Letteratura araba

Il primo scrittore egiziano nominato per il Premio Nobel per la letteratura

Descrizione:

Categoria: Letteratura araba

Editore:

Collana:

Anno:

ISBN:

Trama

Le Vostre recensioni

TahaHusseinAll’inizio di ogni anno gli organizzatori del Premio Nobel aprono i loro archivi di cinquant’anni prima. Ci vorrà molto tempo quindi prima che divengano pubblici i dati relativi alle nomination del 1988  (2038!), l’anno in cui Naguib Mahfouz ha vinto il premio. Il database delle nomination è stato aggiornato solo con i dati relativi al periodo tra il 1901 e il 1950.



Se provate a fare una ricerca per paese, troverete che la maggior parte delle nomination della prima metà del 20simo secolo sono di autori europei: 226 di autori francesi, 156 di autori inglesi, 133 danesi e così via.

Un solo iraniano ad essere nominato (Abolghassem Etessam Zadeh), un afgano (Mohammad H Khan), e due nomination dal Giappone  — entrambe per Toyohiko Kagawa.

Ci sono anche due nomination per un autore egiziano, nel 1949 e 1950 – gli ultimi due anni per i quali i dati sono disponibili – entrambe per Taha Hussein. Non ci è dato sapere nulla a parte i nomi di coloro che lo hanno nominato: Ahmad Lutfi el-Sayed and Bernard Guyon.

tahahussein10-hpHussein, che è addirittura stato Google Doodled (che è praticamente la stessa cosa che ricevere il premio Nobel), ha diverse opere tradotte in inglese, anche se la maggior parte di queste sono fuori produzione o pubblicate dalla  General Egyptian Book Organization e non disponibili al di fuori dell’Egitto. Hussein (1889 – 1973) ha avuto un ruolo influente e controverso sia come riformatore sociale che come romanziere.

Hussein ha certamente influenzato Naguib Mahfouz e molti altri con il suo stile filo-europeo. Il famoso romanziere egiziano Bahaa Taher, ha dichiarato al giornalista Mohammad Shoair che Hussein lo ha introdotto alla gioia per la letteratura:

 ”Durante il liceo, la libraria di scuola mi disse, “invece di giocare nel cortile, perchè non passi del tempo a leggere in biblioteca? Da allora, Taha Hussein è stato il mio compagno” ridendo “il giorno in cui ho letto “I giorni” di Hussein, è stata la svolta della mia vita”.

I giorni, le memorie di Hussein, è probabilmente la sua miglior opera. La prima parte (Una infanzia egiziana) fu pubblicata in più uscite tra il 1926 e il 1927. Fu seguita dalla seconda parte, sempre in più uscite nel 1940, e dalla terza nel 1967. La traduzione inglese è apparsa in un volume unico nel 2001.

Molti in Egitto hanno chiesto che l’opera venisse rimossa dal curriculum di studi scolastici per aver macchiato l’immagine di  Al Azhar.

Ci si immagina che quando le informazioni sulle nomination successive saranno disponibili, i prossimi scrittori egiziani ad apparire saranno Tawfiq al-Hakim, nel decennio successivo, seguito da Yusuf Idris, Tayib Salih, Adonis, e Naguib Mahfouz, among tra gli altri.


*     *     *     *

Articolo tradotto dall’inglese, in collaborazione con il blog Arabic Literature: originale disponibile al link http://arablit.wordpress.com/2013/01/05/the-first-egyptian-nominated-for-the-nobel-prize-for-literature/



...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Gaia, 38 anni, porta la taglia 38, vive nel centro di Milano e in equilibrio perfetto sul suo tacco dodici si muove disinvolta tra sfilate e locali alla moda: del resto ha un marito che le garantisce una grande agiatezza, un amante il cui profilo su Facebook dice sempre "innamorato", una figlia che va alla scuola steineriana, due amiche di nome Ilaria e Solaria, un iPhone, un iPod, un iPad e una psicanalista che a ogni seduta pronuncia queste parole: "Sono trecento euro". Madre in carriera, può vantare l'invenzione dell'apericena, rito che ha ormai contagiato l'intera penisola, e la soddisfazione di non avere fatto mancare nulla alla figlia Elettra senza per questo trascurare il lavoro. Nessuna sbavatura, insomma. Eppure il passato bussa, implacabile, nel sonno. Un incubo ricorrente, che sembra voler riportare a galla qualcosa... Prima o poi Gaia dovrà decidersi a parlare di suo padre. E dei suoi tre anni di black-out. Anche perché a un tratto nel suo presente si è aperta una piccola crepa, destinata ad allargarsi come la tela di un ragno e a mandare in pezzi le sue sicurezze: il licenziamento dall'agenzia di comunicazione dove lavora, un'impasse sentimentale inattesa, la carta di credito bloccata, Elettra che lancia segnali di un disagio sempre più ineludibile... Con irresistibile vena satirica, unita qui però a uno sguardo profondamente partecipe, Giuseppe Culicchia dà vita a un personaggio femminile tragico e grottesco, risucchiato in una spirale di menzogne e forzature che mostrano il volto più fasullo della borghesia d'inizio millennio, celebrandone i riti e insieme il declino; e al tempo stesso scrive un libro civile, capace di svelare il bene nascosto sotto la patina del nostro vivere quotidiano come le radici di un albero frondoso che spezzino la crosta dell'asfalto per dare ossigeno alla città. Attraverso una vertiginosa capacità di scavare nei cliché linguistici e umani, Culicchia procede insinuando variazioni minime nell'infinito gioco di specchi nel quale nostro malgrado ci muoviamo. E - in bilico tra il dolore e il sorriso - libera sulla pagina quelle piccole rivelazioni che sono il nucleo di un cambiamento possibile. Perché, toccato il fondo della crisi, si può ricominciare a vivere, spogli di tutto ma ricchi come mai prima.

VENERE IN METRO’

Culicchia Giuseppe

Sei fiabe in cui è raccolta tutta la poetica di Miyazawa Kenji, scienziato, buddista, agronomo e filosofo (1895-1993). Il racconto che dà il titolo alla raccolta ha ispirato numerose serie di telefilm, fumetti e cartoni animati di fantascienza.

UNA NOTTE SUL TRENO DELLA VIA LATTEA E ALTRI RACCONTI

Kenji Miyazawa

Elf è sempre stata la più bella. Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei. Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata. E cos’è adesso questa storia che Elf vuole morire? Proprio in questo momento, poi, a due settimane da un’importantissima tournée. “Elfie, ma ti rendi conto di quanto mi mancheresti?” Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell’ospedale, cammina lungo il fiume tumultuoso del disgelo, non sa più che pesci pigliare. Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare. E in questo lungo duello di parole, carezze, umorismo nero si celebra la grazia e l’energia che occorrono per accettare il dono fragile della vita. Scritto per dare forma a un dolore vero, I miei piccoli dispiaceri è un’esplosione di intelligenza, comicità e calore.

I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews

Toews Miriam

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788866880103/In_difesa_di_Jacob/William_Landay.html

IN DIFESA DI JACOB

Landay William