Giallo - thriller - noir

IL RE DEI GIOCHI

Mavaldi Marco

Descrizione: Ampelio il nonno, Aldo l’intellettuale, il Rimediotti pensionato di destra, e il Del Tacca del Comune; sono i quattro vecchietti detective del BarLume. Attorno al nuovo biliardo sezionano gli ultimi fatti di Pineta, tra cui il terribile incidente della statale: è morto un ragazzino e sua madre è in coma profondo. Abituati a indagini e delitti i quattro si autoconvincono che non si sia trattato affatto di un incidente. Ritornano i quattro vecchietti detective del BarLume di Pineta, con il nipote Massimo il «barrista» e la brava banconista Tiziana. Dopo La briscola in cinque e Il gioco delle tre carte, con Il re dei giochi si può dire che ora siamo alla serie, sia per la caratterizzazione ben sagomata e viva di ciascun personaggio che lo rende familiare, sia per il brio naturale con cui, come un meccanismo ben avviato, funziona l’eccentrico amalgama che struttura le storie. Marco Malvaldi incardina senza sbalzi tre generi: la farsa comica della diatriba ininterrotta dei quattro amici pensionati al bar, stolidi, politicamente scorretti, malignamente affamati di pettegolezzi intorno alle abitudini dei loro compaesani; l’intreccio dell’investigazione deduttiva, da giallo logico alla, per dirne una, Miss Marple; e infine la commedia d’ambiente, che inscena più o meno intera una comunità: l’immaginario, ma realissimo, paesino di Pineta, sul litorale nei pressi di Pisa, in tutta la sua profonda toscanità, cioè l’umore popolaresco, iconoclasta, ridanciano, orgogliosamente localistico. Re dei giochi è il biliardo nuovo all’italiana giunto al BarLume. Ampelio il nonno, Aldo l’intellettuale, il Rimediotti pensionato di destra, e il Del Tacca del Comune (per distinguerlo da altri tre Del Tacca) vi si sono accampati e da lì sezionano con geometrica esattezza gli ultimi fatti di Pineta. Tra cui il terribile incidente della statale. È morto un ragazzino e sua madre è in coma profondo. Sono gli eredi di un ricchissimo costruttore. La madre è anche la segretaria di un uomo politico impegnato nella campagna elettorale. Non sembra un delitto. Manca il movente e pure l’occasione. «Anche quest’anno sembrava d’aver trovato un bell’omicidio per passare il tempo e loro vengono a rovinarti tutto». Ma la donna muore in ospedale, uccisa in modo maldestro. E sulle iperboliche ma sapienti maldicenze dei quattro ottuagenari cala, come una mente ordinatrice, l’intuizione logica del «barrista», investigatore per amor di pace.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Sellerio

Collana: La memoria

Anno: 2010

ISBN: 9788838924798

Trama

Le Vostre recensioni

Quando si dice il bar è al BarLume che mi viene da pensare. Con i suoi clienti affezionati, il tavolo da biliardo, la gazzetta dello sport da sgualcire, lo schermo piatto da quaranta pollici “che solitamente funge da tramite tra la stupidità e il mondo” ed una cameriera abbastanza carina da rendere tutto meno approssimativo e decadente.

D’altronde è un bar della provincia e Massimo, il proprietario, lo sa bene. Laureatosi in matematica e messi da parte i sogni di gloria, ha aperto il proprio rifugio nel mondo e si è ritrovato a dover fare i conti con un’evoluzione un po’ diversa del suo sogno.

Da quando aveva messo il biliardo, la sua involontaria collezione di vecchietti praticamente tornava a casa solo per mangiare e fare un sonnellino; […]. Massimo non riusciva a godersi quanto avrebbe voluto lo spettacolo delle ventenni in tanga […] a causa della presenza continua dei quattro tetraventenni in pantaloni ascellari nella stanza accanto”.

I quattro vecchietti avventori del BarLume sono i protagonisti assoluti di queste pagine, impegnati a macchiare di gelato o caffè il tavolo da biliardo – il re dei giochi appunto – almeno quanto a mettere insieme le voci di Pineta – un piccolo paese sul litorale pisano-  per dare forma alla “notizia”.

Le illazioni, le tesi e gli assiomi di Aldo, Ampelio, del Rimediotti e di Del Tacca riempiranno le giornate del BarLume e – suo malgrado – quelle di Massimo, alla ricerca della verità sulla morte di una donna, avvenuta in modo poco chiaro, in una corsia di ospedale, dove la stessa si trovava a causa di un incidente stradale in cui aveva perso la vita anche il figlio.

Al trambusto degli ottimisti ragionamenti dei quattro anziani, si contrappone il silente pensiero dello scettico padrone di casa: Massimo rifugge con sarcasmo affettuoso le ricostruzioni improbabili e definitive del “caso”, nella speranza che i suoi ospiti rumorosi abbandonino – prima o poi – la veste di investigatori occasionali. Di fronte alla loro tenacia, non gli rimane però che raccogliere le proprie riflessioni sul mondo, sugli uomini e sulle loro fissazioni, per rifugiarsi in una dimensione provvisoria ma rassicurante. “Massimo arrivò alla rotonda del viale D’Annunzio e iniziò a girarci attorno, incerto sul da farsi. – Ad ogni modo, qui c’è da cambiare qualcosa. Mi sto abbruttendo. Di questo passo un giorno arriverò al bar anch’io con i pantaloni ascellari e mi dirigerò direttamente al biliardo, lamentandomi della prostata. Ci vuole un cambiamento. Cosa, non lo so. Ma qualcosa ci vuole. Ti sei sfogato, Massimo? Sì, mi sembra di sì. Torniamo al bar, vai”.

Il giallo prende una forma che il lettore non si aspetta, perché l’intreccio sembra portare in tutt’altra direzione. Senza colpi di scena o pretese da poliziesco, ma con intuizioni “investigative” degne del loro nome, il romanzo di Marco Malvaldi è uno scorcio su un pezzo di Italia poetica ed irriverente.

Il lettore non potrà fare a meno di divertirsi e di appassionarsi, grazie anche alla scrittura accattivante e colma di toscanità dell’autore.

Il re dei giochi” è il terzo della serie dopo “La briscola in cinque” ed “Il gioco delle tre carte”. Vi ritroviamo personaggi ben caratterizzati e la familiarità di luoghi in cui tornare, sospesi tra l’illusione e la realtà di una provincia italiana che esiste nella sua attualità.

Romanzo finalista dell’Edizione 2011 del Premio Azzeccagarbugli al Romanzo Poliziesco.

 

Voto i-LIBRI:

4stelle

 

 

 

button_acquista_feltrinelli

 

 

 

{jcomments on} {nice1}

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Marco

Mavaldi

Libri dallo stesso autore

Intervista a Mavaldi Marco

E’ questione di pelle

Gabriella Franceschini

È ancora una donna la protagonista del nuovo libro di Paolo Cognetti, un romanzo composto da nove racconti autonomi che la accompagnano lungo trent’anni di storia: dall’infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all’adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci.

SOFIA SI VESTE SEMPRE DI NERO

Cognetti Paolo

Apologia di uomini inutili affronta la caduta nel vortice della pazzia di un uomo qualunque. Un uomo come tanti, la cui unica vera azione attiva della sua vita, uccidere uno stupratore di bambine, lo porta a uno stravolgimento del suo equilibrio psichico. Il romanzo, ambientato fra lo Yemen e l'Egitto, indaga nelle piaghe della società e si nutre di atti e pensieri folli e disumani. Tra atmosfere cupe, violenze, terrorismo e interessi di politica internazionale, Lorenzo Mazzoni ci offre una storia senza pietà, ignorando completamente l'ipotesi di un lieto fine standard, immergendosi in un viaggio senza ritorno nelle fragilità umane. Apologia di uomini inutili non è dunque una lettura d’evasione. È una lettura di liberazione, anche se dolorosa, perché pensare a tutto ciò che lasciamo accadere sotto i nostri occhi di occidentali può far male.

Apologia di uomini inutili

Mazzoni Lorenzo

Elf è sempre stata la più bella. Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei. Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata. E cos’è adesso questa storia che Elf vuole morire? Proprio in questo momento, poi, a due settimane da un’importantissima tournée. “Elfie, ma ti rendi conto di quanto mi mancheresti?” Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell’ospedale, cammina lungo il fiume tumultuoso del disgelo, non sa più che pesci pigliare. Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare. E in questo lungo duello di parole, carezze, umorismo nero si celebra la grazia e l’energia che occorrono per accettare il dono fragile della vita. Scritto per dare forma a un dolore vero, I miei piccoli dispiaceri è un’esplosione di intelligenza, comicità e calore.

I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews

Toews Miriam