Letteratura irlandese

Il ritratto di Dorian Gray

Wilde Oscar

Descrizione: Dorian Gray, un giovane di straordinaria bellezza, si è fatto fare un ritratto da un pittore. Ossessionato dalla paura della vecchiaia, ottiene, con un sortilegio, che ogni segno che il tempo dovrebbe lasciare sul suo viso, compaia invece solo sul ritratto. Avido di piacere, si abbandona agli eccessi più sfrenati, mantenendo intatta la freschezza e la perfezione del suo viso. Poiché Hallward, il pittore, gli rimprovera tanta vergogna, lo uccide. A questo punto il ritratto diventa per Dorian un atto d'accusa e in un impeto di disperazione lo squarcia con una pugnalata. Ma è lui a cadere morto: il ritratto torna a raffigurare il giovane bello e puro di un tempo e a terra giace un vecchio segnato dal vizio.

Categoria: Letteratura irlandese

Editore: Mondadori

Collana: Oscar grandi classici

Anno: 2003

ISBN: 9788804516651

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

“Il ritratto di Dorian Gray” è una straordinaria costruzione allegorica, un dramma torvo ed affascinante che si consuma con angoscia crescente.

Dorian si rende conto per la prima volta della propria bellezza quando il pittore Basil Hallward porta a termine il suo ritratto.

Fino a quel momento aveva considerato esagerati i complimenti e le blandizie ricevuti, ma ora, messo di fronte ai lineamenti delicati del proprio giovane volto, alle labbra scarlatte, ai capelli d’oro, rivolge uno sguardo compiaciuto alla tela e resta immobile, in totale ammirazione di sé stesso.

Lord Henry Wotton, però, cinicamente lo ammonisce: “… gli Dei vi sono stati benigni, ma gli Dei si riprendono ben presto quello che han donato. Avete solo pochi anni per vivere veramente, perfettamente, pienamente. Quando verrà meno la vostra gioventù sparirà insieme con essa anche la vostra bellezza e allora vi accorgerete ad un tratto che per voi non ci sono più trionfi, oppure che dovete accontentarvi di quei bassi trionfi che il ricordo del passato vi farà parere più amari di una sconfitta”.

Udite queste parole, Dorian riflette amaramente sul fatto che la vita avrebbe plasmato e nutrito la sua anima con innumerevoli esperienze, ma che il passare degli anni avrebbe anche inesorabilmente sciupato e distrutto il suo corpo.

Che tristezza! Io diventerò vecchio, orribile, spaventoso, ma questo ritratto rimarrà sempre giovane. Non sarà mai più vecchio di quel che non sia in questo particolare giorno di giugno… Oh, se fosse il contrario! Se fossi io a restar sempre giovane e il ritratto a invecchiare! Per questo… per questo darei qualunque cosa; sì, non c’è nulla al mondo che non sarei disposto a dare! Darei perfino l’anima mia, per questo!”.

Ed è  ciò che esattamente accade: il desiderio di Dorian viene magicamente esaudito e, mentre lui si perde tra vizi e passioni sfrenate che tuttavia gli risparmiano il viso, il ritratto progressivamente si imbruttisce con i segni del suo degrado morale.

Tra l’altro, per quanto si mantenga giovane e bello, Dorian non riesce ad essere felice. Anzi, sotto l’influsso di Lord Henry Wotton, non fa che tormentarsi in un’incessante e perversa ricerca della perfezione che gli impedisce di apprezzare il mondo e le persone per ciò che semplicemente sono. Ne è un esempio la storia d’amore con Sybil Vane.

Dorian si innamora di lei vedendola recitare ma quando, emozionantissimo, porta in teatro i suoi due amici per mostrar loro la fanciulla che intende sposare e che ha saputo conciliare il suo ideale di bellezza e virtù, rimane tremendamente deluso dalla pessima prova di Sybil e si sente ingannato, tradito nelle sue aspettative. Così inizia a comportarsi in maniera tanto ignobile e crudele che la ragazza decide di togliersi la vita.

Il suicidio di Sybil Vane segna anche la vera morte spirituale di Dorian, un disfacimento che non lascia appigli e lo conduce a commettere un orrendo delitto, ossia l’omicidio di Basil, colpevole di aver scoperto il suo segreto.

Tuttavia, sebbene gli altri continuino a non vedere le sue colpe, Dorian ad un certo punto non può fare a meno di confrontarsi con la propria coscienza, e finisce quindi per pentirsi, per vergognarsi della turpe decadenza che è lì, nella sua anima, sia pur celata da quella bellissima maschera che è il suo viso…

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Oscar

Wilde

Libri dallo stesso autore

Intervista a Wilde Oscar


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

2 novembre 1965: sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia, il corpo massacrato di Pier Paolo Pasolini viene trovato da una donna alle sei e trenta del mattino. Un omicidio, come si sa, che la giustizia ha attribuito a un “ragazzo di vita”, Pino Pelosi detto “la Rana”, ma intorno al quale ruotano ancora dubbi e teorie complottistiche. Ma come si arriva a quella morte? Cos’è successo a Pasolini nelle ultime ore di vita? A questa domanda Lucarelli cerca di rispondere con testimonianze inedite e indagini personali, ma anche attraverso ricordi privati e riflessioni, incontri, storie, frammenti di un mosaico in cui alla fine troveremo rappresentati noi italiani e cosa siamo diventati dopo quella tragica notte.

PPP Pasolini, un segreto italiano

Lucarelli Carlo

Jean è uno scrittore solitario che fatica a distinguere il presente dal passato, i ricordi veri da quelli immaginari. Eppure non ha sognato: sul suo vecchio taccuino nero degli anni Sessanta sono infatti annotati nomi, numeri di telefono, date di appuntamenti, e persino brevi testi «che hanno qualcosa a che fare con la letteratura». Fra questi nomi spicca quello di Dannie e Paul Chastagnier, Duwelz e tutta la loro banda di loschi personaggi che frequentano locali equivoci come l’Unic Hotel o il bar «66» vicino ai giardini del Luxembourg, teatro di frequenti retate notturne. Nelle sue lunghe passeggiate negli stessi quartieri di allora, fra i palazzi e la folla anonima della Parigi moderna, Jean ricorda un’epoca in cui non esistevano gli iPhone, un tempo in cui la città era diversa: una topologia dove il reale trascolora nel sogno, quasi un paesaggio interiore dove a volte si apre un varco nel tempo, e dalla memoria scaturiscono fantasmi del passato o scrittori come Gérard de Nerval, Tristan Corbière e perfino Jeanne Duval, la musa di Baudelaire. Così, riaffiorano alla mente dettagli incompiuti, segreti mai svelati, misteri irrisolti: perché la polizia lo aveva interrogato? Cos’era successo al pianoterra di quell’appartamento sul lungosenna? C’è forse un legame con la guerra d’Algeria e l’affare Ben Barka? E poi, quale significato attribuire alle parole di Dannie: «Cosa diresti se io avessi ucciso qualcuno» e, soprattutto, alla sua improvvisa scomparsa? La verità è lì a un passo, eppure irraggiungibile. Un romanzo onirico, evocativo che incanta con la sua melodia coinvolgente e risuona a lungo nella memoria e nel cuore, come il sassofono preciso e malinconico di Stan Getz.

L’erba delle notti

Modiano Patrick

È il 23 luglio 1843, una mattina d’estate senza una nube e una luce che ammazza tutti i colori. Due giovani in cerca d’avventura salpano su una barchetta con tre vele latine. Dal molo di Bellano li segue lo sguardo preoccupato del sarto Lepido: no è giornata, sta per alzarsi il vento. L’imbarcazione è presto al largo, in un attimo la tragedia: lo scafo si rovescia, a rive giunge un corpo senza vita. un’imprudenza, una disgrazia. Ma c’è un problema. La vittima è Francesco, figlio di Giangenesio Gorgia, ricco e potente mercante del paese. L’altro inesperto marinaio, Emilio Spanzen, milanese in villeggiatura sul lago, è figlio di un ingegnere che sta progettando la ferrovia che collegherà Milano alla Valtelina. Due famiglie importanti. Infatti da Como arriva una pesante sollecitazione: bisogna trovare un colpevole.

LA LEGGENDA DEL MORTO CONTENTO

Vitali Andrea

Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra. Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L'unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili. Solo così il cuore più acerbo della rosa bianca può diventare rosso di passione.

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI

Diffenbaugh Vanessa