Il professore di Viggiù

Nove Aldo

Descrizione: Arrivato da lontano, saggio, elegante, il Professore suscita rispetto e ammirazione in tutti. È una figura venerabile, un maestro, in un tempo che i maestri non li sa riconoscere. Di lui si sa poco, o forse tantissimo. Un giorno il Professore annuncia la sua scomparsa a tutti gli abitanti del paese, e quello che rimane di lui è un quaderno lasciato nelle mani del panettiere Matteo e da lui consegnato al narratore. Il taccuino contiene, in forma di dialogo semifilosofico, la summa della visione del mondo del Professore: di più, una vera e propria storia dell'universo fino ai nostri giorni...

Categoria:

Editore: Bompiani

Collana: Narratori italiani

Anno: 2018

ISBN: 9788845296581

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Aldo Nove affida a Il professore di Viggiù (“Il Professore era lo straniero. Uno straniero gentile e un custode di più profondi segreti. Il Professore era l’Altro”) onore e onere di rivelare verità.

Nell’immaginazione letteraria, tuttavia, è Il professore di Viggiù – una sorta di novello Zarathustra – che consegna al panettiere Matteo un manoscritto da recapitare ad Aldo Nove, affinché lo divulghi: “Voleva che te lo consegnassi perché a tua volta lo trascrivessi, e lo pubblicassi. Senza cambiare una parola. Nella speranza che raggiungesse il maggior numero di persone…”

L’occasione consente di riflettere su scrittura ed editoria, con qualche buona parola anche per i (poveri e sparuti) lettori:
I pochi che ancora si ricordano di me continuano a considerarmi uno scrittore cannibale, cosa che è quanto di più lontano da me possa essere ma che pure mi porto dietro come una pigra, svuotata etichetta, in un paese di deficienti in cui editori e lettori non si sottraggono certo alla demenza, alla povertà mentale e di valori del resto della popolazione per il fatto che leggono o dicono di leggere libri (sarebbe troppo facile).” 

Un libro… Le case editrici, ormai tutte sull’orlo della bancarotta e nella consapevolezza dell’imminente sparizione del libro in quanto oggetto, lo avrebbero comprensibilmente snobbato. E io, come scrittore, mi sono sottratto sempre più vertiginosamente al serrato gioco di reciproci favori, di accordi presi in inutili feste autopromozionali, ad accordi di finta amicizia e sicura convenienza con uffici stampa e insomma a tutto il lavoro di public relation apparentemente secondario, ma in realtà fondante che caratterizza la figura dello scrittore da una decina d’anni a questa parte, a prescindere dal valore intrinseco del libro, visto che non c’è più nessuno in grado di determinarlo, essendo i critici dei giornali o scrittori falliti e rabbiosi nei confronti di quelli che falliti non sono (ancora), o ragazzini sottopagati e dediti al taglia e incolla rimaneggiato di recensioni altrui e infine a «colleghi» che fanno cordata per promuoversi a vicenda e rafforzare i loro piccoli gruppi di potere con i quali si spartiscono premi letterari e presenziano a demenziali fiere o saloni…”

Le verità rivelate sono cosmogoniche (“Tutto di te esiste dall’inizio dei tempi… si è aggregato in tribù di idrogeno ed elio, di ossigeno e carbonio, per formare in vortici di luce atomi e corpi. E poi stelle, galassie e mondi, miti e culture che un giorno si scioglieranno per diventare altro, in un racconto con infinite varianti che… sono il Romanzo dell’uomo”) e s’impennano nella critica socio-economica: “Il capo supremo di questa religione mortale è in realtà immateriale… Si chiama Finanza, ed è un mostro che ha divorato millenni di civiltà.”

Nella seconda parte dell’opera scorrono in sequenza eventi surreali (“L’intera sala delle contrattazioni di Wall Street è stata invasa da migliaia di scoiattoli”), grotteschi (“Un canguro dichiara sciolta l’Unione Europea”) e improbabili (“Donald Trump si è dimesso… dopo una clamorosa dichiarazione”) che sono sinistri segnali di una civiltà fatiscente e condannata all’implosione. Fatti salvi eventuali interventi risolutivi di chi può e sa rivelare verità luminose ai mentecatti…

Bruno Elpis

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