Romanzo storico

Il sentiero dei folli

Rosaci Domenico

Descrizione: All'alba del XIII secolo, Guglielmo, un cavaliere normanno percorre a cavallo la lunga strada che dall'Alsazia lo porterà in Sicilia. Raggiunta Palermo, inizierà una vita intensa e avventurosa, dando origine alla famiglia Falconari. Il suo destino s'intreccerà con quello dell'imperatore Federico II, lo "stupor mundi", che lo nominerà custode di uno straordinario segreto, direttamente collegato alla vita e alle opere di Gesù Cristo. Due secoli dopo, un suo pronipote, il barone Orazio Falconari, detto The Fool, fonda una confraternita segreta con l'ambizioso obiettivo di perseguire uno scopo impossibile: sradicare l'insensatezza dal genere umano. Oggi, il barone Vincenzo Falconari, ultimo discendente della famiglia, decide di realizzare l'ennesimo gesto folle della sua vita. Solo in pochi sanno che il barone ha destinato la sua esistenza a combattere una spietata organizzazione, che opera azioni criminali in nome della Fede religiosa. È davvero la Fede un pericolo e un danno per l'uomo, e può la Scienza essere la fiaccola che illumina il sentiero verso la verità?

Categoria: Romanzo storico

Editore: Falzea Editore

Collana:

Anno: 2010

ISBN: 9788882963132

Recensito da Alessandra Allegretti

Le Vostre recensioni

…Come il Matto che inizia il suo cammino, col suo povero fagotto in spalla, con i miseri stracci che lo rendono ridicolo per chi lo vede. Emarginato dal mondo dei sani, dei saggi. Pazzo, definitivamente, perché non accetta le regole del mondo e sceglie di imboccare un sentiero nuovo, sconosciuto. Il sentiero dei folli. […] Ma quel sentiero porta molto più lontano…

Nel XIII secolo un guerriero normanno dà origine alla famiglia Falconari e intreccia il suo destino con l’imperatore Federico II, che gli confida e affida un grande segreto su Gesù Cristo.

La sua famiglia lo custodirà nel tempo e due secoli dopo Orazio Falconari fonderà la confraternita dei Folli che lotterà contro il Male in nome suo. L’intento dichiarato sarà sradicare la violenza dalla società umana.

Queste non sono altro che le prime avvisaglie di una  guerra che culmina in una grande sfida:  il Barone Vincenzo Falconari organizza oggi  l’ultimo duello, compiendo un gesto folle.

L’arma più potente non è materiale, perché è la persuasione. Si apre un gioco molto serio cui si partecipa con pedine come la morte, l’amore, il mistero. La posta è altissima e ci riguarda da vicino, perché il passato e il nostro presente fanno capolino mescolandosi a regola d’arte alla finzione.

E quando si arriva alla fine si avverte un senso di vuoto.  Ma è una sensazione felice, perché mentre lo leggevi, il romanzo ti conquistava. L’intreccio è riuscito a stupirti e la lettura è diventata frenetica per  la curiosità di vedere “come andrà a finire”. Così l’hai divorato e non te ne sei accorto. Ti sei davvero divertito, perché non esistevi più, c’era solo il dipanarsi dei colpi di scena lungo il sentiero dei folli.

E apprezzerai chi, come il Barone Falconari, mette a fuoco i suoi obiettivi, non ha pregiudizi e cammina con coraggio lungo la sua via.

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Gaia, 38 anni, porta la taglia 38, vive nel centro di Milano e in equilibrio perfetto sul suo tacco dodici si muove disinvolta tra sfilate e locali alla moda: del resto ha un marito che le garantisce una grande agiatezza, un amante il cui profilo su Facebook dice sempre "innamorato", una figlia che va alla scuola steineriana, due amiche di nome Ilaria e Solaria, un iPhone, un iPod, un iPad e una psicanalista che a ogni seduta pronuncia queste parole: "Sono trecento euro". Madre in carriera, può vantare l'invenzione dell'apericena, rito che ha ormai contagiato l'intera penisola, e la soddisfazione di non avere fatto mancare nulla alla figlia Elettra senza per questo trascurare il lavoro. Nessuna sbavatura, insomma. Eppure il passato bussa, implacabile, nel sonno. Un incubo ricorrente, che sembra voler riportare a galla qualcosa... Prima o poi Gaia dovrà decidersi a parlare di suo padre. E dei suoi tre anni di black-out. Anche perché a un tratto nel suo presente si è aperta una piccola crepa, destinata ad allargarsi come la tela di un ragno e a mandare in pezzi le sue sicurezze: il licenziamento dall'agenzia di comunicazione dove lavora, un'impasse sentimentale inattesa, la carta di credito bloccata, Elettra che lancia segnali di un disagio sempre più ineludibile... Con irresistibile vena satirica, unita qui però a uno sguardo profondamente partecipe, Giuseppe Culicchia dà vita a un personaggio femminile tragico e grottesco, risucchiato in una spirale di menzogne e forzature che mostrano il volto più fasullo della borghesia d'inizio millennio, celebrandone i riti e insieme il declino; e al tempo stesso scrive un libro civile, capace di svelare il bene nascosto sotto la patina del nostro vivere quotidiano come le radici di un albero frondoso che spezzino la crosta dell'asfalto per dare ossigeno alla città. Attraverso una vertiginosa capacità di scavare nei cliché linguistici e umani, Culicchia procede insinuando variazioni minime nell'infinito gioco di specchi nel quale nostro malgrado ci muoviamo. E - in bilico tra il dolore e il sorriso - libera sulla pagina quelle piccole rivelazioni che sono il nucleo di un cambiamento possibile. Perché, toccato il fondo della crisi, si può ricominciare a vivere, spogli di tutto ma ricchi come mai prima.

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