tra le vostre braccia al tavolo della roulette di Montecarlo".A salvare in extremis quel volto dall'eccessiva bellezza, se non addirittura dallo splendore, era un orecchio che sporgeva leggermente piu dell'altro. Per conto mio, comunque, non condivido affatto ne l'uno ne l'altro di questi punti di vista. Ammetto che il volto di Zooey fosse un volto bellissimo, quasi perfetto. Come tale, naturalmente, era passibile di quella stessa varieta di giudizi scorrevoli, imperterriti e spesso capziosi cui e soggetta ogni autentica opera d'arte. Penso resti solo da aggiungere che una qualunque delle cento minacce giornaliere - un incidente d'auto, un raffreddore di testa, una bugia prima di colazione - avrebbe potuto deturpare o imbruttire la sua generosa bellezza nel giro di un giorno o di un minuto. Ma quello ch'era deteriorabile, quello che qualcuno ha categoricamente definito una gioia di tipo imperituro, era un autentico esprit impresso su tutto il viso, specie negli occhi, dove attirava l'attenzione come una maschera di Arlecchino, e a volte disorientava".

FRANNY E ZOOEY

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IL CIRCOLO DEL LIBRO – PRIMO INCONTRO

Torino, 2 aprile 1945. Ermanno Zazzi è un parà della Folgore pronto a partire per difendere gli ultimi avamposti fascisti. Prima ancora che nero, il suo cuore è granata. La visita del suo vecchio compagno di battaglie Hrubesch, Obersturmfuhrer delle SS, non potrebbe capitare in una giornata migliore: allo stadio Mussolini è in programma il derby. Una battaglia autentica, altro che rastrellamenti sulle montagne. I due amici assisteranno al derby più furioso della storia, con spari e risse sugli spalti, fin quando l’arbitro sospenderà la partita dopo 60, lunghissimi minuti: più che bastevoli allo Hrubesch per capire che, a prescindere da fascisti e comunisti, “il derby è il derby. E noi siamo del Toro”.

Ma in seguito a rudi scontri

Culicchia Giuseppe

Qui trovate la scheda del libro nel sito dell'editore: http://www.edizioniensemble.it/prodotto/il-male-minore/

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