Classici

Il processo

Kafka Franz

Descrizione: Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata.

Categoria: Classici

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Classici

Anno: 1988

ISBN: 9788804307686

Recensito da ElisabettaTerigi

Le Vostre recensioni

Qualcuno doveva aver calunniato Josef K., perché senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato<

Inizia così il celebre romanzo di Franz Kafka, scritto tra il 1914 e il 1915, dedicato all’uomo e alla sua colpa. Josef K., procuratore trentenne di una grande banca praghese, scopre di dover affrontare un processo, ma non se ne capacita. Non riesce ad accettare di essere ritenuto colpevole da una giustizia che non comprende e non conosce. Non è disposto ad accettare una condanna, perché ritiene di non aver violato alcuna legge. Si ritrova invece imputato, obbligato a difendersi. Assiste alle sedute di un processo misterioso. Le udienze sono celebrate in edifici polverosi e cadenti. Luoghi, come questi, spogli e poveri fanno da sfondo a ogni scena del romanzo. In un appartamento sordido vive l’avvocato di Josef K. In una misera soffitta abita il pittore Tintorelli, personaggio che, attraverso le sue conoscenze in tribunale, dovrebbe aiutare il protagonista.

Per discolparsi l’eroe kafkiano affronta una burocrazia infernale, fatta di procedimenti oscuri, libri polverosi, palazzi tutti uguali di periferie. Una lotta impari, che il protagonista vuole combattere fino all’ultimo, perseguendo il suo nobile obiettivo: la proclamazione d’innocenza. La fine di Josef K. però non può che essere tragica.

Il romanzo racconta così la storia di un singolo, ma anche quella di ogni essere umano. Allude alla solitudine dell’uomo e all’impossibilità di stabilire un rapporto con il mondo che lo circonda. È ricco di significati simbolici e rimandi alla cultura ebraica, ma anche pieno di realismo. Lo scrittore fornisce sempre tutti i dettagli possibili, anche quelli in apparenza inutili alla comprensione del testo nella sua essenzialità. Con questa strategia riesce a coinvolgere il lettore nel suo universo narrativo.

Inizialmente il Processo appare facile da capire, senza un intreccio troppo elaborato, con un linguaggio semplice. Nonostante le apparenze, però, l’opera nasconde in sé mille significati che emergono, uno alla volta, ad ogni nuova lettura. Con estrema semplicità si ritrovano temi universali come la colpa e il rispetto della legge, ai quali Kafka riserva non solo il linguaggio piano del racconto, ma anche quello della parabola. Chi si affeziona a quest’opera, non smette mai di leggerla e rimane sconcertato dalla scoperta di un particolare che prima non aveva notato e che ora appare essenziale per la comprensione del testo.

Per descrivere l’originalità del romanzo basta pensare al suo lettore, trascinato in una realtà altra, credibile per come realisticamente è narrata, ma assolutamente surreale se vista nel complesso.

Chi legge il Processo entra dentro il romanzo e vive la vicenda secondo il punto di vista di Josef K., pur senza rendersene conto. L’autore praghese infatti compone un lungo monologo interiore. Il narratore, pur raccontando la vicenda in terza persona e con un formale distacco, si mette sempre nei panni del protagonista e, non solo racconta secondo la sua prospettiva, ma sembra essere a conoscenza della sua sola verità. Secondo il germanista Ladislao Mittner, il lettore ha l’impressone di assistere al resoconto dei fatti, mentre in realtà si trova costantemente dalla parte del personaggio, la vittima.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Franz

Kafka

Libri dallo stesso autore

Intervista a Kafka Franz


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Cosa si mangiava nel Medioevo? E perché? Cosa è rimasto di tutto ciò nell'alimentazione di oggi? La storia del cibo è una storia affascinante perché, come quella del pensiero, ricca di scoperte e di imprese anonime, ma non per questo meno importanti. Dall'alimentazione romana alla corale conversione del mondo mediterraneo verso la carne, si rende in questo libro pian piano evidente come gli uomini si adattino spesso e con rapidità a cambiare i loro gusti. Una curiosa e interessante vicenda collettiva che ci trascina fino ad approdare al Medioevo,tra gusti, odori e aspetti del cibo e dell'umanità sempre diversi.

Alighieri passatemi il sale

Pischedda Anna

Il romanzo estremo dello sradicamento sotto le luci iperboliche e miserabili della mecca del cinema.

Sogni di Bunker Hill

Fante John

Ad Agrumeta, tranquilla cittadina nella provincia di Bari, da anni non si ricordava un dicembre così caldo. Ma a surriscaldare il clima generale è soprattutto la rivoluzione rosa delle giovani e agguerrite protagoniste di una nuova stagione politica. Nessuno si sarebbe però aspettato che nell’occhio del ciclone finisse anche la questura, dove è da poco stata nominata commissario Lolita Lobosco, detta Lolì: 36 anni di procace femminilità che si sprigiona dagli occhi arabi, dai lunghi capelli e da una quinta di reggiseno, tutto frutto di mamma-natura, che negli uomini evoca la perfezione dei frutti mediterranei. Ma fin dai primi giorni la nuova arrivata dovrà vedersela con maldicenze e avversari influenti. A peggiorare la situazione le viene affidato un caso che mette a rischio anche la sua vita privata: Stefano Benedetto Morelli, rampante dentista quarantenne accusato di violenza sessuale. E a lui basta uno sguardo, e quell’inconfondibile profumo di arancia che emana dal corpo di Lolì, perché si risvegli il ricordo di un imbarazzante passato comune.

LA CIRCONFERENZA DELLE ARANCE

Genisi Gabriella

Quello strano ombrello a due manici, che aperti formavano un sediolino, era stato l’ultimo regalo della sua Iolanda, prima che quel brutto male gliela portasse via, così all’improvviso, lasciandolo solo ad affrontare le vampate del tramonto, quelle che lui sapeva potevano diventare pericolose se confuse con le luci dirompenti dell’alba . “Non c’è niente di peggio, per un vecchio, del sentirsi giovane!”: Attilio Salievi, generale in pensione, dopo una brillante carriera nella Nato, ne era più che convinto, tanto più dopo una vita trascorsa nel rispetto più rigoroso delle regole, navigando a vista fra la sponda dei propri sentimenti, delle proprie pulsioni e quella dei sentimenti e delle pulsioni degli altri, per non arenarsi o naufragare, si trattasse anche di Connie, l’affascinante tenente americana degli anni trascorsi a Washington. Ma dice Maurois che ”L’arte di invecchiare sta tutta nel sapersi conservare qualche speranza”, così un giorno il punto, per il vecchio generale, diventerà se la speranza possa aver come nome Amalia, entrata improvvisamente nella sua vita con occhi di sogno ma anche con trenta anni di meno.

L’ombrello a sediolino

Calandra Claudio