Giallo - thriller - noir

IL PAZIENTE

French Nicci

Descrizione: Londra. Un bambino dai capelli rossi è scomparso: il caso è su tutti i giornali, con tanto di dettagli macabri e orribili illazioni; la polizia è impotente; l'opinione pubblica è scossa. Frieda Klein, giovane psicanalista londinese, non potrebbe essere più lontana da tanto clamore. Il suo lavoro è già fin troppo intenso, con tutto il male di cui deve farsi carico esplorando la mente di persone turbate. La cronaca può aspettare. Finché arriva da lei un nuovo paziente, Alan. A quel punto, Frieda deve fare i conti con l'orrore della realtà più vera. Perché Alan, tormentato da inquietanti visioni, continua a vedere proprio il viso di un bambino dai capelli rossi...

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Sperling & Kupfer

Collana: Pandora

Anno: 2011

ISBN: 9788820051068

Trama

Le Vostre recensioni

Ho letto “Il paziente”, thriller psicologico scritto da due giornalisti inglesi, Sean French e Nicci Gerrard, coniugi che hanno fuso la loro identità nello pseudonimo di Nicci French. E’ una storia che percorre il ricco filone del quale fanno parte anche romanzi di successo come “La psichiatra” di Wulf Dorn o “L’ipnotista” di Lars Kepler.

E ho letto questa storia al ritmo delle evocazioni cinematografiche che il romanzo mi ha indotto.

La mia passione per lo ‘psico-dramma’ di tensione affonda le sue radici in due film in bianco e nero di Hitchcock: “Io ti salverò” e “Marnie”, che ho visto da adolescente e mi hanno molto impressionato.

Nel primo, corre l’anno 1945 e Ingrid Bergman veste i panni della dottoressa Constance Peterson. John Ballantines (Gregory Peck), è pesantemente sospettato di omicidio, ma la tenace dottoressa, per puro amore, crede nella sua innocenza e intende guarirlo da una grave amnesia e da una strana fobia: sì, perché il giovanotto perde i sensi al sol vedere linee scure parallele su fondo bianco … Curiosità: il regista si rivolse al surrealismo artistico di Salvador Dalì per concepire alcune scene (indimenticabili) di carattere onirico.

Nel secondo film, datato 1964, Tippie Hedren impersona Marnie, cleptomane e, anche lei, ricolma di psicosi: avversione fobica al sesso maschile (androfobia), paura per i temporali (e qui c’è l’imbarazzo della scelta semantica: astrafobia, brontofobia, ceraunofobia, cheimofobia, tonitrofobia), terrore per l’accostamento bianco-rosso (un ibrido tra leukofobia e erytofobia). Anche qui l’amore di Mark Rutland (Sean Connery, deciso a tutto pur di variare il cliché dello 007!) avrà una funzione taumaturgica e porterà a galla “il rimosso”.

Ebbene, il romanzo “Il paziente” – come i due film di Hitchcock citati – rispondono allo schema tipico del thriller psicologico classico: la turba manifesta permette all’analista/eroe di risalire la corrente e, attraverso un percorso tortuoso, riportare a galla – cioè guarire – il disagio.

Segnalo soltanto che, in epoca più recente, assistiamo a varianti di questo schema a lieto fine: come in “Analisi finale” del 1992, ove lo psichiatra Isaac (Richard Gere) deve penetrare i misteri di Heather (Kim Basinger), ma il risultato finale sarà l’unica forma di guarigione possibile: quella estrema.

La lettura de “Il paziente” mi ha evocato, per connessione d’argomento, almeno altri due film, le cui scene mi sono apparse davanti agli occhi con prepotenza in alcuni passaggi del libro.

Sorvolo sul legame viscerale e totalizzante che connette due gemelli omozigoti attraverso coincidenze e sovrapposizioni: anche questo è un tema al quale la cinematografia ha ampiamente attinto. Ma l’uccello impagliato che ciascuno dei due gemelli espone in bella mostra nel proprio appartamento mi ha ovviamente rimandato a Psycho, film nel quale lo stralunato Anthony Perkins ha il macabro hobby di imbalsamare volatili e pennuti.

E come non pensare alla Maryl Streep de “La scelta di Sophie”, dinnanzi a una madre che deve scegliere (certo, per premesse ben diverse!) quale figlio abbandonare?

Poi mi chiedo: ma questa mia lettura visionaria del romanzo, non sarà per caso dovuta alla frequentazione di www.i-FILMSonline.com ?

Concludo questa mia recensione sui generis con un’annotazione del tutto personale. Segnalo che un altro psico-thriller, tanto per rimanere in argomento, potrà essere ‘prelevato’ GRATUITAMENTE in formato e-book su “Amazon.it: ciesse edizioni: Kindle Store” (www.amazon.it) nella settimana dal 13 al 18 febbraio. Ringrazio chi vorrà approfittarne,  è “Il carnevale dei delitti” di …

…. Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Nicci

French

Libri dallo stesso autore

Intervista a French Nicci


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Crimini su donne e bambine originarie delle società patriarcali e tribali

Novelli Noemi

Imperniato attorno a un leggendario brano blues, il racconto parla con la voce di un sedicenne che scopre di avere un difetto irreversibile all’udito. Il suo è un viaggio attraverso la presa di coscienza dell’handicap, ma è anche il cammino di un teenager come tanti, alla ricerca della propria identità. È un’empatia che lo sorregge dove i sensi vengono meno: trasporta lontano e pone un diaframma tra lui e il mondo degli uomini che si muovono in fretta, e coltivano cinici il destino come fosse un’occasione. Il ragazzo osserva, memorizza i suoni per riascoltarli nell’animo e attende il silenzio che verrà, e che forse sarà davvero un’occasione. Lo fa in disparte, perché non ama la compagnia chiassosa e accessoria delle conoscenze di passaggio. L’affiancano gli amici dai quali trae, come dalla musica, l’energia per combattere la deriva. L’amicizia è il sentimento che conforta e dà voce a ogni cosa, mentre sul mondo cade fragile il sipario del silenzio.

La Forma Fragile del Silenzio

Pigola Fabio Ivan

Un bambino di undici anni e sua madre di venticinque vivono nella campagna francese in roulotte. Joss è una madre troppo giovane e non ha tempo per occuparsi del piccolo Tom: la sera esce, va a ballare e si innamora sempre di ragazzi sbagliati. Tom, figlio, amico, compagno di vita, è invece un ragazzino che ha imparato per necessità a essere autonomo, a trascorrere le serate in solitudine, a correggere il francese della madre che studia per prendere la maturità. “Tom piccolo Tom” racconta un universo di fatiche, indigenza e mancanza di sicurezze, ma allo stesso tempo di piccole fortune (e virtù), di quelle gioie che possono restituire il gusto di un'esistenza leggera.

TOM, PICCOLO TOM

Constantine Barbara

Dicembre 2003. Qualche giorno prima di Natale, gli scrittori John Gregory Dunne e Joan Didion vedono una banale influenza della loro unica figlia Quintana degenerare prima in polmonite, poi in choc settico. Soltanto qualche giorno più tardi, rientrati da una visita alla figlia ancora grave in ospedale, John e Joan siedono a tavola: all'improvviso l'uomo cade a terra e, in pochi minuti, muore d'infarto. "La vita cambia in fretta", scriverà Joan Didion qualche giorno dopo. Per oltre un anno la vita di Joan Didion è stata schiacciata dalla portata di questi due eventi, e questo libro è il resoconto di quell'anno, del tentativo di venire a patti con il modo repentino in cui la sua vita è stata stravolta. Diventa faticoso allora il dialogo tra la realtà e le strategie che si mettono in atto per accettarla: se per sopportare la malattia della figlia studia testi di medicina, si rende insopportabile alle infermiere dell'ospedale e si rivolge ad amici in cerca di numeri di telefono e indirizzi di ottimi medici, allo stesso tempo si rende conto che la morte e la malattia sono eventi che al di là dal suo controllo la lasciano in preda dei suoi ricordi, e si sorprende a pensare come i bambini: "come se i miei pensieri o i miei desideri avessero il potere di rovesciare la storia dei fatti".

L’anno del pensiero magico

Didion Joan