Classici

Il piccolo principe

De Saint-Exupery Antoine

Descrizione: È la storia dell'incontro tra un aviatore, costretto da un guasto ad un atterraggio di fortuna nel deserto, e un ragazzino alquanto strano, che gli chiede di disegnargli una pecora. Il bambino viene dallo spazio e ha abbandonato il suo piccolo pianeta perchè si sentiva troppo solo lassù: unica sua compagna era una rosa. Un libro che si rivolge ai ragazzi e "a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più", come dice lo stesso autore nella dedica del suo libro. Prefazione di Nico Orengo. Edizione speciale per i 70 anni. Età di lettura: da 8 anni.

Categoria: Classici

Editore: Bompiani

Collana:

Anno: 2013

ISBN: 9788845273803

Recensito da Simona Comi

Le Vostre recensioni

Mi pare scontato che un libro talmente famoso come quello in questione non abbia bisogno di alcuna recensione.  Di fatto, queste poche righe vogliono solo essere un promemoria: ogni tanto, tra un libro e l’altro, tra un piacere e un dovere, tra una fase e l’altra della nostra vita, riprendiamo in mano – o per mano – Il Piccolo Principe e rileggiamolo.

I viaggi, le avventure, gli incontri del piccolo principe, raccontati all’aviatore sperduto nel deserto, così concreti e al contempo assurdi, sono lo specchio di una società ipocrita e piena di falsi bisogni e necessità.

Ogni pagina restituisce al lettore l’essenza delle cose vere, delle cose che, banalmente, contano davvero e che perdiamo di vista, confuse nel nostro tran tran quotidiano.

Una storia semplice, deliziosa… per bambini? Sì, forse. Ma, per chi l’avesse scordato, noi “adulti” siamo, dopotutto, degli “ex bambini”, quindi questo libro è anche, ancora, rivolto a noi.

Lo scrittore Antoine de Saint-Exupéry arricchisce il racconto con disegni e colori e inoltre con la sua intrigante e misteriosa vicenda personale: aviatore di professione, dopo qualche mese dall’uscita del libro, e dal successo, partirà per una missione, l’ultima. Di lui e del suo aereo non fu mai più trovata alcuna traccia, esattamente come il suo piccolo protagonista.

Mettiamolo davvero, se serve, questo promemoria, dobbiamo pur ricordarcelo che non siamo sempre stati così vecchi, che dietro un cappello si può nascondere un intero mondo, che “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

«Ma allora che ci guadagni?»

«Ci guadagno», – disse la volpe – «il colore del grano».

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Intervista a De Saint-Exupery Antoine


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Aprire un cassetto, una scatolina rossa, una bella cassapanca coi piedi di leone, un'angoliera - tutti oggetti che stavano nella vecchia casa di famiglia - e trovarci dentro "un richiamo come all'indietro". Un richiamo a un passato ricevuto in eredità ma di cui il cinquantenne Ugo ha solo pochi ricordi: la casa di Guzzano, un tempo piena di vita ma già vuota dopo la sua nascita, già solamente casa di vacanze, e poi la zia Bruna, la zia Maria, la zia Fila, il nonno, lo zio Renato, lo zio Arrigo... Di fronte a questo vuoto, a questo buco impossibile da riempire ma che è ormai necessario attraversare, Ugo non può che inventarsi il proprio modo per creare "un piccolo centro d'ordine in mezzo alle forze del caos". E il modo che si inventa è raccontare. Allora ecco che dal passato sorgono frammenti, piccole avventure, le corse in macchina con il nonno, l'aia di notte, il favo dei calabroni nel sottotetto, l'amore alla falsa diga del Limentra, visi in penombra, frasi che ritornano, che non si è mai finito, sembra ieri, forza e coraggio. Ma soprattutto emozioni, piccole angosce, malinconie, un po' di sollievo. Sennonché chi racconta ha l'abitudine di evitare, di scantonare, di "slaterare", perciò alle emozioni sigillate dentro a quei cassetti antichi arriva piano e slaterando, appunto, parlando di chi ha conosciuto appena per arrivare infine alla perdita dei genitori: allo smantellamento degli affetti più cari.

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