Narrativa

Il ragazzo selvatico

Cognetti Paolo

Descrizione: Paolo ha trent’anni e si sente senza forze, sperduto, sfiduciato: gli sembra di non andare da nessuna parte. Così lascia la città dov’è nato e cresciuto e se ne va a stare in montagna, in una baita a duemila metri. Qui, nella solitudine quasi totale, riscopre una vita più essenziale e rapporti umani sinceri con gli unici due vicini di casa. La storia vera di una fuga e di un viaggio per ritrovare se stessi, per fare i conti con il passato, una lotta a mani nude contro il dolore.

Categoria: Narrativa

Editore: Terre di mezzo

Collana: Narrativa

Anno: 2017

ISBN: 9788861892354

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Il ragazzo selvatico di Paolo Cognetti – A trent’anni, Il ragazzo selvatico – probabilmente Paolo Cognetti in persona – sente sgorgare dall’insoddisfazione un’esigenza di verità: “Non era un bisogno di partire, quanto di tornare; non di scoprire una parte sconosciuta di me quanto di ritrovarne una antica e profonda, che sentivo di aver perduto”.

Perché cercare la risposta nella montagna?
Il ragazzo selvatico lo spiega con parole non sue: “Amava Thoreau e ne aveva adottato il manifesto: «Andai nei boschi perché volevo vivere secondo i miei principi, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, per vedere se fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, di non aver vissuto… Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo della vita, vivere in modo vigoroso e spartano e distruggere tutto ciò che non era vita, falciarlo via con ampie bracciate radenti al suolo, chiudere la vita in un angolo e ridurla i suoi minimi termini. E se si fosse rivelata miserabile, volevo trarne tutta la genuina miseria e mostrarla al mondo; se invece fosse stata sublime, volevo conoscerla con l’esperienza e renderne conto nella mia narrazione.»”

Eccolo dunque, Il ragazzo selvatico in alta montagna, solo con le creature che vivono li: “Fringuelli alpini… cercano larve nella terra di fusione… due di loro avevano fatto il nido proprio sopra la trave di colmo… in quel cantuccio riparato e buio tra la trave e il tetto.”
L’esperienza innanzitutto è una rivoluzione nei sensi (“Di notte stentavo ad addormentarmi”).
L’udito in primo luogo: “E questi passi fuori, verso le tre del mattino, che cosa sono?”
Ma anche l’olfatto, che respira gli odori della montagna.

Gli esseri umani sembrano dividersi in due categorie. Da un lato i selvatici, come il narratore e i ragazzi del rifugio, Davide e Andrea; dall’altro gli estranei (“I selvatici erano spariti… Di turisti ne incontravo ogni giorno… e mi parevano sordi e ciechi al paesaggio che attraversavano, facevano tanto di quel rumore che li sentivo prima ancora di vederli…”, incapaci di “saper passare sulla terra senza colonizzarla”).

Il ragazzo selvatico, se non è il prologo de Le otto montagne, è opera in continuità. Anche qui Cognetti si sofferma sul suo mal di montagna che si trasforma in amore e consente di conoscere tutti i sentimenti nella gamma che oscilla dalla felicità più pura (“La ricordavo fina da ragazzino, questa trasformazione che la montagna mi provocava: questa gioia di avere un corpo, il senso di armonia che ritrovava muovendosi nel suo elemento…”) alla disperazione più profonda (“Mi misi a singhiozzare sdraiato su quel sasso perché ero stanco, mi mancavano tutti quanti e non sapevo più dov’ero”).

Bruno Elpis

P.S. per gli amanti della poesia e della natura: nel romanzo sono riportate alcune bellissime poesie di Antonia Pozzi e quattro inserti dedicati alle piante che vivono over 2000 metri: l’abete rosso, il pino silvestre, il larice, il pino cembro.

A questo link, Paolo Cognetti alla Hoepli di Milano: breve dialogo con l’autore, dedica ai lettori di i-libri.com e fotografie del firmacopie nella Milano prenatalizia.

A questo link trovate il nostro commento a “Le otto montagne

A questo link trovate il commento a “Sofia veste sempre di nero”

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Paolo

Cognetti

Libri dallo stesso autore

Intervista a Cognetti Paolo


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Cosa accade a un uomo che torna nella propria città di notte come uno straniero, come un profugo, cosa accade a un uomo quando torna e nessuno lo aspetta, chi chiamerà il suo nome? Un uomo è il suo nome? E se nessuno lo pronuncia quel nome, l'uomo continuerà a esistere?

Preghiera di novembre

Gianeselli Irene

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

Bianca come il latte rossa come il sangue

D'Avenia Alessandro

Da anni, a partire da Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, attraverso altri quattro romanzi ambientati in luoghi e culture diverse, Eric-Emmanuel Schmitt persegue il progetto di un affresco della spiritualità umana nelle varie manifestazioni religiose del pianeta. Dall’islam all’ebraismo, dal cristianesimo al buddismo, per arrivare ora, con questo nuovo vivacissimo romanzo breve, al confucianesimo, l’antica saggezza del popolo cinese. Tutti, anche i più sprovveduti, sanno che in Cina le coppie non possono avere più di un figlio. Le autorità cinesi sono molto attente al controllo demografico, e chi trasgredisce incorre in severe sanzioni. Come fa allora la modesta signora Ming, addetta alle pulizie nella toilette per gli uomini del Grand Hotel di Yunhai, ad avere dieci figli?Il moderno e spregiudicato imprenditore francese, a Yunhai per affari, ritiene che la donna lo voglia prendere in giro. Si diverte a parlare a parlare con lei, ad ascoltare le storie che lei gli racconta sui suoi figli immaginari, e ne approfitta per praticare la lingua del luogo, il cantonese, ma di base è convinto che la donna sia una mitomane. Nel corso dei giorni, però, man mano che si dipanano le vicende dei figli inesistenti, l’uomo d’affari cambia parere. Le parole della signora Ming, farcite di precetti di Confucio, gli fanno apparire l’esistenza sotto un’altra ottica, lo spingono a indagare sui labili confini che dividono la verità dalla menzogna e lo portano, infine, a rivalutare la sua stessa vita e a considerare seriamente la possibilità di una paternità fino ad allora accuratamente evitata.

I DIECI FIGLI CHE LA SIGNORA MING NON HA MAI AVUTO

Schmitt Eric-Emmanuel

Dai poemi omerici alla fantascienza contemporanea, dai testi sacri ai fumetti, passando per tutti i capisaldi della nostra educazione alla lettura (dai "Ventimila leghe sotto i mari" ad "Alice nel paese delle meraviglie", dal "Milione" di Marco Polo a Tolkien), l'umanità ha continuamente inventato terre immaginarie e leggendarie, proiettando lì desideri, sogni, utopie, incubi troppo ingombranti e impegnativi per il nostro limitato mondo reale. Umberto Eco ci conduce in un vero e proprio viaggio illustrato in queste terre lontane e sconosciute, facendoci scoprire da chi sono abitate, quali passioni le attraversano, quali eroi le abitano e, soprattutto, quale importanza rivestono per noi. Un percorso erudito e godibile insieme che accosta testi antichi e medievali a testi contemporanei, film a poemi, fumetti a romanzi che hanno segnato la sensibilità e la formazione di tutti noi.

Storia delle terre e dei luoghi leggendari

Eco Umberto