Narrativa

Il teatro dei sogni

De Carlo Andrea

Descrizione: La mattina del primo gennaio Veronica Del Muciaro, inviata di un programma televisivo di grandi ascolti, sta per morire soffocata da una brioche in un caffè storico di Suverso, prospera cittadina del nord. La salva uno strano e affascinante archeologo, il marchese Guiscardo Guidarini, che le rivela di aver riportato alla luce un sito importante. L’inviata scopre di cosa si tratta e lo rende pubblico in diretta tv, scatenando una furiosa competizione tra comuni, partiti rivali, giornalisti e autorità scientifiche. Con Il teatro dei sogni Andrea De Carlo applica le sue capacità di osservazione sociale e di indagine psicologica a un romanzo fortemente contemporaneo, polemico ed esilarante, che scava nelle ragioni dei quattro protagonisti e ne fa emergere verità, segreti, ambizioni, paure e sogni sopiti.

Categoria: Narrativa

Editore: La nave di Teseo

Collana: Oceani

Anno: 2020

ISBN: 9788834603406

Recensito da Elpis Bruno

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Il teatro dei sogni di Andrea De Carlo

Tutto comincia con un incidente (“L’ostruzione la fa annaspare, la manda in tilt”) nel quale incappa Veronica del Muciaro, giornalista d’assalto (“I suoi toni che combinano curiosità, malizia e una robusta dose di improntitudine”) e inviata speciale di un programma di trash televisivo. Con la manovra di Heimlich la salva un gentiluomo: Guiscardo Guidarini (“È un tipo dallo sguardo intenso, capelli sale e pepe a ciocche disordinate, cappotto nero dallo splendido taglio morbido, sciarpa di seta viola e arancione, stivali da cavallo un po’ sporchi di fango”), eroe tipico alla De Carlo (“Un uomo interessante… con quell’aria da avventuriero apolide, privilegiato dalla nascita e maltrattato dalla vita”), un po’ Durante e un po’ Giro di vento, archeologo polemico nei confronti delle amministrazioni locali che hanno consentito la devastazione edilizia dei colli (“Sui colli qua intorno c’è un campionario pazzesco di devastazioni ambientali e abusi edilizi, come in tutto il resto d’Italia”).

Nell’occasione del suo salvataggio Veronica apprende che il bel marchese ha riportato alla luce, nella sua proprietà, un antico teatro (“A me personalmente ricorda tantissimo il teatro di Taormina… Be’, l’impianto è ellenistico”). Gli ingredienti ci sono tutti perché del caso (“Marchese archeologo con villa del Seicento che fa una scoperta spettacolare sulla sua proprietà e cerca di tenerla nascosta!”) si occupi la TV spazzatura con biechi obiettivi di audience. Il caso televisivo fa da cassa di risonanza, orienta il voyeurismo del pubblico sulla possibile passione tra il bel marchese e Annalisa Sarmani, vicesindaco di Suverso (“Aggiungiamo infine la comparsa del drone spia sopra le loro teste, e l’abbattimento del medesimo con la fionda”), attira l’interesse delle forze politiche, ingaggia un violento conflitto di competenza tra comune di Cosmarate e provincia di Suverso. Tanto più che i due enti sono amministrati da due forze politiche antagoniste: il Rivolgimento e l’Unione.

Nella forma del romanzo la verve critica di Andrea De Carlo colpisce i perversi meccanismi dei mass media, si avventa sulla speculazione edilizia, ironizza sui sapientoni che frequentano i salotti televisivi, si tinge di satira politica che smaschera le basse velleità dei partiti politici ormai sprovvisti di ideologia.

Il lettore avrà così modo di veder descritti e dileggiati i peccati del populismo (“Come Rivolgimento da quando siamo al governo abbiamo introdotto il premio di gioventù per i cittadini sotto i terntacinque anni, l’indennità di disoccupazione preventiva, il condono di laurea che consente di saltare gli ultimi quattro esami e la tesi universitaria con la formula ‘a posto così’ per gli studenti fuori corso…”) e del sovranismo (“E poi è l’antico teatro italico!… L’unico che c’è al Nord!”), potrà scorgere sotto le spoglie esilaranti della conduttrice Roberta Riscatto i ritratti delle grottesche regine dei programmi-spazzatura che infestano i palinsesti (“La Riscatto alterna simulazioni di ingenuità infantile ad aggressività ferina… fa gesti da vigile che dirige il traffico…”), potrà perfino individuare l’alter ego di uno dei più tristi condottieri mercenari del nostro tempo (“Mirko Noseletti… seduto a gambe larghe, in un’affermazione di egemonia mascolina sullo spazio… Bulimico… di cibo, di consensi, di like sui social, di attenzione mediatica, di polemiche, di gente raccolta ad applaudirlo…”).

Il finale riserva naturalmente un grosso colpo di scena, collocato in una zuffa che si spettacolarizza proprio nel teatro oggetto della contesa, alla quale partecipano gli immancabili cinesi, larvatamente portatori di una pandemia appena accennata da alcuni colpi di tosse.

Con questo divertente romanzo Andrea De Carlo contrappone l’eleganza dell’intellettualismo ai meccanismi deteriori della società, dell’economia e della politica, innalzando un grido che è un allarme pessimistico su ciò che sta accadendo: “Sarà necessaria una catastrofe collettiva, perché si riprenda a sognare?

Bruno Elpis

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