Giallo - thriller - noir

Il sangue dei padri

Fabro Giuseppe

Descrizione: Genova, 1964. Hanno vent'anni o poco più, sono senza scrupoli e scalpitano per diventare i padroni della città. Il loro tirocinio è stato la strada - scippi, furti, piccole rapine violente nei caruggi - e ora, mentre l'Italia cambia e soffia il vento di nuove rivoluzioni, Caio, Parodi, Criss, Albino, Pumas e Michele sono pronti a dare l'assalto al cielo criminale di Genova, spazzando via la vecchia malavita al ritmo di Beatles e Rolling Stones. La loro è una banda di fratelli, tutti con la stessa violenta brama di emergere ma con un capo riconosciuto: Caio. Il carisma del leader ce l'ha anche Mauro, detto il Moro: nato come gli altri ragazzi nei vicoli, e nell'immediato dopoguerra, perciò frutto delle colpe e delle storie disperate di chi lo ha messo al mondo, forma con Vittorio una coppia criminale diversa, che rispetta le leggi non scritte della strada. Ma quando i percorsi delle due bande si incrociano, tra pestaggi in galera, risse nelle bische e rapimenti messi a segno, la scia di sangue che si lasciano dietro degenera presto in una serrata caccia agli uomini che ha come teatro il cuore della città.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Rizzoli

Collana: Rizzoli narrativa

Anno: 2020

ISBN: 9788817140874

Recensito da Ornella Donna

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Il sangue dei padri di Giuseppe Fabro

Giuseppe Fabro, da più di trent’anni, svolge l’attività di educatore professionale. Ha fondato tre comunità terapeutiche per il recupero da tossicodipendenze, alcol e disagio sociale. Ora approda in libreria con Il  sangue dei padri, un noir piuttosto violento, la cui lettura, non sempre facile da sopportare per i contenuti espressi, trascina lontano nel tempo, con temi di grande attualità.

Essenzialmente è una storia di amicizia, ove i protagonisti  “si sono giurati lealtà e tra loro si chiamano fratelli”: una vicenda di condivisione pura ed eccelsa, ma nel male.

Siamo a Genova nel 1964 con qualche incursione all’indietro nel 1946. Un gruppo di giovani sconvolge la città con razzie, rapine e ogni tipo di azione delinquenziale. I responsabili si chiamano Caio, Parodi, Criss, Albino, Pumas e Michele, e non fanno altro che sopravvivere a una vita che li ha segnati indelebilmente.

Tra tutti la stoffa del vero leader ce l’ha sicuramente Mauro, detto il Moro: è il  frutto della violenza bruta e cieca di un soldato americano che nel 1946 violenta ripetutamente la madre vergine. Lui è  “nato come gli altri ragazzi nei vicoli, e nell’immediato dopoguerra, perciò frutto delle colpe e delle storie disperate di chi lo ha messo al mondo” e forma con Victor un connubio indissolubile.

Tutti razziano senza pietà, spesso con il consenso tacito e terribile delle stesse genitrici, che mai emettono verdetti o giudizi nei loro confronti. La scia di sangue che si lasciano dietro le due bande di delinquenti è comunque il risultato di un’educazione errata e dell’ambiente ove i ragazzi sono cresciuti e si sono formati. L’unico che cerca di portarli sulla retta via è Don Andrea, ma purtroppo è scarsamente considerato e ascoltato.

Il romanzo è un noir mediterraneo che si colloca sulla scia maestra di Massimo Carlotto o Jean Claude Izzo, con un distinguo: dov’era protagonista la città di Marsiglia, qui c’è Genova, descritta con puntigliosità e conoscenza approfondita.

La storia nera di amicizia al negativo ha una forte eticità in sottofondo r viene sempre descritta con parole forti e crude. Il giallo è ben congegnato, i personaggi sono ben descritti e colpiscono per il vissuto difficile e di sofferenza. L’esordio dell’autore è destinato ad avere un seguito di sicuro e meritato successo.

 

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